Giro – Greipel, Pelucchi, Modolo… Il ritorno delle ruote veloci…e delle cadute

Un lungo rettilineo portava oggi il plotone a concludere una tappa che se sotto l’aspetto agonistico non aveva nulla da dire per quanto riguardava la classifica generale, ne aveva molto nell’economia dell’intero Giro dei Team che hanno al loro interno un appartenente alla cosiddetta categoria dei Velocisti. Dal bussolotto della volata sono usciti una miriade di escoriazioni e contusioni dovuti a una caduta ai meno 200 e i nomi di Greipel, Pelucchi e Modolo che nell’ordine hanno passato la fettuccia finale.

Con l’arrivo all’Abetone di ieri si è chiusa una fase caratterizzata da tappe agonisticamente interessanti ma che hanno impegnato i ciclisti in una maniera poco usuale nelle fasi iniziali di un Grande Giro. La tappa odierna rientrava invece tra le tappe più tranquille, anche se è risaputo che la tranquillità vera e propria difficilmente trova casa in una tappa del Giro.  Prova ne è la caduta nelle ultimissime fasi di gara che ha visto coinvolti tra gli altri Daniele Colli, trasferito prontamente all’Ospedale di Grosseto per accertamenti e Alberto Contador che ha dovuto stravolgere il cerimoniale rinunciando a buona parte delle cerimonie protocollari per potersi dedicare con lo staff medico del proprio Team alla valutazione dei danni subiti.

Le peculiarità dell’altimetria in programma oggi non impensieriva affatto ne chi aveva come obbiettivo di giornata una conclusione in volata per giocarsi le proprie carte, sia chi doveva difendere le rispettive maglie indossate dai leader delle varie classifiche.

La tappa non è caduta nella monotonia grazie alla fuga portata inizialmente da Rutkiewicz (CCC Sprandli) e Grosu (Nippo-Vini Fantini) avvantaggiatisi al quarto Km di gara. Ai due, dopo il traguardo volante di Altopascio al km 11 si sono uniti Bandiera (Androni-Sidermec), Malaguti (Nippo-Vini Fantini) e Marangoni (Team Cannondale-Garmin) e i cinque sono andati avanti con il beneplacito del gruppo fino alle fasi decisive della Tappa.

Il vantaggio dei fuggitivi che si era attestato tra i quattro e i cinque minuti è come facilmente prevedibile cominciato a diminuire, annullandosi completamente ai meno 14, quando l’intero plotone iniziando i preparativi per la volata finale ha dovuto combattere anche con un vento laterale che ha complicato non poco le cose sia in testa che in coda al plotone. Le classiche operazioni che precedono ogni volata si sono svolte però senza particolari problemi. Quando ormai la volata era stata lanciata però è successo il fattaccio. Alle immediate spalle della testa del plotone, Daniele Colli portacolori della Nippo-Vini Fantini sembra che abbia urtato uno spettatore sportosi dalla transenna per scattare una foto. La caduta del milanese ha scatenato la più classiche delle cadute in serie che ha coinvolto anche la maglia rosa Alberto Contador. Mentre l’attenzione dei più era rivolta ai ciclisti coinvolti nella caduta e che con il sopraggiungere del plotone aumentavano nel numero, il drappello che era in posizione avvantaggiata rispetto alla caduta si giocava la tappa che andava al Campione di Germania Andrè Greipel (Lotto-Soudal) davanti a Pelucchi (IAM), Modolo (Lampre), Belletti (Southest), Nizzolo (Trek), Petacchi (Southest) e Viviani (Sky) che ha perso così la maglia rossa in favore del vincitore. Il vincitore con oggi ha sportivamente vendicato l’affronto, sempre sportivo, subito a Genova quando l’italiano aveva conquistato tappa e maglia e ha così commentato: “Non è stato facile per me dopo un inizio difficile di Giro, ma eravamo qui per questo: vincere una tappa. Devo dire grazie alla mia squadra. Sander Armée ha passato tutto il giorno a tirare. La strategia era quella di essere davanti all’ultima curva, ed Adam Hansen è appunto andato a tirare il gruppo ai 1100m a tutto gas. Greg Henderson mi ha portato fino ai 600m. Di solito il traguardo è troppo lontano ma oggi ho tenuto lo stesso e abbiamo vinto. Siamo davvero contenti per questa vittoria.“.

Il coinvolgimento di Alberto Contador nella caduta e il suo non sembrare esserne passato illeso, manifestato stravolgendo il protocollo del dopo tappa e mantenendo il braccio sinistro immobile lungo il corpo ha impensierito non poco. Apprensione anche all’interno del proprio team, che con le parole di Stefano Feltrin, General Manager della Tinkoff Saxo, ha cercato di tenere a freno le immancabili supposizioni sullo stato di salute dello spagnolo: “Stiamo verificando la natura delle condizioni di Alberto con il dottore della squadra. Nel frattempo è stato trattato con il ghiaccio per precauzione. Verificheremo le sue condizioni in mattinata.“.

Domani è in programma la tappa più lunga del Giro 2015 con i suoi 264km. Una frazione sostanzialmente priva di vere asperità altimetriche, ma caratterizzata da una parte finale abbastanza mossa.  I primi 70km si svilupperanno sulla strada a scorrimento veloce Aurelia per entrare poi nella strade maremmane dopo Montalto di Castro e attraversare lungo dolci ondulazioni gli abitati di Tuscania e Vetralla contornando l’agglomerato metropolitano di Roma. A Monterotondo su un breve strappo è posto il GPM. Superata Tivoli (nella frazione di Ponte Lucano) si affronteranno gli ultimi 60km piuttosto articolati e mossi sia altimetricamente che planimetricamente che porteranno lungo la via Prenestina all’arrivo di Fiuggi con un arrivo in leggera salita (3-4%).

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