Giro – Abetone: Vince Pollanc, i tre Assi ci sono e si fanno vedere. Contador si veste di rosa

Primo arrivo in salita al Giro 2015 e nessuno si è nascosto. Non si sono sicuramente nascosti i cacciatori di tappa, che sono andati in fuga dopo solo 16km di gara. Non si sono nemmeno nascosti i pronosticati alla vittoria finale che hanno sfruttato la strada che si inerpicava verso l’Abetone per affrontarsi a viso a aperto dopo la guerra di nervi cominciata fin dalla tappa che da Albenga ha portato i girini a Genova.

Cominciamo però dall’inizio. La tappa quasi nella sua interezza l’hanno fatta sicuramente i cinque Domont (AG2r La Mondiale), Tvetcov (Androni-Sidermec), Dillier (BMC Racing Team), Chavanel (IAM), Polanc (Lampre-Merida). che si sono avvantaggiati fin dal km 16 e che con l’arrivo del portacolori della Lampre in solitaria hanno portato a termine una signora fuga nonostante il gruppo inseguitore con l’avvicinarsi del traguardo e gli scatti di Contador, Porte e Aru abbia alzato notevolmente l’andatura.

Le alterne emozionanti fasi di gara hanno portato i cinque di testa a ridursi nel numero, facendo si che quando il traguardo è sembrato più raggiungibile e non più un’entità indefinita segnata su una carta geografica gli unici tre che potevano giocarsi la tappa erano il francese Sebastien Chavanel, classe 1981, lo svizzero Silvan Dillier, classe 1990 e con una buona messi di piazzamenti nel 2014 e il più giovane Jan Polanc classe 1992 già quarto ad Oropa lo scorso anno. Tra i tre ha avuto la meglio lo sloveno che ai meno 12 si è involato in solitudine mentre strada facendo il francese ha avuto la meglio sullo svizzero che ha visto così sfumare anche la possibilità di salire sul podio di tappa.

Lo sloveno ha così conquistato la tappa con un vantaggio di 1’31” sul francese che si è piazzato secondo nonostante l’essere stato raggiunto dagli inseguitori e ha cosi commentato: “Avevo buone gambe oggi ed ho provato a prendere più vantaggio possibile per poi preoccuparmi di chi fosse il più forte nel finale. Sono un buon scalatore ma la salita non era durissima e Chavanel è un buon corridore. Quando sono rimasto solo mi hanno comunicato che gli inseguitori stavano arrivando velocemente, ma quando ho sentito il vantaggio sapevo che avrei vinto. Il giorno in cui sono arrivato al Giro ho compiuto 23 anni, questa vittoria è un regalo di compleanno fantastico. Mi sembra così strano, stento a crederci. Penso non dormirò stanotte.

A portare l’inseguimento ai battistrada sono stati in prima persona quelli che fin dalla vigilia della partenza da Sanremo venivano indicati come assoluti protagonisti. Dopo una serie di scaramucce iniziate con l’inizio della salita, era stato un attacco di Alberto Contador ad alzare la temperatura in gruppo e a portare con se allo scoperto Fabio Aru e Richie Porte. I tre accompagnati per un pezzo di strada dal corridore dell’Astana Mikel Landa non si sono risparmiati, sfidandosi in un duello a tre che ha appassionato tifosi e addetti ai lavori.

L’arrivo ormai imminente ha fatto si che Chavanel riuscisse a mantenere la seconda posizione mentre i tre definiti da tutti “i tre assi” si sono così qualificati: Aru terzo, Contador quarto, e Porte quinto. Tutti con lo stesso tempo del francese. La prestazione odierna di Contador ha permesso all’uomo di Pinto di indossare la maglia rosa, commentando così la sua nuova leadership: “Il mio attacco non era pianificato. Mi sentivo bene, mi sono guardato in giro e sono partito. Aru e Richie Porte sono forti, ma sono riuscito a staccare Urán e altri corridori, quindi sono contento della situazione dopo cinque giorni. Non mi aspettavo di indossare la Maglia Rosa ma devo dire che è sempre fantastico. È un vero onore. Amo il Giro d’Italia, la gente e la nazione, indossare la Maglia Rosa domani sarà fantastico anche se quello che conta sarà indossarla a Milano. Se la dovessi perdere domani non sarebbe un problema.

All’appello anche oggi è mancato Rigoberto Uran che non ha risposto all’attacco del portacolori della Tinkoff Saxo e si è classificato 17° a 1’59 dal vincitore.

Scorrendo l’ordine d’arrivo risalta agli occhi il 9° posto di Damiano Caruso (Katusha), l’11° di Damiano Cunego (Team Nippo) e il 15° di Ryder Hesjedal (Team Cannondale). A 2’32” dal vincitore invece si è piazzato Davide Formolo non ancora sazio del successo di ieri.

L’arrivo dell’Abetone come previsto ha ridisegnato la Classifica Generale e ha tolto di scena i protagonisti della Cronosquadre di Sanremo. Ora Alberto Contador guida il plotone seguito da Fabio Aru a solo 2”, Richie Porte a 20”, Kreuziger a 22”, Cataldo a 28” mentre altri due dei pronosticati della vigilia sembrano già fuori dai giochi. Rigoberto Uran si trova 12° a 1’22” e Van den Broeck 19° a 2’27”.

Domani prima tappa interamente fuori dalla Liguria i girini troveranno un po’ di pianura, paesaggio naturale quasi interamente assente nella regione che il Giro ha appena abbandonato. La Montecatini Terme – Castiglione della Pescaia di 183km è una tappa quasi completamente piatta con i primi 80km sostanzialmente pianeggianti attraverso il territorio Pisano per giungere, dopo Saline di Volterra, alle Colline Metallifere che vengono superate attraverso Pomarance, unico GPM di giornata, Larderello e Castelnuovo Val di Cecina. Segue il tratto finale piatto fino all’arrivo. Il proscenio ideale per le ruote del gruppo.

 

 

 

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