Giro – A La Spezia vittoria di Formolo. Simon Clarke in rosa. Aru, Contador e Porte ci sono

Vittoria in solitaria nella tappa più insidiosa di questa prima parte di Giro per l’astro nascente del ciclismo italiano Davide Formolo. Il portacolori del Team Cannondale Garmin ha saputo cogliere l’attimo giusto e nonostante la giovane età ha dimostrato di aver già un bagaglio tecnico-tattico buono anche per la categoria maggiore. Ottime notizie quindi per il CT della Nazionale Davide Cassani, presente al traguardo e che tiene il veronese molto in considerazione. “I 500 metri finali sono stati assolutamente incredibili” ha commentato a caldo il vincitore “Il rumore della folla mi ha fatto drizzare i capelli in testa. Ho capito che avrei vinto la tappa solo a 100 metri dal traguardo. Non pensavo alla Maglia Rosa. Sto correndo il mio primo Giro d’Italia, prendo le cose giorno per giorno e non sento alcuna pressione. Qui corriamo per Hesjedal nella classifica generale, non so se avrò un’altra possibilità di vincere una tappa.” Alle spalle del vincitore il gruppetto inseguitore che comprendeva anche la quasi totalità di quelli che ambiscono al successo finale è stato regolato da Simon Clarke, neo maglia rosa che mantiene grazie alla buona prova nella cronosquadre ancora il simbolo del primato in seno alla Orica GreeEdge. Terzo Jonathan Monsalve, seguito da Visconti e altri otto atleti, compreso Aru (6°), Contador (9°) e Porte (10°).

È un momento davvero speciale per me.” Ha detto una commossa Maglia Rosa dopo il traguardo “Avete potuto vedere le mie emozioni sulla linea traguardo. Sono molto felice di poter tenere la Maglia Rosa in seno a Orica GreenEdge. È stato un inizio fantastico per la squadra. Il piano per la tappa di ieri era di correre per la volata, sapevo di non avere chance di prendere la maglia. Ma oggi era diverso, non ho mollato e questa maglia ne è la ricompensa.

Tappa nervosa l’ultima interamente ligure, il percorso favoriva la libera interpretazione della corsa e così è stato. Il canovaccio di giornata è stato quello che ha visto 28 corridori ben assortiti guadagnare il proscenio ed animare la giornata.

Nelle retrovie però non si sono certo risparmiati in attesa delle fatiche future. il grosso del lavoro fin dall’avvio, come nei giorni scorsi è stato appannaggio della Tinkoff Saxo nonostante la presenza nella fuga di Roman Kreuziger. Lavoro che con il passare dei km ha logorato forse prima del previsto i ragazzi in maglia gialla e azzurra. Fin dall’ascesa al Passo del Termine, secondo GPM di giornata, ad accompagnare “il Pistolero” era rimasto il solo Michael Rogers, mentre l’Astana di Fabio Aru prendeva possesso in maniera autoritaria della testa del plotone, che si riduceva nel numero metro dopo metro.

Le avanguardie della corsa nei 150km di gara non si sono risparmiati e in un susseguirsi di azioni e ricongiungimenti hanno più volte cambiato la fisionomia del gruppo di testa.

La salita della Biassa inserita nel circuito finale e valida come ultimo GPM di giornata ha ispirato sia alcuni componenti del drappello di testa, sia alcuni big presenti nel plotone che conduceva l’inseguimento. Nelle avanguardie il giovane e promettente Davide Formolo ha dimostrato di essere capace di scattare in faccia a ciclisti ben più scafati ed esperti di lui. Il tutto dopo aver preso parte alla fuga partita nelle primissime fasi di gara, lungo la strada che portava al primo GPM di giornata, quello della Colla della Velva e portata a termine in solitaria. Nel gruppo dei big dopo il lavoro dei compagni Fabio Aru con uno scatto secco ha chiamato all’appello gli altri pretendenti alla rosa. Contador e Porte hanno risposto subito presente, incollandosi senza tentennamenti alla ruota del sardo. Meno reattivo è apparso Van Den Broeck che dopo aver cercato di riportarsi sulle ruote dei tre ha fallito il ricongiungimento. Rigoberto Uran invece non ha nemmeno provato a reagire ed è arrivato al traguardo insieme al belga con un ritardo di 42” da quelli che sono partiti come lui da Sanremo sabato scorso come i predestinati alla vittoria finale.

Quella odierna anche grazie a come è stata interpretata è risultata una tappa indigesta a molti, su tutti la ormai ex maglia rosa Matthews che ha visto già sulle rampe del secondo GPM di giornata sbiadire sempre più velocemente il rosa che lo fasciava. L’australiano ha tagliato il traguardo dopo 20’ tondi dal vincitore. Una manciata di minuti prima della scadenza del tempo massimo.

Il giro non finisce però certo qui e già da domani si può rimettere tutto in discussione. È previsto infatti il Primo arrivo in salita del Giro 2015. La La Spezia-Abetone prevede due sole asperità dalle pendenze non particolarmente elevate. Una prima parte sostanzialmente pianeggiante fino dopo Aulla dove la strada comincia a salire verso il GPM di Foce Carpinelli per poi ridiscendere e superare la breve salita di Barga e portarsi ai piedi della salita finale di circa 17km al 5.4%. I primi 4,5km hanno pendenze poco superiori al 2%, più ripidi invece gli 8km successivi che si attestano attorno al 7% per poi spianare leggermente (5%) fino all’arrivo.

 

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