Giro: incredibile Viviani, è sua la prima volata, a Matthews la maglia rosa

Prima tappa in linea al Giro 2015 e primo successo italiano grazie ad Elia Viviani. Il veronese sfruttando al meglio le sue doti di pistard ha ottenuto la sua prima vittoria al Giro avendo ragione sulla pendenza insidiosa del lungo rettilineo d’arrivo e sugli altri interpreti della volata conclusiva.

Alle spalle del portacolori della Sky si sono piazzati Moreno Hofland (Lotto NL – Jumbo) e André Greipel (Lotto Soudal) con quest’ultimo che ha sofferto più di quanto pensasse la pendenza del rettilineo finale. Stessa cosa successa anche a Modolo (Lampre – Merida) e all’australiano del Team Orica Greenedge, Michael Matthews che però nonostante l’essersi piazzato solo settimo, si è potuto consolare indossando la maglia rosa, sfilandola come previsto al compagno Gerrans. Le restanti posizioni sono state appannaggio di: Luka Mezgec (Team Giant – Alpecin) quarto, Alessandro Petacchi (Southeast) quinto, sesto Giacomo Nizzolo (Trek Factory Racing), ottavo Davide Appollonio (Androni Giocattoli), nono Daniele Colli (Nippo – Vini Fantini) e decimo Paolo Tiralongo (Astana Pro Team), ben 6 italiani nelle prime 10 posizioni.

Felice ovviamente il vincitore che ha così commentato: “È incredibile, ho vinto la mia prima tappa al Giro! Siamo qui per aiutare Richie Porte in classifica generale, quindi non ho molti corridori per le volate, ma Puccio, Eisel e Kyryienka sono riusciti a fare un lavoro perfetto per Richie e per me. Hofland ha vinto una tappa nello Yorkshire, e quando l’ho visto partire ho pensato che avrebbe vinto. Ma sapevo che gli ultimi metri erano in salita e ho calcolato perfettamente dove partire.”

Soddisfazione anche per La Maglia Rosa Michael Matthews che ha dichiarato: “È stato un finale molto tecnico e sapevamo che bisognava stare davanti all’ultimo chilometro. Ho deciso di partire presto perché tutti stavano lottando per la posizione. Il finale è stato davvero difficile.” “È stato davvero speciale indossare la Maglia Rosa lo scorso anno, e indossarla per la seconda volta è ancora più bello. È stato il lavoro di squadra di ieri che mi ha permesso di farlo, quindi devo ringraziare i miei compagni di squadra per questa sensazione magica.” Oggi secondo giorno di gara sono state assegnate anche le tappe non ancora assegnate ieri. Ovviamente la maglia rosso passione, simbolo della leadership nella classifica a punti è andata al vincitore di giornata Viviani. La maglia Blu dei Gran Premi della montagna è andata a Bert-Jan Lindeman (Team Lotto NL – Jumbo),  primo a passare sotto il GPM di Pratozanino, e autore insieme a Giacomo Berlato (Nippo – Vini Fantini),  Marco Frapporti (Androni Giocattoli),  Eugert Zhupa (Southeast) e  Lukasz Owsian (CCC Sprandi Polkowice), dell’unica fuga di giornata cominciata appena uscendo da Albenga e terminata quando i girini erano già impegnati sul percorso cittadino di Genova. Frapporti invece ha fatto suoi tutti i Traguardi Volanti incontrati strada facendo.

La tappa odierna non presentava particolari insidie, ma comunque è stata affrontata fuga a parte con una certa attenzione dai Team che hanno al loro interno chi può ambire al successo di Milano, Tinkoff e Astana su tutte.

Se il tracciato non presentava particolari insidie se non quelle tipiche delle strade liguri e già note ai girini che le hanno percorso nelle passate edizioni della Milano-Sanremo e anche lo scorso anno al Giro con la tappa che si concludeva a Savona. È stato il circuito cittadino ha rendere complicata la vita all’interno del plotone. In rapida sequenza si sono avute alcune cadute che hanno diviso anche il troncone in più parti. Tra gli altri ne sono stati coinvolti: Matteo Pelucchi (IAM Cycling) Sonny Colbrelli (Bardiani – CSF), Sylvain Chavanel (IAM Cycling), Heinrich Haussler (IAM Cycling) e Domenico Pozzovivo (AG2R La Mondiale) unico che aspira ad un posto al sole in finale di Giro a rimanere coinvolto e ad accusare al traguardo un ritardo di 1’09”.

Domani terza tappa ligure da Rapallo a Sestri Levante tappa molto impegnativa e accidentata (in 136km si superano quasi 2.300m di dislivello) nella quasi totalità del percorso esclusi gli ultimi 10km. I primi 110km (su 136) sono caratterizzati da un continuo e ininterrotto susseguirsi di curve, controcurve, saliscendi, salite e discese su strade a carreggiata ristretta nei tratti in montagna. Si scalano la Ruta di Camogli a pochi chilometri dal via, quindi Colle Caprile (GPM), la Scoffera per attraversare Torriglia e contornare il Lago del Brugneto, scendere con tratti a volte piuttosto tecnici su Montebruno e scalare il GPM di Barbagelata che porta alla lunghissima discesa (tecnica nella prima parte fino al Passo della Scoglina) che conduce a Chiavari e quindi all’arrivo. Finale di tappa interamente sulla Via Aurelia per gli ultimi 7km. Sostanzialmente pianeggiante con comunque i saliscendi tipici della strada costiera.

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