Parla basco il Giro dell’Appennino: il successo a Omar Fraile

Il 76esimo Giro dell’Appennino parla basco. Omar Fraile Matarranz della Caja Rural – Seguros RGA si è infatti aggiudicato la corsa battendo in volata Stefano Pirazzi e Damiano Cunego.

La Bocchetta è stata solo in parte decisiva malgrado l’arrivo a Pontedecimo collocasse la Salita delle Streghe a soli 39 chilometri dal traguardo.

Sulla Bocchetta si è scatenato infatti l’attacco che sembrava decisivo di Cunego e Zardini. Ma dietro quei due c’era sempre, insieme o staccato ma mai di troppo, proprio Omar Fraile, corridore di Bilbao.

Dietro un gruppetto di cinque altri corridori composto da Pellizzotti, Txurruka, Bongiorno, Pirazzi, Petilli.

La fuga dei due sembrava ormai decisiva anche sul successivo Passo della Castagnola dove Fraile transitava con 28″ di ritardo, gli altri ad un minuto e mezzo.

Poi qualcosa si blocca. Cunego all’arrivo sarà furioso ” non capisco certe situazioni, si poteva andare all’arrivo, poi alla fine non potevo inseguire tutti”.  Tutti si fanno sotto e il gruppo dei primi otto si ricompatta.

Qui la lingua basca ha comandato. Perché nel gruppetto oltre a Fraile c’era anche il suo compagno di squadra, Txurruca.

“Abbiamo cominciato a controllare a vicenda che non ci fosse qualcuno che scappasse – ha detto Fraile all’arrivo -. Poi questo finale mi piaceva molto, sono uno scalatore ma riesco ad essere veloce”.

Sprint finale quasi senza storia. Fraile si aggiudica il Giro dell’Appennino in 4 ore 42 minuti e 13 secondi. Pirazzi a 1″36  Cunego a 2″09, poi Pellizzotti e gli altri entro quattro secondi. Oltre i 40 la media di corsa ( 40,756).

Per Cunego, solo terzo, l’impossibilità di replicare le vittorie del 2004 e 2011, solo la soddisfazione del primo posto sulla Bocchetta e del miglior tempo sulla gara nella gara ( 23’26” il tempo della scalata da Campomorone alla Bocchetta).

Primo della Nazionale Italia, Davide Gabburo, giunto a 1’09” dal vincitore.

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