Lega: candidature blindate e contro lo Statuto per accontentare i soliti noti

Domani a Milano verrà rieletto il Direttivo della Lega Ciclismo, tutti confermati gli ex dirigenti con l’inversione della carica di presidente, che passa a Ghigo, e di vicepresidente, che tocca a Scotti.

Tuttavia tra ciò che prevede lo Statuto e ciò che è stato applicato in Lega c’è una bella differenza. Lo Statuto infatti non prevede la candidatura per categorie, ma solo per carica (Presidente, Vicepresidente e Consiglieri). Sempre lo Statuto stabilisce che tutti i cittadini italiani possano candidarsi agli organi elettivi della Lega.

Nonostante questo, non è stata data idonea pubblicità all’assemblea, escludendo così tutti i cittadini italiani dalla possibilità di presentare la loro candidatura e le candidature sono state espresse per categoria. Mauro Vegni rappresenterà gli organizzatori, Stefano Feltrin i gruppi sportivi, Daniele Goetz i Direttori Sportivi e Amedeo Colombo i corridori. Le candidature dovrebbero dunque essere individuali e aperte a tutti e non per categoria aperte solo a chi indicato dalla sua rappresentanza. Se questo è un metodo contrario allo Statuto è ancora più sbagliato il fatto che due componenti che non fanno parte della Lega (Direttori Sportivi e Corridori) abbiano due rappresentanti, mentre i cittadini italiani che potrebbero ambire ad essere eletti in Lega non abbiano la possibilità di candidarsi.

Che questo metodo, più che discutibile, sia stato attuato per garantire la rielezione a chi fino a ieri non ha fatto nulla per ciclismo italiano lascia ancora più perplessi.

Sito della Lega, ad oggi, ciò che si trova è solo l’elenco dei candidati (guarda caso coloro che già facevano parte del Consiglio) in data 21 aprile, oltre i termini per la presentazione di altre candidature, ma non vi è stata una pubblicità delle candidature.

Lo scopo è dunque quello di cercare persone preparate per il Direttivo della Lega, oppure quello di spartirsi candidature e cariche in modo da non aprire a nessuno di esterno ai soliti noti ?

Certo sarebbe stato ben diverso dare pubblicità dell’assemblea con un congruo anticipo, cercare persone preparate con in mano un progetto in grado di fare cambiare passo al ciclismo italiano che negli ultimi anni è decisamente fermo. Invece, anziché puntare su idee e professionalità, i soliti si spartiscono in modo decisamente discutibile le cariche a disposizione.

. Tre organizzatori si tre che abbiamo contattato ci hanno parlato della Lega come di un’associazione inutile, ma allora perché continuare a votare per una Lega concepita non per il bene del movimento ciclistico (piani di marketing, sponsorizzazioni comuni, diritti televisivi, consorziazione dei servizi ecc.), ma solo per il bene di chi la dirige e che difende con i denti quella poltrona ?

Il senso di tutto questo non riusciamo proprio a comprenderlo, ma se sta bene agli organizzatori ci adeguiamo. Ma agli organizzatori sta bene così o lo accettano per quieto vivere salvo poi lamentarsi se le corse non hanno fondi ? Già, bella domanda.

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