Caso Roubaix: un’altra uscita a vuoto dell’ACCPI

L’ACCPI ha voluto commentare quanto accaduto domenica alla Roubaix con i corridori che hanno rischiato la vita attraversando un passaggio a livello con le sbarre abbassate, leggiamo il comunicato ACCPI:

Il ciclismo su strada, si sa, è uno sport rischioso ma almeno in corsa, con la chiusura del traffico, i corridori devono poter pedalare serenamente e senza doversi preoccupare di imbattersi in pericoli facilmente evitabili.
L’episodio occorso ieri alla Parigi-Roubaix, con il gruppo spezzato all’uscita del settore 17 dal passaggio del TGV, è inaccetabile. Al passaggio a livello molti corridori hanno rischiato la vita perché tra l’abbassamento definitivo delle sbarre e il passaggio degli atleti sono passati non più di cinque secondi, e se qualche gendarme non avesse provveduto a fermare i corridori, ora staremmo commentando una tragedia.
Lo stesso discorso vale anche per quanto registrato al Giro delle Fiandre, con due incidenti in corsa provocati dalle auto neutre in corsa, e al Giro dei Paesi Baschi, con arrivi allo sprint che presentavano paletti di ferro in mezzo alla carreggiata mal segnalati, solo per citare gli episodi più recenti e che hanno suscitato più clamore.
Si tratta di gare World Tour, il massimo livello del ciclismo mondiale.
L’Associazione Corridori Ciclisti Professionisti Italiani (ACCPI) chiede tramite l’Associazione Internazionale dei Corridori (CPA) spiegazioni e dovuti provvedimenti all’Unione Ciclistica Internazionale (UCI) perchè casi di questo tipo non si verifichino mai più.

Ancora una volta l’ACCPI è fuori tema. Giova sottolineare che se ci si ferma all’alt del passaggio a livello nessuno rischia la vita, e che i corridori hanno deliberatamente accettato di attraversare i binari assumendosi in toto la paternità della scellerata decisione.

Se poi si dice che è auspicabile che nelle gare ciclistiche più importanti non ci siano passaggi a livello è giusto, ma da qui a dire che è colpa degli organizzatori se i corridori rischiano la vita ce ne passa …

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