I Mondiali di Firenze, le balle (dette) e le palle (non avute)

Riprendendo il discorso che qui facemmo due o tre anni fa, inizio 2012, scrivendo di questa storia, ci pare doveroso alla luce degli ultimi sviluppi, oggi richiamarla per ricordare a tutti come nacque e perché oggi finisce così: la risposta di allora del “Presidente FCI” fu che noi eravamo dei bugiardi.

Ed allora vediamo la storia: ai posteri l’ardua sentenza…..

Per quale motivo il Presidente della FCI ha sempre affermato che l’organizzazione del Mondiale di Ciclismo di Firenze 2013 era una cosa federale ed oggi invece cerca di farlo diventare un problema del solo Comitato Organizzatore presieduto da Angelo Zomegnan?

Come si fa quindi oggi, sempre restando alle esternazioni più volte fatte da Di Rocco, sostenere che il problema è del Comitato Organizzatore: quelle scatolette cinesi somiglianti a tante matrioske, una incastrata nell’altra, che partono dalla base costituita dal Comitato organizzatore di Zomegnan, sino ad arrivare al vertice della piramide rappresentato dalla FCI, sono poi realtà così distanti l’una dall’altra?

Per quale motivo il signor Di Rocco, senza alcuna autorizzazione del Consiglio Federale, ha acquistato, attraverso la società di servizi partecipata dalla FCI, la società detentrice del diritti organizzativi dei Mondiali fiorentini: per quale motivo questa catena di società, che parte dalla FCI passa per la Ciclistica Servizi srl finendo alla Mondiali Ciclismo Toscana 2013 srl, sono tutte presiedute dal signor Di Rocco?

Perché il Comitato organizzatore, presieduto da Zomegnan, è stato costituito il 14.12.2012 (appena nove mesi prima della disputa dei Mondiali fiorentini) per volere del signor Di Rocco presidente della Mondiali Ciclismo Toscana 2013 srl?

Tutte operazioni riconducibili e condotte in prima persona dal signor Di Rocco: non dal Presidente federale della FCI. In prima persona, perché come si evidenzia, la Federazione Ciclistica Italiana seppure proprietaria di quella organizzazione è stata usata dal presidente Di Rocco come un qualsiasi imprenditore userebbe la sua azienda: ma la Federazione Ciclistica Italiana non è proprietà del suo Presidente.

Ed allora analizziamo i fatti ed i documenti partendo dall’inizio della storia.

A – La Federazione Ciclistica Italiana e le società coinvolte

1 – La Federazione Ciclistica Italiana

La Federazione Ciclistica Italiana ha sede in Roma, ed è un’associazione senza fini di lucro con personalità giuridica di diritto privato.

Il suo Consiglio di amministrazione è il Consiglio Federale, eletto dall’Assemblea nazionale.

2 – La Ciclistica Servizi srl

La Ciclistica Servizi srl è una società di servizio, partecipata al 100% dalla FCI, con sede in Roma ed il CdA presieduto da Renato Di Rocco è composto da altri due Consiglieri: Maria Cristina Gabriotti (Segretario Generale FCI) e dall’arch. Franco Vollaro (funzionario FCI), resta in carica sino a revoca della proprietà: la creazione di questa società è stata deliberata dal Consiglio Federale della FCI il 12.04.2007.

Vi sono limitazione alle operazioni che può fare.

Per compiere operazioni come quella di acquisizione della Mondiali Ciclismo Toscana 2013 srl, la Ciclistica Servizi srl ha bisogno di avere la preventiva autorizzazione della proprietà, costituita dalla sola FCI: tale atto, che permetteva l’acquisizione, doveva essere deliberato dal Consiglio Federale della FCI , ma tale atto amministrativo non esiste non essendo mai stato deliberato.

3 – La Mondiali Ciclismo Toscana srl

La Mondiali Ciclismo Toscana srl, società con sede in Viareggio partecipata al 100% dalla Ciclistica Servizi srl, avente come Presidente ed Amministratore unico Renato Di Rocco, con mandato irrevocabile.

E’ stata acquistata dalla Ciclistica Servizi srl con atto del notaio Marvaso di Viareggio datato 01.06.2011.

Al momento dell’acquisizione la Mondiali Ciclismo Toscana srl aveva un’esposizione debitoria pari a euro 5.200.000,00 con un pool di banche avente capofila la MPS Capital Services.

4 – Il Comitato Organizzatore dei Campionati del Mondo di Ciclismo 2013

Il “Comitato Organizzatore dei Campionati del Mondo di Ciclismo 2013” presieduto da Angelo Zomegnan, con sede in Viareggio (stesso indirizzo della Mondiali Ciclismo Toscana srl) è stato costituito il 14.12.2012 con atto a firma del notaio Marvaso di Viareggio.

Come pubblicamente evidenziato dal suo presidente Zomegnan, è un Comitato “non avente finalità di lucro ed ispirato ai principi dell’ordinamento sportivo emanati dal CONI e dalla FCI è il soggetto delegato dalla Mondiali Ciclismo Toscana srl per svolgere attività di promozione, coordinamento, organizzazione, gestione e prestazione dei servizi comunque connessi, collaterali, strumentali derivati o comunque collegati alla manifestazione Mondiali di Ciclismo 2013”.

Nota: tale Comitato non è mai stato affiliato alla FCI …….

B – L’acquisizione della Mondiali Ciclismo Toscana 2013 srl

L’acquisizione della società Mondiali Ciclismo Toscana 2013 srl, assegnataria dall’UCI dell’organizzazione dei Campionati del Mondo 2013, da parte della Ciclistica Servizi srl avviene con i seguenti passaggi:

  • il 30.05.2011 il CdA della Ciclistica Servizi srl delibera, senza l’atto autorizzativo della proprietà rappresentata dal Consiglio Federale della FCI, l’acquisto della Mondiali Ciclismo Toscana 2013 srl;
  • l’acquisizione è stata fatta con atto redatto dal notaio Marvaso di Viareggio del 01.06.2011;
  • il Consiglio Federale della FCI si è riunito a Milazzo il 23.06.2011: in tale occasione il Presidente federale informa nelle “Comunicazioni del Presidente” il Consiglio Federale dell’avvenuta acquisizione in data 01.06.2011 della società organizzatrice dei mondiali 2013.

Il Consiglio Federale non adotta alcuna delibera, trattandosi di una comunicazione di un atto già fatto.

  • Il 24.08.2011 il Consiglio Federale riunito a Firenze approva il verbale del precedente Consiglio svoltosi il 22/23.06.2011 a Milazzo.

C – I bugiardi

Ad inizio 2012 si apri una polemica su alcuni social sull’organizzazione dei Mondiali 2013.

Il 26.02.2012 Gianni Sommariva, Vicepresidente della FCI, nel corso di un convegno sul “Futuro del Ciclismo lombardo” svoltosi a Canegrate affermava pubblicamente “Il Consiglio federale non sapeva nulla di questa storia, ora attendiamo che il Di Rocco ci dia delle spiegazioni”.

Il giorno successivo 27.02.2012 Renato Di Rocco pubblica sul sito federale e su altri social una nota di replica ove dava del bugiardo a Sommariva ed a noi.

Nella foga di replicare, commetteva però un grandissimo errore, con il quale egli stesso ammetteva l’inesistenza della delibera che autorizzava la Ciclistica Servizi srl a procedere con l’acquisizione della Mondiali Ciclismo Toscana 2013 srl. Scriveva che aveva informato, durante le consuete comunicazioni del Presidente, il Consiglio federale del 23.06.2011 dell’acquisizione della Mondiali Ciclismo Toscana 2013 srl (avvenuta il 01.06.2011, quindi 21 giorni prima della comunicazione fatta al Consiglio Federale) aggiungendo che il verbale di questo Consiglio era stato poi approvato dal successivo Consiglio federale del 24.08.2011: ma l’approvazione di un verbale contenete le Comunicazioni del Presidente non costituisce una delibera che è un atto amministrativo che contempla una votazione del Consiglio Federale.

D – La situazione attuale, le balle e le palle

La FCI essendo la proprietaria della Ciclistica Servizi srl, che a sua volta è proprietaria della Mondiali Ciclismo Toscana 2013 srl, la quale ha creato il Comitato Organizzatore dei Mondiali di Ciclismo 2013 presieduto da Zomegnan, come fa a chiamarsi fuori dalla vicenda quando ha incassato e posto a bilancio federale (non si capisce a quale titolo avendo appunto creato per questi incombenze una “società di servizi ad hoc”) diversi milioni di euro di contributi pubblici ed effettuato pagamenti?

Ed allora come fa l’avv. Da Roit, liquidatore del Comitato Organizzatore, ad affermare che la FCI ha già predisposto 1.180.000,00 euro per pagare i debiti? Fra l’altro liquidatore nominato da chi: dal Presidente federale o dal presidente della Mondiali Ciclismo Toscana 2013 srl?

Caro Renato forse il Consiglio Federale dovrebbe chiamarsi fuori e deliberare che il tutto è stato deciso a sua insaputa da colui che, usurpando della sua funzione apicale, si è comportato come un padre padrone.

Ed ora tutti capiscono i motivi dei taroccamenti che hai perpetrato, grazie anche ai compiacenti organi di giustizia federale di ogni livello e grado, che ti hanno permesso la rielezione nell’ultima assemblea di Levico,

con il silente beneplacito del Coni e di un Commissario ad Acta che ha scritto delle norme oscene nello Statuto federale. Non scomodarti per difendere il CONI ed il Commissario ad Acta: queste cose sono loro state denunciate da tempo, ma come mi ha scritto il Presidente del Coni il 17.12.2013 “tutto è monitorato” salvo poi tacere e ….. diabolicamente perseverare!

Caro Renato noi eravamo i bugiardi, ma la storia dimostra che è sempre e solo questione di “balle” e di “palle”.

Quelle balle che Tu hai raccontato e continui a raccontare, e sopra tutto di quelle “palle” che il Consiglio federale non ha.

Angelo Francini

1 Commento


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  1. Ma cosa aspetta ad intervenire la giustizia ordinaria ? Qualche magistrato a conoscenza non può far finta di niente. E poi si informi anche qualche ufficio finanziario. Insomma è ora di finirla.

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