Partendo dalla nota inviata dalla Giudice in servizio nella gara di Gussago, non ritengo vi sia alcuna “virulenta campagna” contro la C.N.G.G. semmai solamente una puntuale e corretta sottolineatura delle tante e troppe magagne che viene esercitata attraverso l’esercizio del diritto di critica nei confronti dell’operato delle varie CRGG e della CNGG, nonché di alcuni singoli personaggi facenti parte di questa categoria: bisognerebbe, forse, parlare di un vero e proprio virus “maligno” che sembra si sia impadronito, minandolo, del corpo e della testa di questa Commissione.

Circa 30 mesi fa, in una lettera inviata alla sola Segretaria Generale della FCI, scrivevo che la Federazione “non era in grado di rispettare le regole che chiedeva ai proprio affiliati di rispettare”. Quella lettera si riferiva appunto a molte inadempienze nell’operato degli organi della giustizia federale, fra i quali rientrano anche i Giudici di Gara che, non dimentichiamolo, sono la “forza dell’ordine” della federazione: sono coloro che sul terreno hanno il dovere di far rispettare, rispettandoli essi stessi, i regolamenti.

Molte erano le espressioni di buona intenzione contenute nel messaggio di saluto inviato alla categoria dal neo presidente Pagliara: ad oggi nessuna di quelle intenzioni si è concretizzata, tanto che oggi si sono perse tutte nella notte dei tempi. Con il passare dei mesi quelle intenzioni sono diventate uno sciocco prostrarsi  al servizio del potere politico apicale trasformando quella “sana forza dell’ordine”, che è sempre stata l’associazione dei Giudici, in una sorta di “servizi deviati”: l’operato principale non è più far rispettare le regole, fine per il quale gli è stata riconosciuta una particolare propria autonomia, ma essere il braccio posto non al servizio della Federazione bensì di chi la dirige.

Ovviamente non tutto è così, il “buono” esiste corposo anche in questa categoria anche se “l’operato di pochi” fa apparire malata anche quella parte buona che giace silente e soccombente.

Abbiamo registrato come nel nuovo Regolamento dei Giudici di Gara, emanato dal Consiglio Federale 17 dicembre 2014 ed entrato in vigore il 6 dicembre 2014 (a proposito quando è avvenuta la prescritta approvazione da parte della Giunta Coni?), sia stata prevista la possibilità per i componenti della CNGG di fare servizi nelle gare nazionali, e per i componenti delle CRGG nelle gare regionali, o di fare sostituzioni per emergenza dovuta ad indisponibilità, talvolta preordinata (per usare un termine caro alla categoria):

Regolamento Tecnico dei Giudici di Gara (delibera presidenziale nr. 90 del 5.12.2014 ratificata dal CF)

Art. 36 Per le gare iscritte nei calendari nazionali ed internazionali potrà essere designato in servizio, con la funzione di “componente di giuria formatore” o – in emergenza – per intervenuta indisponibilità all’ultimo momento di un Giudice di Gara, un membro della CNGG.

Per le gare iscritte nei calendari regionali potrà essere designato in servizio, con la funzione di “componente di giuria formatore” o – in emergenza – per intervenuta indisponibilità all’ultimo momento di un Giudice di Gara, un membro della CRGG.

anche se tale disposizione è contrastante e vietata dallo:

Statuto federale – delibera Commissario ad Acta del 18.12.2014

  1. I Giudici di Gara in attività di servizio non possono svolgere funzioni di tecnico. I Componenti della CNGG possono svolgere le funzioni proprie della categoria nelle gare internazionali ed i componenti delle CRGG, limitatamente alle gare nazionali ed internazionali.

Non possono passare inosservate inoltre le mutazioni che,  da un anno all’altro, si evidenziano nelle designazioni in servizio nelle gare nazionali, disposte dal “designatore unico”, ove alcuni personaggi sempre presenti nel 2014 si ritrovano inspiegabilmente nello stesso periodo del 2015 con un solo servizio in una gara di MTB: certo la crisi del paese ha fatto perdere posti di lavoro ed anche le designazioni indirettamente ne hanno risentito ….. rendendo necessario qualche taglio, né verticale né orizzontale, ma molto mirato! La riconoscenza è un segnale di debolezza…..

Abbiamo registrato errori clamorosi rimasti impuniti e viceversa situazioni in cui la CNGG si è avvalsa di un potere che non gli competeva per intimorire Giudici di Gara che avevano osato opporsi alle indebite ingerenze del  potere politico.

Abbiamo registrato il diniego da parte della CNGG, unica competente in materia, del rinnovo della tessera a dei Giudici di Gara nazionali motivato solo dal fatto di non scontentare un presidente di un comitato regionale che comanda più del presidente federale.

Appunto nel rispetto di quel concetto espresso all’inizio che vuole che “la Federazione non sia in grado di rispettare le regole che impone ai suoi affiliati”.

Anche le designazioni che avvengono su decisione del “designatore unico”, senza consultazione della commissione, non possono non destare perplessità per le numerose e imbarazzanti scelte evidenziate. Giudici che, sino ad aprile compreso, non hanno avuto designazioni senza alcuna spiegazione a fronte di loro colleghi impiegati come il prezzemolo: forse che le designazioni sono decise da una cupola che sta al disopra della stessa CNGG?

Designazioni che ricordano molto quanto si narra accada al Ristorante di Alice ove ogni sera, al termine della cena, si svolge un sorteggio fra tutti i commensali che riserva al fortunato di turno una indimenticabile notte di piacere al piano superiore. Il narratore, assiduo frequentatore del locale, alla domanda se lui fosse stato sorteggiato qualche volta rispose: io mai, ma mia moglie tre volte!

E forse allora si spiegherebbero molte cose di queste designazioni!

‘Ntoni mi auguro che tu prenda questa mia con lo stesso spirito con il quale ho appreso la risposta da te data, come ‘nzàllanùte, ad un Giudice di gara a margine di un convegno regionale, che ti aveva posto una domanda: si rivolga a Francini!

Sai a Bergamo e Brescia si usa dire: “Ën po pèr ü èn bras a la màma”.

Angelo Francini