Intervista: arbitro e giudice sportivo, ecco come si comportano in un altro sport

Dopo l’articolo di ieri, per capire come avviene in altri sport abbiamo interpellato il presidente di una sezione arbitrale calcistica e un giudice sportivo. Questi, non avendo avuto modo e tempo di chiedere l’autorizzazione a rilasciare dichiarazioni interverranno in forma anonima, tuttavia il contenuto da loro espresso non cambia. Queste due interviste le abbiamo realizzate per capire come avviene negli altri sport. Abbiamo preso, per comodità, l’esempio del calcio, ma essendo categorie provinciali e regionali non hanno nulla a che vedere con il ricco calcio visto in TV.

Lei è un presidente di una sezione AIA provinciale, come è stato eletto ?

Mi sono candidato, tutti gli arbitri associati a questa sezione hanno votato, ho preso più voti del collega e sono diventato presidente.

Quale è il compito di un arbitro di calcio ?

I compiti dell’arbitro sono spiegati alle regola 5 del Gioco del Calcio, sintetizzandoli potrei dire che è quello di fare rispettare le regole del gioco.

In che categorie vengono impiegati gli arbitri da lei designati ?

Delle designazioni non mi occupo io, ma un mio collaboratore. Comunque designiamo arbitri dai Giovanissimi provinciali alla Seconda Categoria.

Categorie in cui non girano certamente cifre faraoniche, questo condiziona l’arbitro ?

Beh tra i settore giovanile e le categorie regionali più elevate o addirittura quelle nazionali cambiano gli interessi in ballo e un errore può costare caro e l’arbitro deve prestare ancora più attenzione.

Intendevo chiedere se nelle categorie minori c’è maggior tolleranza da parte degli arbitri …

No, assolutamente. Il regolamento è unico, se ci dovesse essere un differente approccio sarebbe sicuramente il contrario. Per una serie di motivi facilmente immaginabili tra i professionisti  si tollerano comportamenti che in Terza Categoria non vengono accettati.

Lei è un ex arbitro, quando un direttore di gara segnala una società, e questa riceve la multa, pensa allo stato di salute delle casse di quella società ?

No. Il compito dell’arbitro è quello di fare rispettare le regole e quando queste non si rispettano non può non annotarlo nel suo referto. Secondo lei un Carabiniere che le dà la multa perché è senza cintura di sicurezza, si chiede quale sia il suo reddito ?

Come funziona, in poche parole, il sistema arbitrale ?

Il corso arbitri è gratuito ed aperto ai ragazzi dai 15 ai 35 anni, una volta superato l’esame si entra a far parte del magnifico mondo arbitrale e si comincia ad essere designati nelle gare di Giovanissimi provinciali perché Pulcini ed Esordienti vengono arbitrati da un dirigente di società. Da qui inizia la cosiddetta carriera, periodicamente si viene visionati da un collega più esperto, chiamato osservatore arbitrale, che assegna una votazione e compila una relazione. Dalla risultanza di questi voti, l’arbitro viene passato nelle categorie superiori.

Lei ha mai subito ingerenze da parte di società o dirigenti federali.

Nella maniera più assoluta no. Qualche società si lamenta in Comitato, ma il delegato, con cui ho messo subito in chiaro le cose, sa che non è affar suo e così rimbalza con classe le proteste. Capita che qualche amico dirigente di società quando mi incontra mi faccia una battuta su qualche arbitro, ma nulla di più perché sa come agiamo.

Lei è stato uno dei delegati all’ultima assemblea AIA dove è stato eletto Nicchi, quanto è importante questa autonomia ?

E’ fondamentale perché noi siamo un’associazione a parte che opera in seno alla FIGC, non siamo sudditi di nessuno e prestiamo un servizio a tutti.

Parallelamente abbiamo interpellato anche un Giudice Sportivo di una delegazione provinciale.

Quale è esattamente il suo compito ?

Il mio compito è di esaminare i referti arbitrali e sulla base di ciò che ha riportato l’arbitro comminare ammende e squalifiche. La mia competenza va dai Pulcini alla Terza Categoria.

Come avviene in pratica il suo lavoro ?

Settimanalmente mi reco in Comitato, mi metto in una stanza a mia disposizione ed esamino la documentazione, omologo i risultati e applico eventualmente la sanzione prevista dalle apposite tabelle. La inserisco nel sistema informatico e finisce direttamente nel comunicato.

 Quando lei dà una multa si chiede come la prenderà la società ?

Immagino non bene, ma io cosa posso farci. Se un arbitro scrive che è stato insultato o che lo spogliatoio era sporco, oppure che mancava l’acqua calda, o che c’erano persone non in distinta nel recinto spogliatoi io cosa ci posso fare …

Lei non potrebbe fare finta di non aver visto una segnalazione ?

Sinceramente non l’ho mai neppure pensato, quello è il mio compito. In ogni caso il delegato dell’AIA, che talvolta mi assiste nelle decisioni, avrebbe accesso agli atti e andrei incontro a delle conseguenze per il mio gesto.

Ha mai avuto l’impressione che un arbitro si sia inventato, per così dire, un referto ?

Noi dobbiamo basarci esclusivamente su ciò che scrive l’arbitro, quindi non mi chiedo se sia vero o falso, per me è vero.

Ci sono casi in cui la società che lei va a sanzionare non è direttamente responsabile di una violazione ?

Accadde qualche anno fa, quando una società ebbe a che dire con un suo ex dirigente che per tutta risposta ad ogni partita interna di quella società andava al campo e insultava pesantemente l’arbitro dal primo all’ultimo minuto. Il Direttore di gara annotava gli insulti nel referto e io davo la multa alla società che però non era direttamente responsabile di quel comportamento, anzi, come abbiamo scoperto dopo alcune settimane era vittima.

E come andò a finire ?

Che quella società prese qualcosa come dodici – tredici ammende, poi cambiò la dirigenza societaria e tutto tornò nella normalità.

C’è possibilità dopo la sua sentenza che i provvedimenti vengano cancellati ?

No, una volta inseriti nel sistema neanche il Presidente Federale può cancellarli. Possono essere annullati solo dalla Commissione Disciplinare, ovviamente a seguito di regolare e fondato ricorso. Personalmente, mi onoro del fatto che solo in un caso la Disciplinare abbia applicato uno sconto ad una squalifica da me comminata.

Quanti ricorsi vengono in media accolti ?

Su base regionale, se intendiamo parzialmente accolti penso che siamo nell’ordine del 10%. Se invece si riferisce ad un ribaltamento della sentenza, che mi ricordi io, nessuno perché avendo come fonte di prova privilegiata il referto arbitrale, da lì non si può scappare.

1 Commento


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  1. Come nel ciclismo direi! In FCI non sanno che accontentare un amico significa scontentare tutti gli altri che rispettano le regole e vogliono far bene!

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