Gussago, parla il Giudice:”Motociclista maleducato e aggressivo, ma non l’ho sanzionato”

Torniamo a parlare della gara di Gussago in cui, come le immagini hanno mostrato, l’arrivo sembrava più simile ad un Gran Premio motociclistico che ad una gara ciclistica, in particolare ci ha scritto la giudice in moto colpevole dell’errata posizione in corsa che ha voluto spiegare il suo pensiero.


Sono la componente di giuria in moto che compare nella fotografia dʼapertura di “A Gussago era una corsa ciclistica o motociclistica?”.

Intanto, viste le numerose e qualificate consulenze fotografiche di cui si avvale il vostro sito, avreste potuto ricordare come la ripresa frontale schiacci la prospettiva lasciando sospettare quello che non è e che non si è verificato, ovvero che io abbia costituito fattore di rischio per gli atleti o di irregolarità tecnica. Il solo motivo per cui ho invitato il mio pilota a rallentare è stato quello di invitare in modo diretto e perentorio il fotografo ammesso in gara dalla Direzione di Corsa a lasciare la testa in quel frangente delicato. Andrebbe ricordato che il terzo classificato era appena stato appiedato da un incidente meccanico che sicuramente ha influito suo malgrado sullʼesito della gara e sul suo piazzamento finale, per cui – su una strada così stretta – ritenevo opportuno “fare pulizia”, prima di lasciare la testa e portarmi ben oltre la linea dʼarrivo.

In realtà, come ognuno ben sa, il fotografo in questione non ammette richiami di sorta, dimostrandosi -così è avvenuto domenica a Ronco di Gussago- maleducato e aggressivo oltre che impermeabile a qualunque richiamo.

Come giudice dovrei sanzionare siffatti comportamenti, ma è altrettanto noto che lʼintero team del fotografo per la FCI semplicemente non esiste, per cui da sanzionare sarebbe la direzione di corsa o lʼorganizzazione che ammette in gara una persona non tesserata che così agisce. Ma il regolamento, evidentemente, tollera sempre deroghe compiacenti. Questa è peraltro una vicenda che non mi interessa. Preferisco invece mantenere qualche perplessità (è ammesso in questo caso il buon senso?) sullʼeventualità di sanzionare una società che, di questi tempi, già fatica a mettere in cantiere una gara, anche se una cospicua rassegna di molti arrivi in Italia, non solo a Brescia, documenta che il problema segnalato esiste. E che nessuno evidentemente vuole seriamente affrontare.

Quello che per me non quadra è la conclusione dellʼarticolo: “Sempre peggio questi giudici”.

Autentico gioiello di logica visto il paragrafo precedente…..

Eʼ un epilogo, tuttavia, che ben si sposa con la virulenta campagna fatta propria da questo sito contro la Commissione Nazionale dei Giudici di Gara. Campagna che non mi interessa, né mi sfiora in alcun modo. Distinti saluti.

Vanessa Marangoni (tessera n 536192C)


 

Partiamo dal fondo: nessuna campagna contro la commissione nazionale, ma solo fatti. Fatti confermati anche dal contenuto di questa lettera.  Andiamo con ordine. Il  commissario racconta che il motociclista in questione si è comportato nei suoi confronti in modo “maleducato e aggressivo oltre che essere impermeabile a qualunque richiamo”. Nonostante ciò non è stato sanzionato.

In qualunque sport, un simile comportamento viene perseguito, ma non nel ciclismo e grazie alla lettera del commissario possiamo capire come esattamente come funzionino le cose. Spesso accade, infatti, che i commissari vogliano fuggire dalle proprie responsabilità si travestano da Superman ( o da Wonder Women) per salvare il ciclismo. Questo non è compito loro. Se nel ciclismo ognuno facesse bene il proprio lavoro, sanzionando, ad esempio, chi merita di essere sanzionato e non preoccupandosi degli altri, tutto andrebbe molto meglio.

Per qualcuno, chi dà le sanzioni non è uno che fa rispettare i regolamenti, ma un soggetto che fa del male agli organizzatori che fanno fatica ad organizzare le gare.

A Gussago, un’ammenda all’organizzatore sarebbe stata giusta perché delle due l’una: o è lui che ha incitato (come spesso avviene) l’operatore a dargli quel tipo di immagini, oppure condivide la posizione dei commissari e scalerà l’importo della multa dal compenso del service. In ogni caso sarebbe stata una sanzione corretta.

La cosa che più ci lascia perplessi è che un commissario ammetta di essere stata prese a male parole e che sia per così normale che non si prendano provvedimenti solo perché l’organizzatore è in difficoltà. In passato ricordiamo il caso di Roberto Spinoni punito per aver denunciato il comportamento irregolare di un direttore di corsa.

Potremmo dunque candidare tutti i giudici al premio bontà, qualità che però con la loro funzione centra veramente poco.

7 commenti


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  1. Ma questa giudice è proprio folle!!! Dice “opportuno “fare pulizia”, prima di lasciare la testa e portarmi ben oltre la linea dʼarrivo” ma il filmato dice esattamente il contrario!!!! Arriva esattamente 3 secondi prima dell’atleta e con la mano dice di andar via quando mancano 20 metri!!!!
    Comunque ora alle corse siamo tutti aggressivi e maleducati! Essere corretti a cosa serve? Complimenti ai giovani che avanzano che perdono di credibilità ad ogni occasione!

  2. Purtroppo avviene così ed è un atteggiamento diffuso e da incompetenti…. Alle giurie spetta il compito di sorvegliare e far rispettare le regole e questo mi pare che non sia avvenuto’ anzi’ disatteso in toto per fare un piacere alla società ed allo stesso fotomotocilista irriguardoso ma che conta certamente più del giudice.
    Non ci sono storie, e non entro nella motivazione tecnica data dalla giudicessa, ma se è vero quello che ha scritto, farsi insultare e non prendere provvedimenti a fine gara è la peggior cosa che un giudice possa fare e non è il buon senso citato…… Vorrei aggiungere che la cosa è in linea con i dettami del presidente della CNGG che predica che la giuria deve essere a “servizio” degli organizzatori e non i controllori delle regolarità… Mi spiace se il giudice in questione pensa che il “non” vedere e ‘”non” sanzionare rientri nello stile per entrare nelle grazie del presidentissimo o di qualche suo valletto/o del suo territorio…
    PS// ma per scrivere sul sociale avrà ottenuto l’autorizzazione di Pagliara come da suoi comunicati?? Altrimenti dovrebbe passare un guaio…. A dimentica o, le sanzioni e le fustigazioni sono ad persona ed a simpatia del Presidente.

  3. Tutti commenti che arrivano dagli incazzati della zona di varese

  4. matto dè matti

    A prescindere dall’educazione che sempre dovrebbe esserci nei rapporti interpersonali, forse a questa giudice sfugge qualcosa, come a molti suoi colleghi. Le regole. E le regole dicono che non era una sua competenza trovarsi in quella posizione, così vicina al corridore in testa, e tanto meno quella di dirigere i mezzi in movimento in corsa. Nella gara in questione la competenza esclusiva era della sola direzione di corsa che appunto, nelle gare regionali, esclude i componenti di Giuria. Semmai il compito della giudice, corretto ed istituzionale, avrebbe dovuto essere solo quello di segnalare la cosa nel suo rapporto al presidente di giuria per il seguito di prassi. Ma probabilmente nelle decisioni pesano molto da dove arrivano gli input.

  5. Gentile Psicopatic, purtroppo ti sbagli in quanto alcuni commentatori sono conosciuti e non sono certo della Lombardia. E poi la tua è un’affermazione razzista.

  6. Aahhh, se potessi avere io un trolley qualunque da tirare per avere un servizio intorno al campanile…….

  7. Questa giudice, potrebbe entrare nel harem di Pagliara. La pensa come lui.

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