La Corsa dei due Mari decisa nella neve del Terminillo

La concretezza al potere… poche e sintetiche parole per descrivere quanto fatto vedere oggi salendo a Campo Forogna sul Terminillo da Nairo Quintana, fresco, è il caso di dirlo visto il clima, vincitore di Tappa e nuovo Leader della Generale. Un’altra giornata da tappa e Maglia, condotta in una giornata epica che consegnerà alla storia questo arrivo del colombiano in mezzo alla neve. La giornata odierna non era da fronzoli e scaramucce, ma invitava e pretendeva lo scontro vero, quello condotto a viso aperto, l’uno contro l’altro, quando i team esauriti il compito di gregariato lasciano i relativi capitani allo scoperto in campo aperto, senza corazze ne coperture, con l’obbligo morale di accettare la tenzone per onorare il mestiere e la competizione.

Che oggi fosse il giorno decisivo per la definizione del vincitore della Tirreno-Adriatico era cosa nota, specialmente dopo il patto di non belligeranza che ha caratterizzato la tappa di ieri.

Prima dell’ascesa finale, palcoscenico ideale per l’entrata in scena dei big, qualcuno ha creduto di avere la possibilità di avvantaggiarsi e andarsi a guadagnare la tappa mentre nelle retrovie i primi della classifica regolavano i conti tra di loro, come in un vecchio film di gangster, lontano da occhi indiscreti.

Fin dalle primissime battute di gara si sono avvantaggiati:  Andriy Grivko e Michele Scarponi (Astana), Matteo Montaguti (Ag2R-La Mondiale), Alessandro De Marchi (BMC Racing Team), Angel Vicioso Arcos (Katusha), Maxime Monfort (Lotto Soudal), Jesus Herrada Lopez (Movistar) e Paul Voss (Bora-Argon18). Gli otto sembravano non destare problemi al gruppo che inseguiva e con alterne vicende si mantenevano davanti a tutti, anche se riducendosi nel numero fino alle falde del Terminillo. Se la fuga ha navigato a distanza di sicurezza per chi inseguiva, il cosiddetto gruppo dei migliori ha comunque preso la cosa seriamente. Lo si capiva dal suo continuo assottigliarsi e dall’avvicendarsi in testa degli uomini dei big che almeno sulla carta nutrivano ancora ambizioni. Scarponi è stato l’ultimissimo a cedere, raggiunto ai meno 4 al traguardo quando è entrato in scena l’andino della Movistar. Il marchigiano era già stato abbandonato nel suo cammino prima da Monfort  e poi anche da De Marchi. Sono stati infatti loro tre gli ultimi protagonisti della fuga di giornata a cullare fin quasi al traguardo il sogno del successo di giornata, con il belga prima e il marchigiano poi ad essere investiti anche se solo virtualmente della leadership nella generale.

In una giornata con un meteo più che sopportabile, se non addirittura piacevole nella quasi totalità del percorso, con l’avvicinarsi dell’arrivo la situazione è nettamente peggiorata. Freddo, neve e un fastidioso vento contrario alla marcia dei corridori…quanto di peggio ci si potesse aspettare in una domenica di ciclismo decisiva nella quasi totalità per l’esito finale della 50a Tirreno-Adriatico. Proprio quando le condizioni meteo cominciavano a virare verso il peggio c’è stato il colpo di scena. Nairo Quintana, si è leggermente spostato lateralmente, ha passato in rassegna i suoi avversari e soddisfatto di quello che ha visto ha aperto il gas. Un attacco solo, concreto e affondato per “fare male” e non per innervosire l’avversario. Un colpo solo ma sufficiente a colmare il gap che lo divideva dai sopravvissuti della fugae andare a cogliere il successo, e utilissimo per mandare in confusione tutti gli altri, incapaci di neutralizzarlo nel breve giro di poche centinaia di metri costringendolo così ad un surplus di consumo energetico. Così però non è stato, Come nel terribile giorno del Gavia con la neve ad imbiancare la strada e il corpo dei protagonisti l’Azteco, come è stato ribattezzato oggi in diretta TV è andato non solo a cogliere il più che meritato successo di tappa, ma anche a balzare in testa alla classifica generale e anche a quella dei giovani. Alle sue spalle buon piazzamento di  Bauke Mollema (Trek Factory Racing) secondo a 41”, mentre il solito Joaquim Rodriguez (Team Katusha), terzo a 55” ha regolato nell’ordine Rigoberto Uran, Alberto Contador, Thibaut Pinot, Adam Yates e Domenico Pozzovivo. L’atteso Vincenzo Nibali si è sfilato quando nel gruppo dei migliori è iniziata la bagarre ed è così uscito dai piani nobili della generale. Ora lo “squalo” è 20° a 2’23” dal colombiano.

Domani l’arrivo di Porto S. Elpidio non dovrebbe rovinare il sonno ai primi della classe, che lasceranno molto probabilmente la scena alle ruote veloci, sempre che qualche finisseur non ci metta lo zampino. Martedì invece la cronometro finale di 10km a S. Benedetto del Tronto potrebbe mescolare leggermente le carte, anche se la breve distanza non dovrebbe essere causa di distacchi capaci di ribaltoni in classifica.

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