Cascina-Arezzo, giornata da tappa e maglia

Che oggi fosse il giorno dei saluti tra Malori e la “sua” maglia Azzurra, indossata dal parmense dopo la bellissima prova di mercoledì, era cosa risaputa. L’arrivo in salita nel centro storico di Arezzo era un invito a nozze per quelli che hanno un certo feeling con le “Classiche”. In molti, forti di una buona prestazione a cronometro di mercoledì, sognavano il più classico dei bis del ciclismo, quello che corona una giornata di gara perfetta. Il “tappa e maglia” l’esaltazione massima che trasforma un gesto atletico nell’apoteosi del successo e non si limita alla raccolta di un pur sempre onorevole successo parziale, ma sancisce una “superiorità” certificata dall’indossare una maglia e scrivere il proprio nome in cima a tutti gli altri. La strada poi dirà se si è trattato di un evento sporadico o se il “primo della classe” è degno di arrivare in quella posizione fino alla conclusione della corsa a tappe grande o piccola che sia. Oggi in quel di Arezzo il giorno dei giorni è stato quello di Greg Van Avermaet (BMC Racing Team),  capace di sfruttare al meglio il lavoro svolto dal suo Team e di lanciarsi in una volata lunghissima tenendo alle sue spalle fin dalla prima pedalata un nugolo di esperti cacciatori di classiche che rispondono i nomi di: Peter Sagan, (Tinkoff-Saxo), secondo, Zdenek Stybar (Etixx – Quickstep), terzo, Filippo Pozzato (Lampre-Merida), quarto e Fabian Cancellara (Trek Factory Racing), per rimanere ai primissimi dell’ordine d’arrivo.

Se il vincitore ha sfruttato al 101% il lavoro del suo team, altrettanto non si può dire del secondo classificato. Peter Sagan, in astinenza dalla vittoria dal giugno scorso. Il campione slovacco dopo aver messo davanti la squadra, compreso un certo Alberto Contador, per buona parte della tappa, non nascondeva le proprie ambizioni, di bissare il successo aretino dello scorso anno, a scapito anche delle legittime ambizioni del compagno di squadra che non avrebbe disdegnato di provare a diire la sua sulle strade di casa. Con l’avvicinarsi del traguardo però lo slovacco in maglia bianca di miglior giovane, è rimasto senza squadra e ha subito le iniziative altrui, rimanendo anche leggermente imbottigliato nel classico marasma che si viene a creare quando tutti cercano di guadagnare le prime posizioni. Il partire in quinta o sesta posizione con quelli davanti a lui sgranati e già lanciati in volata ha richiesto al forte, ma qualche volta tatticamente indisciplinato, Sagan uno sforzo supplementare che gli ha permesso di rimontare la quasi totalità di quelli che lo precedevano, tutti tranne il vincitore. Quello che aveva preso lo strappo finale in prima posizione, ed è arrivato sul traguardo davanti a tutti incurante di quanto succedeva alle sue spalle. Per lo slovacco rimane l’amarezza che l’aver compiuto un magistrale gesto atletico non è stato sufficiente a cogliere il suo obbiettivo di giornata, cioè fare il bis “tappa e maglia”.

Un arrivo come questo, con un ordine di arrivo come questo, non può far volare il pensiero alle gare monumento prossime venture, a cominciare dalla Sanremo del prossimo 22 marzo. Trovare, oltre ai primi tre già citati, in quarta posizione Filippo Pozzato e in quinta Fabian Cancellara, non può non far infoltire l’elenco dei papabili al successo in Via Roma. In molti forse storceranno il naso nel veder accostare il nome del vicentino a quello del campione elvetico, ma il vederlo lì oggi con lo sforzo e la fatica disegnati sul viso, cercando un varco per farci passare la sua bicicletta e a pestare sui pedali fin oltre l’arrivo, sembra far ben sperare per il 2015 di colui che al suo debutto tra i Pro veniva considerato un talento cristallino ma che purtroppo ha raccolto molto, ma molto meno di quanto avrebbe potuto.

In conclusione una doverosa citazione per chi fin dall’avvio di tappa si è lanciato a testa bassa in una fuga che ha animato la quasi totalità della giornata. Si tratta di: Rick Flens (Team Lotto Nl-Jumbo), Danilo Wyss (BMC Racing Team),  Chad Haga (Team Giant-Alpecid), Nicola Boem (Bardiani-Csf) e Carlos Quintero Norena (Colombia). Per loro tanti km davanti a tutti e un discreto raccolto di traguardi volanti e apparizioni televisive. Gli ultimi due a cedere sono stati Nicola Boem  e Chad Haga ripresi ai meno 18, quando con l’approssimarsi del suono della campana per l’ultimo giro del circuito finale, in testa al gruppo erano già cominciate le grandi manovre per presentarsi al meglio alla resa dei conti.

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