Giro del Friuli, confermate le squadre rimane l’incertezza

E’ stata rinviata di una settimana la decisione in merito al destino dell’edizione numero 52 del Giro della Regione Friuli Venezia Giulia: il presidente Giovanni Cappanera si è concesso ancora qualche giorno per decidere il da farsi, dato che è ormai giunto il momento di comunicare i nomi delle squadre che la società organizzatrice vorrebbe eventualmente al via dell’evento. Per il momento trapela che sono stati dati riscontri positivi a due squadre belghe,la VL Technics, che fu protagonista di diverse tappe nelle edizioni 2012 e 2013 grazie al giovane Edward Theuns, e la continental Verandas Willems. Risposta affermativa anche alla Chambéry Cyclisme Formation , vivaio dell’Ag2r. Confermate anche le austriache Felbermayr Simplon e naturalmente il Tyrol Cycling Team, rappresentativa della regione da cui potrebbe prendere il via l’edizione numero 52 del Giro.

Tra le cinquanta richieste sino ad ora pervenute, diciotto sono squadre continental: un numero, quello delle squadre continental, in costante aumento da quando, nel 2005, la corsa è passata dalla classificazione amateur a professional, diventando a tutti gli effetti una corsa professionistica. Tra le richieste pervenute, quattro provengono dal Belgio e tre dalla Francia, culle della storia del ciclismo, a riprova della reputazione di livello che il Giro regionale detiene anche in questi paesi.

Ma prima di parlare di squadre al via, resta da capire se il via ci sarà davvero. Sono amare al riguardo le parole del patron Giovanni Cappanera : «Sono nove anni che la nostra società fa i salti mortali per riuscire ad organizzare il Giro regionale nonostante tutte le difficoltà, anche a fronte di notevoli sacrifici economici. Ricordiamo che noi non possiamo chiedere un pagamento per l’iscrizione come avviene in granfondo e maratone, che pure nonostante questo godono di un ottimo sostegno economico da parte delle pubbliche istituzioni. In questi anni siamo comunque riusciti a proporre anno dopo anno un evento sempre migliorato sia dal punto di vista tecnico che da quello dell’immagine, in grado di attirare l’attenzione dei migliori ciclisti al mondo. Se ancora non siamo riusciti a far capire l’importanza di questo, se ancora continuiamo ad essere paragonati ad eventi decisamente di minor portata, e di conseguenza a non ricevere il sostegno di cui necessitiamo, allora nonostante la passione che ci ha mosso sinora, le motivazioni per co ntinuare vengono meno».

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