Convegno Giudici piemontesi: tante belle parole, ma la formazione latita

Si è svolto sabato alla discoteca Il Globo alle porte di Vercelli il convegno regionale dei commissari di gara del Piemonte. Invitati dal presidente Rocco Marchegiano, abbiamo assistito ai lavori che hanno visto l’esordio alla guida della categoria dei commissari piemontesi del neopresidente Mauro Milanetti a cui va il nostro in bocca al lupo per questo nuovo cammino.

02Come già avvenuto nel convegno nazionale,  il compito di illustrare le norme 2015 è toccato a dirigenti federali e non ai commissari stessi. La spiegazione del  nuovo regolamento tecnico dei commissari di gara ha illustrato le principali modifiche. Poi due commissarie, Elisa Dabbene e Valentina Rainero, hanno presentato una soporifera lezione su presidente di giuria e commissario d’arrivo.

E’ stato detto che il Regolamento dei giudici, essendo operativo non necessita dell’approvazione del CONI, ma non è stato detto (forse perché è ovvio) che questo non può essere in contrasto con lo Statuto, cosa che invece è avvenuta. A parte questo, ci sono tante cose positive anche se forse lo svecchiamento sta avvenendo in maniera troppo repentina e forse un po’ discriminatoria. Facciamo l’esempio di un 36 enne che si iscrive al corso da commissario regionale, oggi per diventare nazionale gli servirebbero 3 anni di tesseramento. Teoricamente dunque potrebbe diventare nazionale a 39 anni, ma con il nuovo regolamento tra tre anni l’età massima per diventare nazionali sarà di 35 anni. Praticamente, nessun nuovo commissario over 33 potrà mai diventare nazionale.

Pagliara ha poi ribadito con orgoglio di avere abbassato di ben 28 anni l’età media della Commissione. Vero, ma la competenza di una commissione si dovrebbe misurare con il metro contrario. Se mettiamo sul piatto della bilancia l’attuale commissione e una composta, ad esempio, da Monti, Cenere, Martellini e Meraviglia ci si può accorgere che l’aspetto anagrafico è quello che dovrebbe influire di meno.

Insomma, al di là dei buoni propositi, abbiamo sentito spiegare ciò che ogni commissario avrebbe potuto leggersi per conto suo, il regolamento, o l’ordinario che tutti dovrebbero sapere, come prepara e affronta la gara un commissario. Non si è parlato di casistica, non si è parlato di modalità operative particolari. Nulla di nuovo (leggi anche qui), ma da una commissione nazionale che fa della formazione la sua bandiera ci saremmo aspettati ben altri input.

Concludiamo con una battuta: l’ultima slide sul nuovo regolamento era una frase di Socrate, l’ultima della relazione sul presidente di Giuria era una frase di Antonio Michele Pagliara. In pratica, in un quarto d’ora si è passati da Socrate a Pagliara. Forse un po’ troppo.

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