Parole grosse tra Santilli e i Consiglieri … Di Rocco resta a guardare (o forse no)

Non è passato sotto silenzio il fatto che la società organizzatrice della Gran Fondo di Laigueglia non fosse affiliata fino a domenica sera, giorno della gara.

Ma andiamo con ordine. Come abbiamo evidenziato domenica, la società che ha organizzator la Gran Fondo di Laigueglia al mattino non compariva tra le società affiliate e, secondo i bene informati, neppure nel pomeriggio. Solo dopo le 18.00 sarebbe stata affiliata. Indiscrezioni dicono che il presidente della SAN, Gianluca Santilli, avrebbe chiamato direttamente il presidente del comitato provinciale di Sondrio, dove ha sede la società, invitandolo a vidimare l’affiliazione.

Se questa indiscrezione fosse confermata, si sarebbe corsa una gara senza che la società fosse affiliata con gravi conseguenze assicurative in caso di incidente. Se anche fosse stata affiliata, come sostiene qualcuno, al mattino prima della partenza, dal punto di vista federale la violazione delle norme sarebbe molto grave. Come avrebbero fatto gli uffici ad approvare una gara di una società non affiliata ?

Tutto questo ha scatenato una dura battaglia a suon di email che ha come protagonisti i Consiglieri Federali, il Presidente Di Rocco e Gianluca Santilli che avrebbe definito “gruppo di inetti” i Consiglieri che non gliele hanno mandate a dire.

Il tutto con Di Rocco spettatore dall’atteggiamento indecifrabile. Le persone vicine a lui raccontano di una sopportazione sempre più precaria nei confronti Santilli che però sarebbe estremamente importante per alcuni equilibri indispensabili alla Federazione. Se Di Rocco cela il suo eventuale malcontento nei confronti di Santilli, non fanno lo stesso i consiglieri che a più riprese, in pubblico o in privato, hanno dimostrato di non reggere l’attuale capo della struttura amatoriale.

Cosa accadrà nei prossimi consigli non è dato a sapere, qualcuno ipotizza che Di Rocco possa fare il pompiere con la benzina, all’apparenza calmando, ma di fatto spronando i consiglieri contrari a Santilli. Un aspetto non va però sottovalutato: Gianluca Santilli è un uomo molto potente a Roma ed in ambito CONI, la sua permanenza attiva nella FCI potrebbe rappresentare una garanzia nei confronti di Malagò.

C’è infatti chi ipotizza che proprio il numero uno dello sport italiano, Malagò, se venisse messo da parte il suo uomo in FCI, Santilli, potrebbe utilizzare uno dei tanti argomenti accaduti nell’ultimo anno (non ultimo la squalifica del dottor Simonetto o la vicenda Mondiali) per commissariare la Federazione.

Proprio per questo Di Rocco, tutt’altro che sprovveduto, su questa vicenda si sta muovendo con assoluta cautela, chissà se la stessa cautela sapranno averla i consiglieri “inetti” ?

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