Non vogliamo entrare nel merito se sia giusta o meno la sospensione del dottor Simonetto dalle FISM, non crediamo di avere in mano elementi sufficienti per esprimerci. Ciò su cui vogliamo concentrarci è sull’intervento fatto dalla FCI in difesa del proprio medico.

La FCI difende Simonetto: ancora una volta, forte con i deboli (i corridori) e debole con i forti

Non vogliamo entrare nel merito se sia giusta o meno la sospensione del dottor Simonetto dalle FISM, non crediamo di avere in mano elementi sufficienti per esprimerci. Ciò su cui vogliamo concentrarci è sull’intervento fatto dalla FCI in difesa del proprio medico.

 

Da una Federazione sempre in silenzio e mai attiva per difendere i propri tesserati nelle opportune sedi, ci saremmo aspettati identico trattamento per il proprio medico. E invece, a sorpresa, ecco che la Federazione scende in campo con un Comunicato Stampa quasi fosse l’avvocato difensore di Simonetto.

Cosa dovrebbero dire Pellizotti, Reda, Agostini e i tantissimi altri corridori squalificati con sentenze al limite del regolamento o della logica ?

Abbiamo avuto conferma di una cosa: quando si tratta di un corridore, la FCI rispetta le altrui sentenze e dice di non poter fare nulla. Quando ad essere squalificato è un proprio uomo tutto cambia e si schiera al suo fianco difendendolo a spada tratta.

Più o meno come fanno gli organi di giustizia federali, attenti e sanzionatori quando l’imputato è un tesserato comune (meglio se avverso al potere politico) se però il tesserato è un eletto, un componente di qualche commissione o vicino al potere politico questa attenzione e questa fiscalità cala drasticamente tanto da portare ad archiviazioni talvolta prive di fondamento regolamentare ed in contrasto con la casistica della stessa Disciplinare.

Non è una novità che questa Federazione sia forte con i deboli e debole con i forti, ma averne ulteriori conferme non può non lasciare altro amaro in bocca.

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