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Dopo Spagna e Francia è toccato anche all’Italia ciclistica dare il via al proprio calendario. L’onore, come oramai avviene da vent’anni è toccato a Donoratico con il GP Costa degli Etruschi.

A Donoratico Manuel Belletti fa sua l’apertura del Calendario Italiano

Dopo Spagna e Francia è toccato anche all’Italia ciclistica dare il via al proprio calendario. L’onore, come oramai avviene da vent’anni è toccato a Donoratico con il GP Costa degli Etruschi.

La starting list comprendeva una sola squadra World Tour, la Lampre-Merida, un buon manipolo di squadre Professional e Continental sia italiane che straniere e la rappresentativa Nazionale Italiana formata da Pistard e Under 23-Elite e guidati in ammiraglia dal Commissario Tecnico Davide Cassani.

Il percorso uguale allo scorso anno si distingue per le maggiori difficoltà rispetto a quello degli anni precedenti, dove la corsa toscana era  terreno di conquista per le ruote veloci. Alessandro Petacchi, il velocista gentiluomo come veniva chiamato allora si impose per ben 5 volte tra il 2005 e il 2010, mancando soltanto l’edizione 2008.

L’euforia per la “prima” italiana e la possibilità di apparire seppur in differita in Tv fa sì che dopo pochi chilometri và via la prima e unica fuga di giornata. Un attacco portato avanti da quattro atleti: Mosca (Nazionale Italiana), Creel (Rot Roth Skoda), Gazzara (VHS MG Kvis Vega) e Frapporti (Unieuro Willier) usciti al km 23, mettendo subito diversi secondi tra loro e il gruppo. i quattro vengono raggiunti dopoun lungo inseguimento da Nych (RVL Rusvelo) e Pelikan (Una Utensilnord). Questa fuga ha condizionato non poco la condotta di gara soprattutto del gruppo, che sembra disinteressarsi dei sei in avanscoperta e accumula un ritardo di oltre 15′. L’apparente disinteresse del plotone provoca un moto d’orgoglio nel veterano del gruppo Alessandro Petacchi (Southeast), che pur reduce da una bronchite forza l’azione e si lancia in un allungo per di una ventina di chilometri non abbastanza per riportarsi sui fuggitivi ma sufficiente a risvegliare gli stimoli giusti al plotone che finalmente comincia ad organizzare l’inseguimento dei sei che sembrano intenzionati a raggiungere il traguardo.

Grazie all’impulso della Southeast, infatti, il gruppo riprende a pedalare ad alta velocità, recuperando minuti su minuti ad ogni passaggio sulla linea d’arrivo del circuito di Donoratico.  Il compimento dell’inseguimento avviene dopo che il drappello dei fuggitivi comincia a sgretolarsi, perdendo per strada dapprima Creel e Frapporti, quindi Pelikan e Mosca. A 15 dall’arrivo anche la resistenza di Nych e Gazzara viene meno, spianando la strada al volatone finale. Prima c’è spazio anche per un tentativo di Cunego, in compagnia di Torres Agudelo e Wegmann, che non porta però ad alcuno stravolgimento. La volata finale di un gruppetto sopravvissuto all’ultima ascesa alla Torre Segalari (2 km e 900 metri con pendenza media del 9% e massima dell’11) va quindi a premiare Manuel Belletti, che festeggia così nel migliore dei modi il debutto della neonata formazione professional Southeast.

Ordine d’arrivo: 1) Manuel Belletti (Southeast) in 4h29’28” alla media di 42,439 km/h; 2) Davide Viganò (Team Idea 2010), 3) Niccolo Bonifazio (Lampre Merida), 4) Russell Downing (Cult Energy Pro Cycling), 5) Sonny Colbrelli (Bardiani Csf Inox), 6) Oscar Gatto (Androni Giocattoli), 7) Simone Consonni (Nazionale Italiana), 8) Davide Martinelli (Nazionale Italiana), 9) Francesco Reda (Team Idea 2010), 10) Simone Petilli (Unieuro Wilier)

Mario Prato

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