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Legate al Gran Premio Costa Etruschi si possono fare due considerazioni: una positiva e l’altra negativa. Quella positiva è che la corsa non è morta. Quella negativa è che è diventata una corsa di terzo piano farcita di dilettanti. Chi ricorda la classica toscana degli anni passati non può non rammaricarsi nel vedere il declino che questa gara ha avuto negli anni.

Flop Donoratico: in gara più dilettanti che professionisti

Legate al Gran Premio Costa Etruschi si possono fare due considerazioni: una positiva e l’altra negativa. Quella positiva è che la corsa non è morta. Quella negativa è che è diventata una corsa di terzo piano farcita di dilettanti. Chi ricorda la classica toscana degli anni passati non può non rammaricarsi nel vedere il declino che questa gara ha avuto negli anni.

Nel 2007, nel periodo di massimo splendore di questa gara quando ad organizzare era Antonio Bertinotti e la sua AC Arona  c’erano 22 squadre di cui 6 Pro Tour, 10 Professional e 6 Continental. Quest’anno il piatto piange e le squadre sono 18 di cui 1 World Tour, 7 Professional, 9 Continental più la squadra italiana composta da tutti corridori dilettanti.

Senza contare che in passato anche le Continental erano composte da professionisti, oggi sono corridori dilettanti. In gara ci sono più dilettanti che professionisti: Il computo è di 58 prof e 79 dilettanti. Insomma, una gara professionistica è fatta in maniera diversa.  

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