Notice: Undefined index: tie_sidebar_pos in /web/htdocs/www.ciclismo-online.it/home/wp-content/themes/jarida/includes/post-head.php on line 5

Da poco meno di un anno Antonio Pagliara è il presidente dei commissari di gara italiani. Fino al 2006 a capo della categoria c’era Gianni Meraviglia, apprezzatissimo a livello internazionale, meritocratico e con le proprie idee. Chi per lui valeva andava avanti, che non valeva restava al palo. In qualche occasione il giudizio personale ha prevalso su quello tecnico, ma nel complesso è stata una gestione positiva per la categoria dei giudici, difesa strenuamente da Meraviglia che non temeva di urtarsi con il potere politico per tutelare l’autonomia della categoria.

Pagliara e l’autonomia dei Giudici …

Da poco meno di un anno Antonio Pagliara è il presidente dei commissari di gara italiani. Fino al 2006 a capo della categoria c’era Gianni Meraviglia, apprezzatissimo a livello internazionale, meritocratico e con le proprie idee. Chi per lui valeva andava avanti, che non valeva restava al palo. In qualche occasione il giudizio personale ha prevalso su quello tecnico, ma nel complesso è stata una gestione positiva per la categoria dei giudici, difesa strenuamente da Meraviglia che non temeva di urtarsi con il potere politico per tutelare l’autonomia della categoria.

 

Proprio questo atteggiamento, gli è costato caro e nel 2006 Di Rocco lo ha defenestrato preferendogli prima Granziera poi Biancalani. Proprio quell’anno fu l’anno della protesta dei commissari contro il metodo Di Rocco che calò dall’alto un presidente. Più della metà dei commissari (quasi tutti qualitativi) entrarono in aspettativa e tra i capi della “rivolta” c’era proprio Antonio Pagliara che andava predicando l’autonomia della categoria.

Con le gare “salvate” dai commissari non in aspettativa, nel mese di giugno la protesta tramonta definitivamente e tutti i giudici tornano a fare gare accettando che il presidente fosse scelto dal potere politico della FCI. Di Rocco, per ricompattare la categoria dei Giudici, è andato a modificare il Regolamento Organico facendo in modo che fossero i Commissari stessi a fornire al Consiglio Federale la rosa di nomi tra cui scegliere la commissione.

Fu così scelto Rodolfo Biancalani, un presidente che ha saputo vendersi male, ma che all’insegna del “volemose bene” ha ricompattato la categoria, non facendo nessuna rappresaglia, ma forse trascurando un po’ troppo l’aspetto tecnico. Dopo quattro anni da “nominato”, nel 2009 Biancalani e il suo gruppo vengono “eletti”. Il Consiglio Federale, a Imola in occasione della Settimana Tricolore, ha infatti scelto i più votati dalla categoria. Due anni fa però Biancalani ha difeso come un leone l’autonomia della categoria, finendo però per essere costretto alle dimissioni dopo che nell’ennesima discussione con Carlo Roscini, Di Rocco è intervenuto per difendere le ingerenze del presidente umbro.

Nel 2013 Di Rocco viene rieletto, ma non nomina subito la commissione dei Giudici: prima si deve cambiare il Regolamento Organico e togliere quella norma che consente ai commissari di esprimere la loro preferenza.

Archiviata anche l’epoca del “volemose bene” di Biancalani, sembrava che Mirco Monti potesse mixare nel modo corretto l’attenzione tecnica di Meraviglia e il carattere mansueto di Biancalani. Ma proprio quando tutto sembrava fatto, Monti invia una lettera a Roscini per protestare per il trattamento riservato ad alcuni giudici umbri. Questo è bastato perché da parte di Roscini arrivasse il veto, ben presto accolto da Di Rocco.

Una volta cambiato il Regolamento Organico ecco pronta la nomina per Antonio Pagliara che da Commissario Straordinario del Comitato Puglia si era dimostrato molto fedele alla causa di Di Rocco avallando anche cose poco chiare. Assistito da una commissione di pochissimo spessore, Pagliara non ha mia fatto mistero di sentirsi lui l’unico vero componente della Commissione. E’ accaduto, infatti,  che riprendesse un commissario per avere telefonato ad una componente della Commissione e non a direttamente lui. Fin dall’inizio non ha mai nascosto la sua vicinanza alla Federazione: nella diatriba tra Agerato e la FCI, si è infatti schierato con Roscini e Di Rocco, arrivando anche a “minacciare” il commissario di dargli più gare, stessa sorte toccata a Roberto Spinoni solo per aver sanzionato un rientro in scia e denunciato un presidente di società reo di averlo insultato davanti a testimoni. Insomma, l’autonomia dei Giudici con Pagliara è andata definitivamente a farsi friggere. Il commissario è un inutile ammennicolo utile solo per ottenere l’omologazione delle gare: non deve creare problemi a nessuno tanto meno a tesserati e dirigenti. Messi da parte tanti commissari, i suoi fedelissimi vengono utilizzati in ogni salsa, impone regole rigide che vengono rispettate solo da qualcuno e va a premiare oltre misura tanti giovani anche poco capaci. L’obiettivo, secondo qualcuno, è chiaro: costruirsi un consenso all’interno della categoria sfruttando i giovani dato che ha perso la stima di tanti commissari internazionali.

Insomma, Pagliara poteva essere l’uomo giusto per rilanciare la categoria e invece, a nostro parere, sarà colui che la affosserà definitivamente.

Era il luglio del 2007 quando in una mail una commissaria ci scriveva:« Non fidarti di Pagliara lo conosco bene, è un approfittatore, cattivo e falso». Oggi questa giudice siede in commissione proprio con Pagliara.

Powered by Dragonballsuper Youtube Download animeshow