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Che il Comitato Regionale Lombardo sia in difficoltà non è una novità, ma che addirittura se la prenda con i Giovanissimi ci lascia veramente basiti.

Il Comitato Lombardo se la prende con i Giovanissimi: guerra fredda tra Varese e Bernardelli

Che il Comitato Regionale Lombardo sia in difficoltà non è una novità, ma che addirittura se la prenda con i Giovanissimi ci lascia veramente basiti.

 

Andiamo con ordine:  il 25 giugno, il Giudice Sportivo del comitato lombardo ha sanzionato, senza neppure citare la norma violata, numerose società di Giovanissimi che avrebbero corso “fuori regione in giornate non consentite ai Giovanissimi”.

Pare che alcune società della provincia di Varese il 27 aprile abbiano corso a Oleggio, in Piemonte a pochi chilometri dal confine regionale, e non a Soncino (CR) a oltre 130 km dal capoluogo varesino.

Va specificato che le Norme Attuative dell’attività Giovanissimi non vietano la partecipazione a gare fuori regione, tant’è che, dietro apposita autorizzazione, sono possibili anche le trasferte all’estero. Aggiungiamo inoltre che i piccoli corridori delle società sanzionate hanno regolarmente effettuato la domenica di sosta prevista dalle norme.

Ma allora perché il Giudice Sportivo ha deciso di prendersela con i piccoli corridori. Ci piacerebbe saperlo anche perché, come dicevamo, non è indicata la norma che avrebbero infranto.

Al fianco delle società è sceso in campo il Comitato di Varese che ha inviato una dura lettera al Comitato di Bernardelli che, come già fatto altre volte, non ha dato risposta. Il Comitato varesino nella sua missiva ha evidenziato, documenti alla mano, che le società sanzionate non hanno violato alcuna regola chiedendo pertanto l’annullamento di tutte le sanzioni.

Annullamento che potrebbe avvenire d’ufficio visto che la sanzione è stata comminata non guardando gli elenchi partenti, ma quelli iscritti, dal momento che due gare sono state rinviate per pioggia e quindi si devono considerare come “sosta” e che non è il Giudice Sportivo il deputato a sanzionare per questo tipo di infrazioni.

Nella missiva, il Comitato di Varese ha minacciato di non partecipare agli eventi organizzati dal Comitato di non organizzare manifestazioni di interesse provinciale e soprattutto di invitare sempre le società a gareggiare in Piemonte.

Ecco come dirigenti poco lungimiranti possono trasformare qualcosa di ordinario in un problema. Se qualcuno avesse ancora dei dubbi sulla causa dei mali del ciclismo, rimandiamo alla frase conclusiva della lettera del CP di Varese a Bernardelli e soci:” Forse non vi siete resi conto che stiamo parlando della categoria GIOVANISSIMI (da 7 a 12 anni !!!!!!). “

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