Notice: Undefined index: tie_sidebar_pos in /web/htdocs/www.ciclismo-online.it/home/wp-content/themes/jarida/includes/post-head.php on line 5

Qualche anno fa scrivemmo che la colpa più grossa di chi da 10 anni è a capo di questa Federazione non è il non aver fatto nulla per il ciclismo, ma l’aver allontanato, o demotivato, le tante persone con voglia di fare.

Come abbiamo più volte ribadito Renato Di Rocco non ha particolari colpe, se non quella di essere l’espressione di una politica sportiva vecchia e incapace di dare nuova linfa allo sport. Di essere cresciuto in un CONI in cui non bisognava produrre nulla, ma solo generare potere.

Federazione come la “Corrida”: dilettanti allo sbaraglio

Qualche anno fa scrivemmo che la colpa più grossa di chi da 10 anni è a capo di questa Federazione non è il non aver fatto nulla per il ciclismo, ma l’aver allontanato, o demotivato, le tante persone con voglia di fare.

Come abbiamo più volte ribadito Renato Di Rocco non ha particolari colpe, se non quella di essere l’espressione di una politica sportiva vecchia e incapace di dare nuova linfa allo sport. Di essere cresciuto in un CONI in cui non bisognava produrre nulla, ma solo generare potere.

 

Il presidente si è immediatamente schierato al fianco di Nibali, vendendolo come un prodotto del ciclismo italiano. Con i meriti di Nibali (che è un fenomeno) il ciclismo italiano e tanto meno Di Rocco c’entrano ben poco e forse anziché pavoneggiarsi per meriti non suoi, il presidente dovrebbe lavorare sodo per risollevare il ciclismo.

Se parliamo di professionisti la situazione è drammatica e non solo per via della tassazione: le squadre italiane, Continental escluse, sono sempre meno e le gare che un tempo affollavano il calendario estivo oggi sono solo un bel ricordo. La Lega Professionisti avrebbe avuto il compito di avviare progetti di marketing proprio per questo settore, ma in questi anni nulla è stato fatto.

Anche in campo giovanile le cose non vanno meglio, le gare sono sempre di meno e si sono perse competizioni storiche, tra l’altro di proprietà della FCI, come il Giro “Dilettanti”.

Dal punto di vista del marketing la Federazione non brilla, si sono persi tanti partner storici e la ricerca di sponsor attraverso facebook della scorsa primavera è solo la punta dell’iceberg di un settore che non ha mai funzionato.

Se poi aggiungiamo che il rispetto delle regole, in moltissimi casi, è diventato un optional il quadro non può che essere veramente drammatico. Il ciclismo va avanti grazie ai tantissimi volontari che, con enorme fatica, si sforzano di portare avanti questo sport, ma questo impegno non sembra essere in linea con l’atteggiamento dei vertici federali.

Spesso abbiamo sentito parlare di modello anglosassone, non si dimentichi però che tale modello nasce da un preciso progetto ed è stato realizzato da persone capaci, attraverso step di verifica periodici. Se anche in Federazione si procedesse per verifiche sul raggiungimento degli obiettivi, probabilmente non ci sarebbe più nessuno perché, a meno che gli obiettivi siano quelli sopraccitati, nulla è stato raggiunto.

Se Di Rocco non è in grado di rilanciare il ciclismo non pretendiamo che si faccia da parte, sarebbe troppo, ma almeno che nomini un Direttore Generale. Un manager con pieni poteri con l’incarico di lavorare 8 ore al giorno per il bene del ciclismo. E se dopo un anno non ha raggiunto gli obiettivi prefissi, un bel calcio nel sedere e avanti un altro più bravo.

Secondo voi, può un’azienda con un “fatturato” di oltre 16 milioni di euro, quale è la Federazione, essere gestita in questo modo ? 

Powered by Dragonballsuper Youtube Download animeshow