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Il podio ufficioso non l’avevamo mai visto. Ci hanno pensato i commissari piemontesi designati a Casalnoceto nell’omonimo circuito riservato agli Elite e Under 23.

E’ accaduto che all’arrivo in volata di un gruppetto di una ventina di corridori il commissario d’arrivo Maurizio Tomada sia stato in grado di rilevare solo il dorsale del vincitore.

E i giudici piemontesi coniarono il “podio ufficioso” …

Il podio ufficioso non l’avevamo mai visto. Ci hanno pensato i commissari piemontesi designati a Casalnoceto nell’omonimo circuito riservato agli Elite e Under 23.

E’ accaduto che all’arrivo in volata di un gruppetto di una ventina di corridori il commissario d’arrivo Maurizio Tomada sia stato in grado di rilevare solo il dorsale del vincitore.

Dopo qualche istante di panico, il giudice d’arrivo ha subito segnalato allo speaker di attendere per dire il nome del secondo e del terzo. A complicare le cose il fatto che fosse presente il controllo antidoping del Ministero della Salute che prevedeva che i primi 4 venissero sottoposti al controllo medico.

Così, mentre tutti premevano per sapere i primi tre (o quattro) classificati, il giudice d’arrivo si spostava nel controviale dove un collaboratore di Gianfranco Soncini provvedeva a sviluppare il fotofinish. L’operazione, pur svolta con professionalità e tempestività, richiede tempo e così tutti i presenti erano lì ad attendere che il giudice d’arrivo sciogliesse la riserva.

Non potendo attendere oltre, i fotografi hanno chiesto a gran voce di fare il podio e così è stato fatto. Il secondo e il terzo sono saliti spontaneamente sul podio. Mentre il giudice stava ancora aspettando che si sviluppasse la pellicola il cerimoniale era quasi completato, ma proprio quando stava per terminare il commissario ha alzato il pollice come a dare l’ufficialità di un qualcosa che per i presenti ufficiale lo era già.

Come dice Claudio Santi, nel calcio degli interessi milionari, la finale di Champions League è decisa dall’occhio umano, ma nel ciclismo in una gara di Regionale Esordienti (in questo caso era Elite e Under) senza il fotofinish si rischia di non avere il podio.

La colpa non è, ovviamente, tutta del giudice d’arrivo di Casalnoceto, ma di un sistema in cui il commissario d’arrivo è sempre stato (rare eccezioni a parte) poco più che un turista e l’onere di stilare l’ordine d’arrivo è affidato al fotofinish.  Nel calcio un guardalinee (anche nelle categorie lontane dalla Serie A) deve segnalare un fuorigioco a 60 metri di distanza calcolando inoltre in tempo reale se quel giocatore sia o meno influente nell’azione. Nel ciclismo, anche ai massimi livelli, il commissario d’arrivo deve, nella migliore delle ipotesi leggere il fotofinish.

Qualcuno dirà che il ciclismo è più evoluto perché si utilizza la tecnologia e su questo possiamo essere d’accordo, ma allora perché mandare un giudice d’arrivo  ? C’è chi obietterà che il giudice serve nel caso in cui non uscisse il fotofinish. Già, e se a Casalnoceto non fosse uscito il fotofinish chi sarebbe salito sul podio?

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