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Da un po’ di anni, anche all’esterno della categoria dei giudici di gara, si ha l’impressione che i commissari più apprezzati siano quelli che creano meno problemi. Poco importa che facciano rispettare tutti i regolamenti e che siano fiscali come imporrebbe il loro ruolo. L’importante è che non creino problemi a società e dirigenti.

Se fino ad oggi questa poteva essere solamente una sensazione, contro ogni pronostico, sotto la presidenza Pagliara sembra che stia diventando qualcosa di più.

Incredibile storia di un giudice ostacolato per aver sanzionato corridore

Da un po’ di anni, anche all’esterno della categoria dei giudici di gara, si ha l’impressione che i commissari più apprezzati siano quelli che creano meno problemi. Poco importa che facciano rispettare tutti i regolamenti e che siano fiscali come imporrebbe il loro ruolo. L’importante è che non creino problemi a società e dirigenti.

Se fino ad oggi questa poteva essere solamente una sensazione, contro ogni pronostico, sotto la presidenza Pagliara sembra che stia diventando qualcosa di più.

 

Nel mese di marzo si è tenuta una gara regionale Juniores in provincia di Varese ed un corridore è stato sanzionato per scia dalla propria vettura. Tutto normale, almeno fino alla pubblicazione del comunicato di giuria quando il presidente della società del corridore sanzionato si è recato in sede di giuria protestando. Secondo i presenti avrebbe addirittura detto che si sarebbe adoperato per limitare le designazioni del commissario “colpevole” di avere sanzionato il suo corridore. La giuria ha provveduto a denunciare il comportamento del presidente alla Disciplinare.

Qualche tempo dopo, questo commissario viene designato per una importante gara organizzata proprio dalla società del presidente denunciato. In un sistema normale, in cui i giudici hanno la loro indipendenza tecnica, non ci sarebbe nulla di male, ma in questo ciclismo qualcosa non torna e così il servizio al commissario in questione viene revocato.

Tutto finito ? Purtroppo no. I primi giorni di giugno c’è stato un incontro nella sede del comitato lombardo tra il commissario, il presidente denunciato (molto più noto come direttore di corsa), Francesco Bernardelli, Alberto Maffi, Claudio Mologni e il presidente dei commissari Antonio Pagliara.

L’aspetto curioso, e sicuramente più triste, è che, da quanto trapela, Pagliara in questo incontro non abbia preso le difese, come il suo ruolo gli avrebbe imposto, del commissario, ma al contrario sarebbe stato molto attivo nello spalleggiare l’organizzatore criticando il commissario.

Pagliara non era presente alla gara e quindi dovrebbe prendere per buona solo la parola del commissario che sui fatti di corsa ha competenza esclusiva. Criticare un commissario davanti alle altre componenti significa andare a delegittimare il ruolo che dovrebbe avere, anche negli eventuali errori, la massima autorevolezza. Ci viene segnalato che Pagliara non sia nuovo a questa delegittimazione del commissario, avvenuta anche in altri casi a mezzo mail inviate anche agli organizzatori.

Crediamo che il caso raccontato la dica lunga sul clima che si respira in questa Federazione. La Commissione non avrebbe dovuto revocare il servizio al commissario, Pagliara avrebbe dovuto difendere il proprio giudice ed eventualmente riprendendolo in privato in caso di errore.

Ci stavamo quasi dimenticando: la Disciplinare della Lombardia non ha ancora squalificato il presidente denunciato dai commissari. Cosa si dovranno inventare per dare più valore alla parola di un presidente di società che a quella di quattro ufficiali di gara ?

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