Notice: Undefined index: tie_sidebar_pos in /web/htdocs/www.ciclismo-online.it/home/wp-content/themes/jarida/includes/post-head.php on line 5

Che le regole nel ciclismo italiano abbiamo valore assai limitato lo si è capito da tempo, ma che addirittura si accetti di calpestare il simbolo dell’italianità nel ciclismo, la maglia tricolore, ci sembra veramente oltre ogni concezione logica.

Andiamo con ordine.  Nel 2007 il campione d’Italia, Filippo Pozzato, sfoggiò una maglia decisamente inusuale e composta da tre strisce tricolori centrali su fondo bianco. Di Rocco si lamentò della regolarità di questa divisa, ma, da un mero punto di vista regolamentare, Pozzato era nel giusto dal momento che soddisfaceva quanto previsto a quel tempo dal regolamento. Le norme, infatti, non stabilivano la larghezza delle tre fasce verde, bianca e rossa.

Di Rocco meglio di Silvan: basta una delibera (illegittima) e una maglia irregolare diventa, per magia, regolare

Che le regole nel ciclismo italiano abbiamo valore assai limitato lo si è capito da tempo, ma che addirittura si accetti di calpestare il simbolo dell’italianità nel ciclismo, la maglia tricolore, ci sembra veramente oltre ogni concezione logica.

Andiamo con ordine.  Nel 2007 il campione d’Italia, Filippo Pozzato, sfoggiò una maglia decisamente inusuale e composta da tre strisce tricolori centrali su fondo bianco. Di Rocco si lamentò della regolarità di questa divisa, ma, da un mero punto di vista regolamentare, Pozzato era nel giusto dal momento che soddisfaceva quanto previsto a quel tempo dal regolamento. Le norme, infatti, non stabilivano la larghezza delle tre fasce verde, bianca e rossa.

Due anni dopo toccò a Visconti utilizzare una maglia tricolore più che discutibile, infatti, esibì la divisa della Movistar con una striminzita fascia tricolore sul petto. Dopo questo caso, nel Regolamento Tecnico della FCI è ricomparso il disegno che illustra, senza possibilità di incomprensione, come deve essere la maglia di campione nazionale italiano.

Sabato scorso Nibali si è laureato campione d’Italia, ma la maglia che indosserà in questo anno non assomiglia neppure lontanamente a quella regolamentare. Ci ha pensato però una delibera presidenziale d’urgenza a regolarizzare  la maglia irregolare.

Peccato che Di Rocco non abbia l’autorità per concedere questa deroga. La norma UCI prevede infatti che una Federazione nazionale possa cambiare il proprio disegno della maglia tricolore, ma la richiesta di cambiamento deve essere presentata 21 giorni prima della gara di campionato.

La FCI avrebbe potuto stabilire che la maglia di campione nazionale fosse, ad esempio, a pois bianchi, rossi e verdi, ma per farlo avrebbe dovuto presentare all’UCI, entro i termini stabiliti, il modello, poi avrebbe dovuto consegnare a Nibali durante il cerimoniale quella maglia che avrebbe poi potuto utilizzare in modo regolare.

Così non è avvenuto: la FCI non ha richiesto di cambiare modello di maglia tricolore (a priori non poteva tra l’altro sapere che avrebbe vinto un corridore dell’Astana), l’UCI non ha approvato il cambio di maglia e soprattutto a Nibali durante il cerimoniale è stata consegnata una maglia totalmente diversa da quella che lo squalo dello stretto andrà ad indossare.

Ma non solo, l’urgenza millantata da Di Rocco per procedere senza attendere la riunione del Consiglio Federale non è tale.

Insomma, ci sembra proprio che in questa Federazione le regole vanno prese al contrario.

La FCI per giustificare questa concessione ha scritto in un comunicato:« Considerando che la Maglia Tricolore proposta dal Team di appartenenza dell’atleta è risultata sostanzialmente compatibile nelle sue caratteristiche con quella approvata dalla Federciclismo e vista l’estrema urgenza determinata dall’imminente partenza del Tour de France, la Federazione Ciclistica Italiana ha deliberato, dopo aver acquisito il parere dei componenti del Consiglio Federale, il modello della maglia di Campione Italiano che Nibali indosserà a partire dal Tour de France ed in tutte le  successive prove di specialità.

La Maglia di Campione Italiano rispetta l’identità nazionale dei due stati, Italia e Kazakistan, oltre all’integrità dei loro simboli identitari: il tricolore italiano, i colori e i simboli della bandiera kazaka e della capitale Astana».

Come detto, la partenza del Tour non rappresenta un’urgenza, senza delibera Nibali avrebbe comunque potuto prendere il via con la maglia regolare. Crediamo che si commenti da sé l’affermazione sull’identità dei due stati: chissenefrega del Kazakhistan, il campione italiano deve esibire orgoglioso e fiero il tricolore.

Di Rocco è stato, ancora una volta, forte con i deboli e molto debole con i forti. Le regole in questa Federazione valgono solo per alcuni e la cosa che ci lascia basiti è che tutto questo anziché indignare viene considerato la normalità.

Proviamo ad immaginare, solo per un momento, che il presidente del Consiglio, un Presidente di Regione o un Sindaco decidano arbitrariamente chi deve sottostare ad una legge e chi invece può infrangerla.  Nella migliore delle ipotesi verrebbero sfiduciati, nella peggiore andrebbero in galera.

Non è la maglia di Nibali il problema, anche se il simbolo dell’italianità non andrebbe cancellato, il vero problema è che Di Rocco e la sua ciurma anche quando le regole sono chiare e precise non hanno tra le loro priorità quella di farle rispettare salvo poi applicarle alla lettera nei confronti di chi magari è visto come un avversario politico o chi non è forte come l’Astana.

Il magistrato Raffaele Cantone ha di recente dichiarato:« La deroga é il male peggiore di un sistema ammalato. Ci vogliono leggi più chiare e bisogna rispettare le regole». Chissà se il ciclismo riuscirà mai a capire questo concetto ?

Powered by Dragonballsuper Youtube Download animeshow