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Torniamo a parlare della Giuria del Giro d’Italia perché al di là del pasticcio dello Stelvio i commissari in servizio alla corsa rosa non hanno brillato per competenza ed efficienza.

Sullo Stelvio, vuoi per timore nei confronti della Direzione del Giro (Vengi e Bonfanti), vuoi per altri motivi sono stati assolutamente latitanti e intempestivi nell’annullare il comunicato dell’organizzazione privo di fondamento regolamentare. Giudichino i nostri visitatori se la giustificazione che non hanno sentito la radio sia o meno reale.

Disastro giuria al Giro: dopo il caso Stelvio, la giuria falsa la classifica fair play e sanziona Algeri dopo 3 giorni

Torniamo a parlare della Giuria del Giro d’Italia perché al di là del pasticcio dello Stelvio i commissari in servizio alla corsa rosa non hanno brillato per competenza ed efficienza.

Sullo Stelvio, vuoi per timore nei confronti della Direzione del Giro (Vengi e Bonfanti), vuoi per altri motivi sono stati assolutamente latitanti e intempestivi nell’annullare il comunicato dell’organizzazione privo di fondamento regolamentare. Giudichino i nostri visitatori se la giustificazione che non hanno sentito la radio sia o meno reale.

 

Se questo errore ha in qualche modo condizionato la classifica generale, anche un altro errore ha condizionato pesantemente una classifica. Stiamo parlando della classifica del Fair Play vinta, grazie ad un errore della giuria, dalla Cannondale. Andiamo con ordine: il 29 maggio la Cannondale è stata sanzionata con un ammenda di 200 CHF poiché sul percorso di gara ci sarebbe stata la terza ammiraglia. Sanzione data in precedenza anche ad altre società. La prima stranezza deriva dal fatto che la giuria sul proprio comunicato non ha mai indicato il numero di targa dell’auto che avrebbe compiuto la violazione. Una volta comminata, una sanzione per fatti di corsa, è esecutiva e può essere appellata solo se superiore a 200 CHF ricorrendo alla commissione disciplinare dell’UCI. In questo caso però la sanzione non era superiore a 200 CHF e così non era ammesso alcun tipo di reclamo. Invece la giuria ha agito nel modo contrario accettando un ufficioso reclamo della Cannondale, effettuando delle indagini (non previste) e annullando, contro ogni regolamento, l’ammenda comminata che avrebbe cambiato la classifica del trofeo Fair Play. Una volta data, una sanzione, anche sbagliata, non può più essere tolta. Delle due l’una: o i commissari hanno avuto una visione, oppure hanno tolto l’ammenda (non potendolo fare) per premiare la Cannondale con la speciale classifica della correttezza. In entrambi i casi crediamo che si tratti di errori gravissimi.

Non solo: il 21 maggio, giorno della tappa di Savona, è stato sanzionato Vittorio Algeri della Orica per una presunta infrazione compiuta il giorno 18 maggio nella tappa di Sesola. Quale credibilità può avere una giuria ci ha messo tre giorni per sanzionare un Direttore Sportivo ?

Questi non sono stati gli unici errori di una giuria quantomeno poco preparata dal punto di vista regolamentare: più volte sono state richiamate per iscritto sul Comunicato le Moto della RAI, dimenticando che non è previsto il richiamo, ma se questi infrangono disposizioni e regole è previsto il ritiro dell’accredito come fatto al fotografo Tim De Waele.

Se a tutto ciò si aggiunge il rientro dietro macchina di Bouhanni, poi vincitore di tappa, e l’inverosimile assenza di sanzioni nelle principali tappe di salita si può comprendere che la giuria al Giro d’Italia sia stata una delle più scarse di sempre, peggio anche di quella del Giro 2011 che si piegò al volere dell’UCI, ma senza condizionare in questo modo risultati e classifiche. 

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