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Torniamo a parlare della tappa che con tutta probabilità deciderà il Giro 2014 ed in particolare di quell’attacco in discesa del colombiano Quintana che tante polemiche ha scatenato.

Da più parti si leggono accuse alla Giuria, colpevole di non essere intervenuta per stoppare la proposta di Mauro Vegni di istituire le safety-moto non previste dal regolamento. Limitandoci ad analizzare i fatti, non possiamo con condividere queste critiche alla giuria, se era compito dei Direttori Sportivi sapere che la safety-moto non è prevista dai regolamenti i Giudici sono doppiamente colpevoli.

Caso Stelvio: tante le critiche alla Giuria, ma si sa che alle corse Rcs sono poco più che turisti

Torniamo a parlare della tappa che con tutta probabilità deciderà il Giro 2014 ed in particolare di quell’attacco in discesa del colombiano Quintana che tante polemiche ha scatenato.

Da più parti si leggono accuse alla Giuria, colpevole di non essere intervenuta per stoppare la proposta di Mauro Vegni di istituire le safety-moto non previste dal regolamento. Limitandoci ad analizzare i fatti, non possiamo con condividere queste critiche alla giuria, se era compito dei Direttori Sportivi sapere che la safety-moto non è prevista dai regolamenti i Giudici sono doppiamente colpevoli.

 

Come molti sanno i commissari di gara non sono, a differenza degli arbitri, una categoria autonoma, ma negli ultimi anni è stata sempre più controllata dal potere politico federale. E’ capitato che i commissari venissero redarguiti per aver fatto il loro lavoro ed avere in qualche modo scontentato alcune società.

Negli anni passati Rcs Sport ha sempre maldigerito le giurie particolarmente fiscali e sappiamo per certo che le varie commissioni, negli anni, non hanno mai difeso i loro commissari davanti alle ingerenze dell’organizzatore e anzi in qualche caso, dopo le lamentele di Rcs, quel giudice non è più stato designato per le loro gare.

Negli anni è sempre stato così: chi interferiva troppo con l’organizzazione del Giro d’Italia, guarda caso, non veniva più designato per le corse Rcs che come tutti sanno sono quelle più importanti. Parlando con i commissari, anche in tempi non sospetti, ci è sempre stato riferito che al Giro d’Italia comanda l’organizzazione e anche chi è lì di giuria deve attenersi a ciò che viene stabilito.

Si ricordano epici scontri tra Angelo Zomegnan e la giuria in cui né la commissione dei giudici né la Federazione hanno mai saputo schierarsi al fianco dei loro uomini e del rispetto del regolamento e dei rispettivi ruoli.

Con questo quadro la scarsa personalità dimostrata dalla giuria nella discesa dello Stelvio può in parte essere compresa e ricondotta alla poca autonomia di cui gode la categoria dei commissari.

Ha ragione chi critica la giuria, perché sarebbe stato un suo preciso dovere intervenire, ma il problema non è della giuria, ma del sistema con cui i Giudici da anni convivono. Gli arbitri di calcio eleggono, in totale autonomia, i loro rappresentanti negli organi provinciali, regionali e nazionali, sono un’associazione (AIA) staccata dalla FIGC e operano in maniera autonoma dal potere politico. Nel ciclismo è l’esatto contrario: i commissari non possono scegliere nulla, si ritrovano un presidente scelto dal potere politico a qui questo deve ovviamente rendere conto. Appare evidente che il peso politico di un organizzatore come Rcs (ma non solo) sia decisamente superiore a quello di qualunque commissario che nel meccanismo federale è solo una pedina, tra l’altro, senza diritto di voto.

A noi piacerebbe veramente che i giudici nel ciclismo potessero essere paragonati in tutto agli arbitri di calcio, purtroppo però siamo forse gli unici ad avere questa speranza. I Dirigenti federali vogliono controllare la categoria per evitare che diventi, così dicono, “una casta”; gli organizzatori non vogliono giudici che possano creare problemi con la loro fiscalità e forse anche i giudici stessi non vogliono troppe responsabilità.

Nessuno ammetterà mai tutto questo, ma chi conosce vagamente il ciclismo e l’ambiente dei commissari sa che, purtroppo, è tutto vero.

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