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Ieri abbiamo parlato della polemica scoppiata al Giro d’Italia per la presunta neutralizzazione nella discesa dello Stelvio. Questa mattina i Direttori Sportivi hanno richiesto che la giuria togliesse a Quintana il vantaggio acquisito nella discesa dello Stelvio. Questa richiesta è più degna del ciclotappo che di una corsa importante come il Giro d’Italia.

Lo zelo di Vegni, l’errore di Radio Informazioni e l’assurda richiesta dei Direttori Sportivi

Ieri abbiamo parlato della polemica scoppiata al Giro d’Italia per la presunta neutralizzazione nella discesa dello Stelvio. Questa mattina i Direttori Sportivi hanno richiesto che la giuria togliesse a Quintana il vantaggio acquisito nella discesa dello Stelvio. Questa richiesta è più degna del ciclotappo che di una corsa importante come il Giro d’Italia.

La richiesta è assolutamente fuori luogo dal momento che Mauro Vegni ha subito precisato che la corsa non era neutralizzata, che l’UCI ha bacchettato Rcs Sport perché la Giuria non è stata coinvolta in questa vicenda, che il battistrada non è stato rallentato e che  una simile neutralizzazione non è prevista da nessun regolamento.

A nostro avviso la vicenda è andata così: Mauro Vegni per eccesso di zelo ha chiesto a radio informazioni di annunciare che sarebbe stata messa una moto davanti a gruppetti. L’amico Virgilio Rossi, anziché leggere pedestremente il comunicato della Direzione, lo ha enunciato a braccio e probabilmente è andato fuori dal seminato dicendo  che le moto venivano collocate davanti ai corridori per “evitare attacchi in discesa” dando così origine al malinteso.

E’ un po’ come quando nel calcio una squadra segna con l’avversario a terra: l’arbitro potrebbe interrompere il gioco per consentire le cure (nel ciclismo neutralizzazione), la squadra potrebbe, con un gesto di galanteria, buttare fuori il pallone per consentire di soccorrere l’avversario (fare la discesa tutti insieme), ma se non si ferma e segna il gol è valido. Nel calcio è capitato e ci sono state polemiche, a volte anche risse, ma nessuno ha chiesto all’arbitro di annullare la rete.

Nel ciclismo invece i regolamenti sono elastici, la loro applicazione ancor meno univoca e tutti si sentono in dovere di chiedere di tutto come i Diesse delle squadre migliori al mondo che pretendono che venga annullato spannometricamente (il tratto pericoloso era il primo chilometro e mezzo di discesa, 6 tornanti) il vantaggio preso da Quintana.  

Per fortuna la Giuria, assente come lo struzzo da questa vicenda, ha deciso di continuare a starne fuori evitando che la toppa fosse peggio del buco.

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