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In questi giorni nel mondo del ciclismo dilettantistico si sta facendo un gran parlare della presunta richiesta che gli organizzatori del Giro della Valle d’Aosta avrebbero fatto alle società, chiedendo 500 € quale contributo per le spese organizzative.

Questa richiesta avrebbe fatto andare su tutte le furie Ruggero Cazzaniga che starebbe provando a frenare la realizzazione di questa proposta.

Analizzando dal punto di vista regolamentare la richiesta degli organizzatori del Giro della Valle d’Aosta non si può rilevare infatti alcun illecito.

Polemica tra gli Under 23, ma l’organizzatore (prima dell’invito) può chiedere una donazione

In questi giorni nel mondo del ciclismo dilettantistico si sta facendo un gran parlare della presunta richiesta che gli organizzatori del Giro della Valle d’Aosta avrebbero fatto alle società, chiedendo 500 € quale contributo per le spese organizzative.

Questa richiesta avrebbe fatto andare su tutte le furie Ruggero Cazzaniga che starebbe provando a frenare la realizzazione di questa proposta.

Analizzando dal punto di vista regolamentare la richiesta degli organizzatori del Giro della Valle d’Aosta non si può rilevare infatti alcun illecito.

 

L’organizzazione è infatti libera di invitare alla propria corsa le squadre che ritiene senza dover rendere conto a nessuno. Allo stesso modo ciascun cittadino o associazione può effettuare a qualunque donazione (o sponsorizzazione) ad un’associazione sportiva.

Basta guardare anche quanto accade nel blasonatissimo Giro d’Italia in cui è accaduto più di una volta che lo sponsor di una squadra fosse anche sponsor del Giro e che poi questa squadra venisse invitata. Accadde nel 2005 quando la Selle Italia – Colombia venne invitata a sorpresa a discapito dell’Acqua & Sapone che insinuò che l’invito fosse da ricondurre al fatto che Selle Italia era anche uno degli sponsor del Giro. Nel 2007 la stessa Selle Italia non rinnovò la sponsorizzazione con Rcs Sport e la Diquigiovanni – Selle Italia, molto più qualitativa rispetto alla formazione di 2 anni prima, rimase a casa. Negli anni successivi la Net App acquistò uno stand al villaggio di partenza senza avere neanche una hostess, e fu invitata a sorpresa alla corsa rosa. In passato anche la Bardiani è stata sponsor del Giro d’Italia e quest’anno il Team Colombia, altra squadra invitata, figura tra i partner di Rcs.

Appare dunque evidente che per una gara ad invito ogni organizzatore può fare ciò che vuole e che una corsa, come il Giro per i professionisti o il Valle d’Aosta per gli Under 23, può permettersi di scegliere quale tra le numerose richieste di partecipazione accettare e i criteri utilizzati per arrivare a questa decisione non competono a nessun’altro che non siano loro.

Diverso era il discorso del GiroBio la cui partecipazione non era ad invito, ma garantita in base a classifiche di merito federale, e del Giro del Friuli che chiese un aiuto in denaro alle squadre già iscritte mediante bollettino.

Invitiamo dunque la Federazione ad una seria analisi dei problemi reali quali ad esempio la fuga degli sponsor e gli eccessivi costi a cui sono sottoposti gli organizzatori per tentare di risolvere il problema all’origine senza attaccarsi a bizzarre interpretazioni regolamentari.

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