Notice: Undefined index: tie_sidebar_pos in /web/htdocs/www.ciclismo-online.it/home/wp-content/themes/jarida/includes/post-head.php on line 5

Fair play si o fair play no ? Questa sembra essere la domanda ricorrente di questa prima parte di Giro d’Italia. Dopo la caduta di Montecassino con la BMC che ha proseguito la propria azione con la polemica di ieri tra Cadel Evans e la Androni – Venezuela  l’argomento è tornato d’attualità.

Per noi la corsa è corsa e le cadute fanno parte del gioco e rappresentano ciò che in altri sport possono essere i pali o le traverse.  Poi possono esserci cadute, come quelle di Montecassino che coinvolgendo buona parte del gruppo hanno un diretto risvolto sulla corsa e quindi si potrebbero gestite diversamente.

Quando il fair play ha due pesi e due misure a seconda degli interessi personali …

Fair play si o fair play no ? Questa sembra essere la domanda ricorrente di questa prima parte di Giro d’Italia. Dopo la caduta di Montecassino con la BMC che ha proseguito la propria azione con la polemica di ieri tra Cadel Evans e la Androni – Venezuela  l’argomento è tornato d’attualità.

Per noi la corsa è corsa e le cadute fanno parte del gioco e rappresentano ciò che in altri sport possono essere i pali o le traverse.  Poi possono esserci cadute, come quelle di Montecassino che coinvolgendo buona parte del gruppo hanno un diretto risvolto sulla corsa e quindi si potrebbero gestite diversamente.

 

Come giustamente ha detto Silvio Martinello, tutte le richieste dei cosiddetti “senatori” del gruppo non arrivano mai a caso, ma mirano sempre ad avvantaggiare la propria squadra. A Montecassino Evans non ha chiesto nulla poiché era davanti, nella frazione di ieri ha chiesto all’Androni di rallentare per trarne un vantaggio. Ciò premesso ci chiediamo per quale motivo nel regolamento non sia mai stata inserita una regola che vada a normare questo tipo di situazioni, dando facoltà alla giuria e alla direzione di corsa di neutralizzare la corsa per un tempo prestabilito evitando così i due pesi e le due misure attuate dalle squadre, che hanno obbligatoriamente differenti interessi, e dando alla giuria (neutrale) il compito di valutare oggettivamente di caso in caso.

Qualche anno fa l’allenatore della Juventus, Fabio Capello, dichiarò in conferenza stampa che la sua squadra non avrebbe più buttato il pallone fuori per fare soccorrere un avversario a terra, ma che sarebbe stato l’arbitro a dover interrompere il gioco in casi particolarmente gravi.

Diciamo subito che la caduta nel ciclismo non è assolutamente paragonabile con la caduta nel calcio dove spesso si finge un infortunio per ottenere una punizione o fermare la ripartenza avversaria. Al di là delle ovvie differenze, il compito di intervenire in un caso è affidato all’ufficiale di gara nell’altro a chi in gruppo ha più carisma e urla di più.

Detto questo, a noi la polemica fair play si o fair play no non ci dispiace perché mette un po’ di pepe a questo Giro monotono, ciò che ci dà fastidio sono le verginelle che alzano la bandiera del fair play a giorni alterni a seconda delle proprie convenienze.

Powered by Dragonballsuper Youtube Download animeshow