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Prima dell’inizio del Giro avevamo chiesto ai corridori di dare spettacolo perché la crisi che sta colpendo tutti, ma in particolar modo il ciclismo, potesse essere in qualche modo mitigata da una grande passione popolare riaccesa da un Giro spettacolare.

Domani si correrà la decima tappa e siamo quasi a metà Giro e di emozioni ce ne sono state pochissime. Certamente le due vittorie di Ulissi: bellissime che però hanno dato spettacolo per complessivi 20 secondi.

Fino ad ora poco spettacolo al Giro: ma non era meglio quando il ciclismo era meno pulito ?

Prima dell’inizio del Giro avevamo chiesto ai corridori di dare spettacolo perché la crisi che sta colpendo tutti, ma in particolar modo il ciclismo, potesse essere in qualche modo mitigata da una grande passione popolare riaccesa da un Giro spettacolare.

Domani si correrà la decima tappa e siamo quasi a metà Giro e di emozioni ce ne sono state pochissime. Certamente le due vittorie di Ulissi: bellissime che però hanno dato spettacolo per complessivi 20 secondi.

 

Come giustamente ha detto Michele Scarponi,  per attaccare come vorrebbero giornalisti e tifosi ci vanno le gambe. Ripensando al grande spettacolo che il ciclismo dava negli anni passati e a questo “nuovo” ciclismo abbiamo fatto qualche ipotesi: I campioni di oggi sono meno “campioni” di una volta; I corridori di oggi non preparano i grandi appuntamenti come li preparavano anni addietro;  una volta c’era una benzina diversa.

Escludendo sia che i corridori di oggi siano meno forti di quelli di un tempo e soprattutto che non sappiano preparare gli appuntamenti, possiamo imputare questo equilibrio ad una maggior pulizia e al minor uso di doping che, per ammissione degli stessi corridori, fino agli anni 2000 era presente in massa nel ciclismo. Oggi, così ci riferisce qualche corridore, non si hanno più a disposizione 10 scatti per tappa, al massimo se ne hanno 5 o 6 per tutto il Giro ed è quindi più che mai importante giocarseli bene.

La domanda provocatoria, ma non troppo, che facciamo è la seguente: preferivamo uno sport poco pulito, ma spettacolare oppure preferiamo che nel ciclismo non ci sia il doping, ma che le corse siano noiose ?

Il ciclismo è già di per sé uno sport anacronistico, in cui bisogna attendere ore e ore per il sapere chi vince. Forse solo la maratona, che non è certo uno sport popolare, è strutturata così, poi se le ore che precedono l’arrivo (o la salita finale) sono anche noiose diventa uno spettacolo per pochi intimi.

Se da un lato gli sponsor si allontanavano dal ciclismo per via del doping, non vorremmo che ora si allontanassero perché la gente ama sempre meno il ciclismo. Solo 10-15 anni fa durante il Giro d’Italia si entrava in un qualunque Bar e si poteva parlare di ciclismo, oggi la gente, forse anche per l’assenza di Nibali, non sente il Giro.

Cosa fare allora per tornare al ciclismo spettacolare? Forse fare gli stessi controlli che vengono fatti negli altri sport, ad esempio nel calcio. Non chiediamo nulla di più di ciò che si fa nello sport più nazional popolare. Non abbiamo la certezza, ma crediamo che con i controlli che si fanno nel calcio lo spettacolo aumenterebbe e con esso il divertimento dei telespettatori e la passione degli sportivi.

Speriamo almeno che le retanti 11 tappe sappiano entusiasmarci come il ciclismo merita.

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