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Ieri ci siamo occupati del cambio di regolamento per quanto concerne le sanzioni per il rapporto irregolare. Il Consiglio Federale non è andato a modificare il Regolamento Tecnico, come sarebbe stato corretto, ha deciso di inserire le “nuove” norme (in contrasto con le vecchie) nelle norme attuative dando così, senza alcun riferimento giuridico, una priorità alla circolare attuativa rispetto alla regola.

Giudici controllori – controllati: quando il regolamento, per gratificare qualcuno, cambia senza passare dal CONI

Ieri ci siamo occupati del cambio di regolamento per quanto concerne le sanzioni per il rapporto irregolare. Il Consiglio Federale non è andato a modificare il Regolamento Tecnico, come sarebbe stato corretto, ha deciso di inserire le “nuove” norme (in contrasto con le vecchie) nelle norme attuative dando così, senza alcun riferimento giuridico, una priorità alla circolare attuativa rispetto alla regola.

 

I Giudici di  gara hanno fatto anche di peggio. Il Consiglio Federale ha modificato nell’ultima riunione nel mese di aprile il Regolamento dei commissari di gara, abrogando il comma d dell’articolo 4 che prevedeva che i componenti delle commissioni non potessero svolgere servizi. Fino a qui tutto normale, se non che il presidente della commissione giudici di gara, Antonio Pagliara, abbia da subito reso efficace questa modifica senza che tale regolamento, come espressamente previsto, sia stato prima ratificato dal CONI.

Da un lato la FCI, sbagliando, aggira l’ostacolo attraverso le norme attuative perché la modifica regolamentare avrebbe richiesto un iter più lungo (approvazione del CONI) dall’altro un regolamento viene cambiato dal Consiglio Federale e le modifiche diventano subito operative. Due pesi e due misure che non possono non evidenziare lo stato di confusione in cui versa questa Federazione.

Iter normativo a parte, l’abrogazione del comma D significa poco dal momento che il compente di commissione che svolge anche il ruolo di commissario è il chiaro esempio del “controllore-controllato” vietato dallo Statuto Federale.

Infatti, la Commissione è l’organo superiore al commissario, quell’organo che giudica il commissario, che può “promuoverlo” o “bocciarlo”. Come può un commissario componente di commissione riprendere sé stesso in caso di errore ?

Insomma, con la continua diminuzione del numero di gare, oltre che normativamente vietato ci sembra anche profondamente scorretto che chi ha un ruolo in commissione si designi anche nelle varie gare a discapito di altri, magari più meritevoli.

Qualcuno vocifera che questo cambiamento sia stato voluto da Pagliara per accontentare i suoi collaboratori, scarsamente gratificati dal lavoro in Commissione a causa dell’eccessivo accentramento sul presidente.

Non sappiamo se ciò sia vero o meno, in ogni caso è un’altra bruttissima pagina per la Federazione e per il ciclismo che con soggetti del genere non può che andare sempre peggio.

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