Dopo il caso della “Iena” infiltrata in gruppo al Giro del Trentino abbiamo voluto sentire il parere di tre conoscitori del ciclismo: Angelo Francini, direttore di organizzazione ed esperto di regolamenti, Ilenia Lazzaro, ex ciclista professionista e ora conduttrice televisiva e giornalista, e Alessandro Brambilla, speaker e giornalista sportivo.

 «Ho sentito dire che la direzione di organizzazione si è accorta della presenza dell’intruso – ha raccontato Angelo Francini, direttore di corsa ed esperto di regolamenti – se fossi stato io il Direttore avrei fermato immediatamente la corsa, anche in virtù del fatto che si era nei primi chilometri e che non si sarebbe dunque falsata la corsa, e avrei fatto prendere in consegna il soggetto ai Carabinieri presenti a bordo strada o agli agenti della scorta. Dal punto di vista sportivo non ha influito sulla corsa, ma, come giustamente avete scritto voi, in caso di incidente ci sarebbero state grane a non finire per l’organizzazione e quando si va davanti ad un Giudice non si sa mai come questo, non conoscendo il ciclismo, possa  vedere la vicenda. Nel calcio gli invasori di campo vengono denunciati e quindi sottoposti a DASPO (Divieto di Accesso alle manifestazioni SPOrtive) credo che Federazione e organizzatori farebbero bene a formalizzare la denuncia per evitare il rischio di emulazione»

Concorde anche Ilenia Lazzaro, ex ciclista professionista e attualmente giornalista e conduttrice televisiva:«Quello che è accaduto al Giro del Trentino è grave, non c’è nulla di cui vantarsi o da ridere. Se la “iena” avesse provocato una caduta sarebbe stato terribile. Sono curiosa di sapere la Giuria ha dato qualche sanzione all’organizzatore, perché non è stato in grado di garantire la sicurezza ai corridori. Temo che questo possa generare un precedente e che prossimamente dovremo aspettarci degli amatori in gruppo con lo smartphone a farsi i selfy con i professionisti. Il ciclismo non ha bisogno di questa visibilità.»

Molto critico anche il giornalista Alessandro Brambilla che, anche grazie alla sua esperienza in differenti sport ci ha detto:« Mi piace evidenziare differenti casistiche e fare paragoni. In questo caso il paragone lo faccio tra due episodi quasi analoghi accaduti nell’ambiente del calcio e in quello del ciclismo.

Venticinque maggio 2008, a Coverciano è in corso l’allenamento della Nazionale italiana di calcio che prepara l’imminente Campionato d’Europa. Improvvisamente due ragazze del cast di “Lucignolo” (Italia 1), Lisa Dalla Via e Marianne Puglia,  invadono il campo e si tolgono svariati capi d’abbigliamento. Il servizio sicurezza tempestivamente interviene e in pochi secondi trascina Marianne e Lisa fuori dal centro sportivo di Coverciano. “Signorine –dicono gli uomini della sicurezza alle due girls di Lucignolo – ora l’ingresso a Coverciano per voi è vietato”.   Ventiquattro aprile 2014, durante la terza tappa del Giro del Trentino di ciclismo (quindi durante un evento agonistico, non un allenamento) un esponente de “Le Iene” di Italia 1 con look da corridore entra in gruppo e si mischia con i protagonisti. La iena percorre un tratto di gara nel gruppo (c’è chi sostiene 50 chilometri, penso siano stati nettamente di meno, ma il problema non è la lunghezza) nel gruppo, col rischio di creare incidenti e valanghe di problemi giuridici, economici, assicurativi. E creando naturalmente un problema all’immagine del ciclismo: il Giro del Trentino è una gara di professionisti, non una pedalata di amici. Risultato ? All’arrivo di tappa anziché allontanare la iena ne consentono l’accesso al palco premiazioni, che è per significato una postazione d’onore. Nel calcio gli invasori vengono allontanati anche dagli allenamenti, alla gara di ciclismo salgono sul palco d’onore. Senza ulteriori commenti.»