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Pompeiana si o Pompeiana no ? Sembra  essere questo il dilemma numero uno di Mauro Vegni. Peccato che, ancora una volta, Rcs dimostri di non capirci nulla. La Sanremo non è una gara normale in cui l’organizzatore deve sperare che vinca un campione per avere risalto mediatico. Della Sanremo se ne parla comunque anche se, citando Paolo Viberti, vince Katzulinsky.

Pompeiana si o Pompeiana no ? Ancora una volta a RCS ci hanno capito poco …

Pompeiana si o Pompeiana no ? Sembra  essere questo il dilemma numero uno di Mauro Vegni. Peccato che, ancora una volta, Rcs dimostri di non capirci nulla. La Sanremo non è una gara normale in cui l’organizzatore deve sperare che vinca un campione per avere risalto mediatico. Della Sanremo se ne parla comunque anche se, citando Paolo Viberti, vince Katzulinsky.

 

Quello che vogliono gli spettatori e gli appassionati è una Sanremo incerta fino all’ultimo ed in quest’ottica il solo spostamento dell’arrivo in Corso Cavallotti potrebbe risolvere in problema.

Ciò che manca alla Sanremo non sono le salite, ma la passione della gente che sembra piano piano aver perso.

Certamente lo spostamento alla Domenica non ha aiutato né ad avere più spettatori davanti al teleschermo, né ad avere un maggior risalto mediatico. La domenica, infatti, c’è una concorrenza spietata mentre il sabato  sarebbe l’evento principe.

Anche nell’attraversamento dei centri abitati, in particolare Pavia, non si è vista la gente degli altri anni. Un po’ per il maltempo, un po’ perché la gente utilizza il sabato mattina per le proprie commissioni e così tra una compera e l’altra riesce ad incastrare la Milano – Sanremo. La domenica si dorme un po’ di più, si sta in famiglia, insomma si hanno altre priorità.

Domenica a Milano l’evento non era, come sarebbe stato più che logico, la Milano – Sanremo, ma la Stramilano.

L’Italia non è il Belgio: In Belgio la “Strade Bianche” (di sabato) ha fatto uno share del 60%, in Italia la Milano – Sanremo (di domenica) non è arrivata al 6%.

Detto questo, non è colpa di Rcs se il ciclismo italiano oggi è rappresentato solo da Vincenzo Nibali e la gente comune non conosce i corridori e non si entusiasma.

Il ciclismo è sempre stato uno sport molto popolare e così mai nessuno, né di RCS né degli altri organizzatori, ha pensato a come fare per renderlo più vicino alla gente. Oggi che la popolarità di questo sport si è inabissata, nessuno sembra in grado di ripartire proprio da lì.   Si scopre che più la gente comune (non stiamo ovviamente parlando dell’appassionato) si allontana è più gli organizzatori parlano a sé stessi e al proprio microcosmo.

Chissà se Mauro Vegni e la sua ciurma sapranno fare un bagno di umiltà e riuscire a rilanciare il ciclismo oppure se vorranno continuare ad incensarsi facendo così affondare le proprie gare e il ciclismo italiano.

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