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Duecentonovantaquattro chilometri per consegnare per la prima volta nella sua più che centennale storia la vittoria ad un norvegese, il bronzo olimpico di Londra 2012 Alexander Kristoff. La fotografia finale di quest’anno si può racchiudere nella gioia del vincitore in maglia Katusha, e la rabbia di Fabian Cancellara sfogata con un pugno al nulla tagliando il traguardo in seconda posizione davanti al britannico Swift. Ecco cos’è la Sanremo…Il fascino discreto della normalità, una corsa senza il pavè della Roubaix e senza i muri del Fiandre e anche senza le cotè della Liegi ma non per questo meno affascinante delle altre prove monumento che arricchiscono il calendario del World Tour.

Dal freddo della Sanremo spunta il norvegese Alexander Kristoff

Duecentonovantaquattro chilometri per consegnare per la prima volta nella sua più che centennale storia la vittoria ad un norvegese, il bronzo olimpico di Londra 2012 Alexander Kristoff. La fotografia finale di quest’anno si può racchiudere nella gioia del vincitore in maglia Katusha, e la rabbia di Fabian Cancellara sfogata con un pugno al nulla tagliando il traguardo in seconda posizione davanti al britannico Swift. Ecco cos’è la Sanremo…Il fascino discreto della normalità, una corsa senza il pavè della Roubaix e senza i muri del Fiandre e anche senza le cotè della Liegi ma non per questo meno affascinante delle altre prove monumento che arricchiscono il calendario del World Tour.

La Sanremo è la prima che chiama alla ribalta i cacciatori di Classiche. Un vecchio adagio dice che sia la più facile e per questo sia la più difficile da vincere, e in gruppo si dice che tutti i partenti  potrebbero vincerla, anche se i quasi 300km sono uno scoglio difficilmente digeribile per tutti. Negli anni recenti così come oggi il vincitore è spesso stato il primo dei non pronosticati, e quest’anno il ritorno all’antico con l’assenza delle Manie e la cancellazione della variante della Pompeiana, ha sicuramente rimescolato ulteriormente le carte e se da una parte ha rivitalizzato le ambizioni dei velocisti,  ha anche acuito le capacità strategiche e tattiche di chi velocista non è.

Nella Classicissima di Primavera 2014 di clima primaverile se ne è visto ben poco, anche se i ciclisti non hanno avuto a che fare con la giornata da tregenda dello scorso anno, sono stati accompagnati da una pioggia abbondante e delle temperature più consone alla “Campagna del Nord” che ad una giornata in Riviera. Un clima che ha indurito ancora di più le gambe dei partecipanti, costretti non solo a guardarsi dagli avversari ma anche a proteggersi nel miglior modo possibile dalle insidie del freddo.

L’edizione 105 della Sanremo, và in archivio con la fuga di:Tjanllingil (Belkin) e Barta (Team Netapp) nata al km 4, e rimpinguata subito dopo  da: Parrinello (Androni Giocattoli); Boem (Bardiani CSF); Hass (Garmin Sharp); Bono (Lampre Merida) e Demaar (Unitedhealthcare) e ancora attiva con il solo olandese della Belkin quando sulla Cipressa ha scatenato l’entusiasmo degli appassionati Vincenzo Nibali, con un attacco che meritava miglior fortuna e terminato sulla salita del Poggio, quando nessuno è stato in grado di far saltare il banco. Con il solo Tjanllingil primo inseguitore del siciliano quando il gruppo doveva ancora organizzare l’inseguimento.

Su un percorso tornato all’antico e un clima per uomini duri, i capi sono tornati a fare da spartiacque, chi oggi non ne aveva più già la “triade” Mele-Cervo-Berta è stata un ostacolo troppo duro per le proprie ambizioni. E la Cipressa e il Poggio, tolto la bellissima azione di Vincenzo Nibali, che non ha trovato alleati, non ha detto niente di nuovo, così  l’arrivo di un gruppetto  è stato l’esito scontato. Tra le note da registrare un Cancellara più attendista del solito che è salito per la quinta volta in carriera sul Podio della Sanremo. Un Cavendish che nonostante la cancellazione della Pompeiana non è riuscito a dare la zampata giusta, classificatosi quinto.  Un Battaglin che dopo aver provato lo scatto sul Poggio è caduto nell’ultima curva. Un Luca Paolini che ha portato alla vittoria dopo il Bettini del 2003 anche Kristoff, dimostrando per l’ennesima volta di essere un grande uomo squadra e capace di sacrificare le proprie ambizioni personale per il bene della squadra. Continua intanto il digiuno degli italiani che non la vincono più del 2006, successo di Pozzato, e che oggi possono vantare solo il sesto posto di Colbrelli, autore anche dell’ultimo attacco appena scesi dal Poggio e l’ottavo posto di Modolo.

Tutto sommato una bella Sanremo, che non è stata premiata dal meteo  e con un vincitore che, non me ne voglia il norvegese, non sdogana il ciclismo alle grandi masse.

Mario Prato

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