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Un’altra proposta choc arriva dall’organizzazione del Giro del Friuli, dopo che l’anno scorso avevano tentato di farsi sponsorizzare delle squadre partecipanti, proposta bloccata sul nascere da Ruggero Cazzaniga della Struttura Tecnica che minacciò addirittura di non approvare la gara.

Quest’anno l’organizzazione del Giro del Friuli ha chiesto aiuto ai tifosi, ha chiesto a loro di fare una donazione per salvare la loro corsa, leggiamo insieme il loro appello.

Appello del Giro del Friuli agli appassionati di ciclismo:”Fateci una donazione e aiutateci a non far morire la corsa”

Un’altra proposta choc arriva dall’organizzazione del Giro del Friuli, dopo che l’anno scorso avevano tentato di farsi sponsorizzare delle squadre partecipanti, proposta bloccata sul nascere da Ruggero Cazzaniga della Struttura Tecnica che minacciò addirittura di non approvare la gara.

Quest’anno l’organizzazione del Giro del Friuli ha chiesto aiuto ai tifosi, ha chiesto a loro di fare una donazione per salvare la loro corsa, leggiamo insieme il loro appello.

 

Il Giro della Regione Friuli Venezia Giulia, la più antica corsa a tappe per elite e under 23 d’Italia e l’unica rimasta in Italia dedicata a questa categoria, si distinguerà ancora una volta, con un’iniziativa inedita e originale: di fronte alla crisi, che colpisce ormai da troppo tempo il panorama ciclistico nazionale, di fronte alla carenza di sponsor e alla latitanza delle pubbliche amministrazioni, ha deciso di chiedere aiuto ai propri tifosi. Chiunque potrà dare il proprio contributo, piccolo o grande che sia, per salvare una delle corse più belle e più antiche del panorama ciclistico italiano: basterà cliccare sull’apposita icona “Sostieni il Giro, fai un Giroconto!” visibile sul sito ufficiale della corsa, www.girofriuliveneziagiulia.it, e inviare una donazione, decidendo se utilizzare un bonifico o il pagamento online. “Negli ultimi anni abbiamo dovuto affrontare l’inadeguato sostegno delle pubbliche amministrazioni, che non ha nno risposto positivamente di fronte al rischio della scomparsa del Giro regionale – spiega il patron della corsa, Giovanni Cappanera – così ci è venuta questa idea. Abbiamo deciso di chiedere ai tifosi, agli appassionati, a tutti coloro che aspettano il Giro a bordo strada, a tutte quelle persone che hanno a cuore questa manifestazione e che non vogliono vederla morire, di aiutarci a realizzare l’edizione 2014 della corsa”. Perché il Giro della Regione negli ultimi anni è progressivamente cresciuto in importanza e risonanza, attirando squadre di livello sempre più alto, team continental, rappresentative nazionali da tutto il mondo. Una manifestazione che porta nella nostra regione una carovana di centinaia di persone, che fa conoscere le bellezze locali in tutto il mondo (come dimostrano i dati raccolti dal sito ufficiale e dai canali youtube che trasmettono i video della corsa, visti in tutti i continenti, per non parlare dei siti web di tutto il mondo che parlano del Friuli Venezia Giulia prima, durante e dopo l’evento) e che mette sulla strada una manifestazione agonistica di elevatissimo valore internazionale. Per queste ragioni, certi di avere le capacità di organizzare anche quest’anno un evento di eccezionale livello, gli organizzatori dell’Asd Gs Giro della Regione Friuli Venezia Giulia sperano di toccare il cuore degli appassionati, che possono contribuire anche solo con qualche euro per salvare la corsa a tappe per elite e under23 più antica d’Italia. 

Nella lettera lamentano la latitanza delle amministrazioni pubbliche e la carenza di sponsor, ma si esaltano le grandi potenzialità della corsa. Delle due, l’una: o i politici e imprenditori non capiscono nulla o si cerca di approfittare della generosità degli appassionati.

Non ce ne vogliano gli organizzatori del Giro del Friuli, ma noi consigliamo a chi volesse fare una donazione a scegliere associazioni che combattono il cancro, la sclerosi multipla, la povertà o altri veri mali del nostro tempo.

La carenza di fondi non è purtroppo un’esclusiva del Giro del Friuli, negli anni tantissimi organizzatori non hanno saputo valorizzare il loro prodotto. Sia chiaro, chiedere soldi con la crisi di oggi non è cosa semplice, ma le aziende non hanno azzerato i loro investimenti pubblicitari, li hanno solamente razionalizzati.

Proprio in questo contesto diventa sempre più importante offrire un buon prodotto, ma non vediamo quasi nessuno che voglia tentare di far fare alla sua corsa il salto di qualità, di elevarla rispetto ai tanti eventi sportivi sfruttando quelle potenzialità del ciclismo che altri sport non potranno mai avere.

Alcuni dirigenti federali hanno detto a più riprese che il ciclismo non attrae gli sponsor, non ultima ad affermare questo è stata la funzionaria federale Barbara Giannelli che l’ha addirittura messa per iscritto sul profilo facebook della Ciclistica Servizi. Tutto questo però non è vero, perché tantissime aziende che hanno investito nel ciclismo hanno avuto dei benefici. Basta saper offrire all’investitore qualcosa di moderno e che tenga conto delle esigenze di marketing, staccandosi se necessario dalla vecchia concezione del ciclismo per potere attrarre nuove risorse.

Non è però un’operazione immediata, ci vanno anni e anni, per questo infatti sarebbe stato corretto iniziare 20 anni fa, quando ancora c’erano tanti soldi dalle amministrazioni e le aziende investivano tante risorse in sponsorizzazioni.

Tornando a parlare specificatamente del Giro del Friuli, rileviamo che anche l’anno scorso, nonostante fosse più che evidente la necessità di cambiare registro, tutto è rimasto uguale e addirittura quest’anno la realizzazione della corsa è affidata solo alla disponibilità degli appassionati di ciclismo.

Fino a che le società organizzatrici non avranno dei responsabili marketing con budget ed elevato potere decisionale e addetti stampa si non si limitino all’invio del comunicato, ma che costruiscano una politica di comunicazione seria, tutto sarà affidato al caso e …  al buon cuore dei benefattori. 

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