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Ce l’hanno presentata come una riforma epica che cambierà in meglio il ciclismo italiano. Oggi, ad un mese dall’effettiva entrata in vigore delle squadre Continental italiane è giunto il momento di tracciare un primo bilancio.

Sono sei le formazioni dilettantistiche che hanno optato per questa categoria e si tratta di Area Zero, Marchiol, MG K Vis, Nankang, Team Idea e Vega.

Tanti corridori scarsi nelle Continental italiane: il progetto è fallito ancora prima di iniziare

Ce l’hanno presentata come una riforma epica che cambierà in meglio il ciclismo italiano. Oggi, ad un mese dall’effettiva entrata in vigore delle squadre Continental italiane è giunto il momento di tracciare un primo bilancio.

Sono sei le formazioni dilettantistiche che hanno optato per questa categoria e si tratta di Area Zero, Marchiol, MG K Vis, Nankang, Team Idea e Vega.

 

Ricordiamo che, almeno nelle intenzioni dichiarate, le Continental sarebbero servite per dare modo ai migliori giovani italiani di fare attività internazionale e collezionare così esperienza utile. A dire il vero le prime norme sul punteggio erano mirate proprio a salvaguardare la qualità dei giovani corridori, poi, come spesso accade in Federazione, interpretazioni bizzarre hanno consentito a chiunque volesse allestire una Continental di farlo.

Per vedere se l’aspettativa è stata mantenuta è sufficiente prendere i migliori 50 Under 23 italiani del 2013 e capire quanti di loro militino in squadre Contiental.

6 CORRIDORI UNDER23 in WORLD TEAM: Davide Villella, Davide Formolo, Alberto Bettiol, Luca Wackermann, Niccolò Bonifazio, Valerio Conti,

4 CORRIDORI UNDER 23 in TEAM PROFESSIONAL: Andrea Zordan, Andrea Fedi, Andrea Manfredi, Gianni Bellini,

5 CORRIDORI UNDER 23 in CONTINENTAL ITALIANE: Luca Chirico, Liam Bertazzo (MG K Vis), Alfonso Fiorenza (Nankang), Francesco Sedaboni, Paolo Lunardon (Marchiol)

2 CORRIDORI UNDER 23 in CONTINENTAL STRANIERE: Michele Scartezzini (Astana), Riccardo Stacchiotti (Vini Fantini)

32 CORRIDORI UNDER 23 in SQUADRE DILETTANTISTICHE

1 CORRIDORE UNDER 23 RITIRATO

Non a caso, squadre di primo piano quale Zalf e Colpack hanno deciso di non fare questo passo, benchè avessero atleti tra i migliori d’Italia, mentre troviamo tra le Continental squadre che non hanno mai fatto la differenza tra i dilettanti come ad esempio la Vega.

Guardando gli organici delle Continental italiane crediamo che non ci vada un talent scout per comprendere che su 75 corridori nessuno diventerà mai un campione, una decina potranno diventare dei buoni corridori e tutti gli altri smetteranno presto di correre senza lasciare traccia nel mondo del ciclismo professionistico.

Se l’obiettivo della Federazione era quello di far fare attività internazionale ai giovani la strada intrapresa è sbagliata: oggi abbiamo squadre dilettantistiche (Cygling Team Friuli, Monviso – Venezia, Generali, ecc) che fanno attività all’estero e Continental che, escluso il Gp di Lugano, non varcano i confini nazionali.

Non solo, queste squadre Continental non creano posti di lavoro, i corridori non hanno un contratto professionistico e non hanno neppure la necessaria dignità, spesso non ricevono rimborsi spese e si pagano gli hotel.

L’unico obiettivo che la FCI sembra aver raggiunto è quello di garantire agli organizzatori italiani 6 squadre a costo zero, ovviamente svalutando il prodotto ciclismo a salvaguardia dell’orticello di pochi.

Insomma, più che una riforma epocale per il ciclismo, ci pare più simile alla corazzata potemkin: una ca**ta pazzesca.

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