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Dopo un periodo di “letargo” torna a tuonare il presidente del comitato regionale Piemonte, Rocco Marchgiano. A farlo arrabbiare  è stato il presidente del Comitato Provinciale di Cuneo che in occasione della presentazione di una squadra femminile si è spinto oltre il suo compito tacciando di maschilismo il presidente Marchegiano e affermando che lui vorrebbe che le donne stessero a casa a fare le faccende domestiche.

Un’accusa molto grave perché arriva in una giornata in cui il desiderio di festeggiare il ciclismo doveva rappresentare una priorità, perché arriva da un presidente provinciale i cui compiti sarebbero altri e soprattutto perché smentita dai fatti.

Il Presidente di Cuneo esce dal seminato e Marchegiano lo bacchetta

Dopo un periodo di “letargo” torna a tuonare il presidente del comitato regionale Piemonte, Rocco Marchgiano. A farlo arrabbiare  è stato il presidente del Comitato Provinciale di Cuneo che in occasione della presentazione di una squadra femminile si è spinto oltre il suo compito tacciando di maschilismo il presidente Marchegiano e affermando che lui vorrebbe che le donne stessero a casa a fare le faccende domestiche.

Un’accusa molto grave perché arriva in una giornata in cui il desiderio di festeggiare il ciclismo doveva rappresentare una priorità, perché arriva da un presidente provinciale i cui compiti sarebbero altri e soprattutto perché smentita dai fatti.

 

Leggiamo insieme la risposta di Marchegiano: 

In riferimento a quanto avvenuto durante la presentazione ufficiale delle squadre ciclistiche femminili

a Racconigi, sabato 9 marzo:

 1  “In Piemonte, Regione che presiedo ciclisticamente, esiste la massima considerazione della figura femminile, intesa sia come donna, sia come atleta. Donne sono parte integrante del Comitato Regionale nella gestione, con un massiccio e qualificato gruppo di giudici, direttori sportivi, commissari.“    (da www.ciclismo-online.it  16 Ottobre 2013)

2) Ciclismo femminile questo sconosciuto…

“Sono felice di parlarne! In Piemonte abbiamo tre formazioni Elite e altrettanti team giovanili con richieste di tesseramento in continuo aumento. I risultati ci sono, basti pensare ai titoli nazionali strada, pista, Ciclocross e Mountain Bike.” (intervista pubblica da www.federciclismopiemonte.it  6 Dicembre 2013)

 3) “Altro regolamento che andrà riscritto è quello relativo all’attività femminile: un settore in rapida e qualificata ascesa, ma vittima di improvvisazione, superficialità, e che, nonostante qualche nuova manifestazione a fine stagione, ha presentato, purtroppo, un bilancio organizzativo in netto passivo. Sarà convocato immediatamente un tavolo con le Società e le atlete per  ascoltare, discutere e  accogliere suggerimenti.” (programma elettorale FCI   gennaio 2014)

 Questi sono stralci ufficiali, pubblicati, dai quali si evince chiaramente quale sia la reale considerazione mia e del Comitato Regionale verso il movimento ciclistico femminile.

Non accetto che Dario Rinaudo, in veste ufficiale di Presidente Provinciale di Cuneo, possa, nella giornata dedicata alla donna, in un momento drammaticamente difficile e all’interno di una splendida cerimonia di presentazione di più squadre femminili, inquinare il clima di festa con un’esternazione inqualificabile riferibile al sottoscritto, quale Presidente e a tutto il  Comitato Regionale.

Il sig. Dario Rinaudo ha volutamente approfittato della mia assenza per rivolgermi un attacco subdolo e spregevole. Alla presenza della Prof.ssa Daniela Isetti, Vice Presidente Vicario della Federazione Nazionale e di altre Personalità presenti a vario titolo, nonché di atlete, anche minori, e loro familiari,  ha espresso commenti destabilizzanti sul mio pensiero rispetto al ciclismo femminile.

Nessun appartenente al Comitato Regionale Piemonte ha volutamente ribattuto in quella sede per non rovinare con piccate repliche il bellissimo momento che le atlete, i loro Dirigenti, i tecnici, i familiari e gli appassionati  avevano il sacrosanto diritto di godersi.

Al Presidente sig. Carrera Giacomino, al Consigliere sig. Vassallo Claudio e all’intero Direttivo della Racconigi Cycling Team,  vanno le mie personalissime scuse per lo spiacevole episodio.

 Rocco Marchegiano                                                                    

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