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Le “Strade Bianche” hanno rappresentato l’esordio stagionale in diretta per l’equipe di Rai Sport. Per la prima volta Massimiliano Lelli era in sella alla moto e Silvio Martinello al fianco di Francesco Pancani al posto di Davide Cassani.

La gara è stata molto bella e spettacolare grazie ad un percorso degno di ospitare il grande ciclismo e i campioni non si sono tirati indietro. Anche leggendo i commenti sui vari social network chi non ha brillato è stata, ancora una volta, la RAI. Pancani e Martinello più soporiferi del solito, mai capaci di dare un’emozione, anche quando la gara entusiasma ci pensano loro a sopire la passione del telespettatore.

Dagli appassionati critiche alla RAI: commento soporifero, Lelli rimandato e poca interattività

Le “Strade Bianche” hanno rappresentato l’esordio stagionale in diretta per l’equipe di Rai Sport. Per la prima volta Massimiliano Lelli era in sella alla moto e Silvio Martinello al fianco di Francesco Pancani al posto di Davide Cassani.

La gara è stata molto bella e spettacolare grazie ad un percorso degno di ospitare il grande ciclismo e i campioni non si sono tirati indietro. Anche leggendo i commenti sui vari social network chi non ha brillato è stata, ancora una volta, la RAI. Pancani e Martinello più soporiferi del solito, mai capaci di dare un’emozione, anche quando la gara entusiasma ci pensano loro a sopire la passione del telespettatore.

 « Ma se ci annoiamo noi appassionati chissà chi si sintonizza casualmente !» « Cipollini che ha offerto la borraccia al primo e manco se ne sono accorti!» sono solo alcuni dei commenti che si sono letti su facebook.

Massimiliano Lelli è rimandato perché un appello non lo si nega a nessuno, ma deve obbligatoriamente cambiare registro. Non serve a nulla descrivere ciò che si vede in TV, il commentatore tecnico in moto deve saper leggere la corsa e sfruttare la sua visuale “privilegiata”. Pessima la regia di Antonella Rossi, oltre a numerosi stacchi sbagliati (inquadrava il backdrop interviste deserto con la gara in corso), non è mai riuscita a fare comprendere la corsa.

Tornando sulla coppia in cabina di commento ci sarebbe piaciuto, e ci piacerebbe in vista del Giro d’Italia, una maggior interattività. Tutti gli appassionati di ciclismo commentavano la corsa in diretta su Facebook e Twitter e la RAI non ha saputo sfruttare questo aspetto. Oggi non è più come qualche anno fa che chi è in TV parla e chi è a casa ascolta, oggi l’interattività è tutto. Per interagire con gli spettatori è sufficiente un PC collegato a internet e passare così da due a duemila opinionisti.

Non solo, non è stato mostrato il podio e dopo l’arrivo del quinto classificato (a 40’’) è terminata la trasmissione.

La stagione è appena iniziata, crediamo nelle capacità di Alessandro Fabretti, ma è indispensabile che ci sia quella voglia di innovare e soprattutto che ci sia la voglia di ascoltare i consigli dei telespettatori perché, ricordiamolo, sono loro il vero motore di ogni trasmissione.  

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