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Sabato per la prima volta abbiamo potuto seguire una classica del nord in diretta su Bike Channel, canale tematico della piattaforma Sky che da un anno si rivolge 24 ore al giorno agli appassionati di ciclismo. L’emittente satellitare si è accaparrata i diritti per Het Nieuwsblad, Gand-Wevelgen, Freccia del Brabante, Giro di Romandia e Giro di Svizzera.

Il grande ciclismo non è più dunque più solo un’esclusiva Rai o Eurosport. Nuovi soggetti credono nel prodotto ciclismo e in quella direzione investono.

Savoldelli l’arma in più di Bike Channel. La RAI resta a guardare e il canale tematico acquisisce 4 gare in esclusiva

Sabato per la prima volta abbiamo potuto seguire una classica del nord in diretta su Bike Channel, canale tematico della piattaforma Sky che da un anno si rivolge 24 ore al giorno agli appassionati di ciclismo. L’emittente satellitare si è accaparrata i diritti per Het Nieuwsblad, Gand-Wevelgen, Freccia del Brabante, Giro di Romandia e Giro di Svizzera.

Il grande ciclismo non è più dunque più solo un’esclusiva Rai o Eurosport. Nuovi soggetti credono nel prodotto ciclismo e in quella direzione investono.

Dalla RAI ci è sempre stato detto che le sopraccitate corse erano off limits per via delle eccessive richieste di chi ne commercializza i diritti. Com’è possibile che ciò che per un’azienda come RAI è  caro non lo sia per un’emittente nata solo un anno fa ? Misteri di Viale Mazzini che predilige produrre in proprio il Gp Donoratico (spesa di circa 20.000), con un cast poco più che dilettantistico, anziché tentare di acquistare corse di primo piano con partenti degni del World Tour.

Al microfono, su Bike Channel, il falco Paolo Savoldelli che, nonostante l’anno di lontananza dal commento non ha perso lo smalto che lo caratterizzava quando era in RAI e che gli ha consentito di essere subito apprezzato dal grande pubblico. Al suo fianco un altro ex RAI quale GianLuca Giardini che non ci ha entusiasmati, anche perché in RAI non commentava le gare Live, ma si occupava di approfondimenti sui dilettanti, settore in cui è estremamente competente.

Con un pizzico in più di interattività, qualche collegamento telefonico con tecnici, corridori, giornalisti e opinionisti crediamo che la trasmissione di Bike Channel possa tentare veramente di cambiare il modo di mostrare il ciclismo in Tv, passando dalla vecchia RAI ad un mezzo molto più giovane e dinamico.

Delle due l’una: o la RAI, in quanto servizio pubblico, decide di produrre tutto il ciclismo italiano, senza entrare nel merito del cast di partenti e soprattutto senza gravare sull’organizzatore, oppure faccia la scelta opposta di investire le proprie risorse solo nelle corse di primo piano indipendentemente dalla nazione in cui si corrono.

Il ciclismo è profondamente cambiato e cambierà ancora molto: lo hanno capito gli appassionati, le emittenti private, e ci spiace che chi per tre mesi ha ricordato l’importanza di pagare il canone non l’abbia ancora capito.

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