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Una volata, non volata, a due,con qualche polemica è stata la conclusione di una edizione del Trofeo Laigueglia bersagliata dalle difficoltà: problemi organizzativi, strade chiuse per frane, cambiamenti di percorso e anche previsioni meteo che per oggi indicavano maltempo più o meno diffuso.

La lista dei partenti  non era neanche paragonabile a quella di qualche anno fa, ma il ciclismo di oggi deve guardare avanti e non fossilizzarsi a guardare sempre indietro, anche perché se ci si volta troppo e in maniera inopportuna in bicicletta si cade… comunque tre squadre WorldTour c’erano: le due italiane e la francese AG2r La Mondiale, con l’obbligo morale, anche se non scritto di dover fare la corsa.

Serpa vince il Trofeo Laigueglia, ex grande corsa oggi nobile decaduta

Una volata, non volata, a due,con qualche polemica è stata la conclusione di una edizione del Trofeo Laigueglia bersagliata dalle difficoltà: problemi organizzativi, strade chiuse per frane, cambiamenti di percorso e anche previsioni meteo che per oggi indicavano maltempo più o meno diffuso.

La lista dei partenti  non era neanche paragonabile a quella di qualche anno fa, ma il ciclismo di oggi deve guardare avanti e non fossilizzarsi a guardare sempre indietro, anche perché se ci si volta troppo e in maniera inopportuna in bicicletta si cade… comunque tre squadre WorldTour c’erano: le due italiane e la francese AG2r La Mondiale, con l’obbligo morale, anche se non scritto di dover fare la corsa.

 

Il percorso modificato per problemi di viabilità ha reso la corsa comunque interessante anche se difficile da interpretare. La fuga di giornata, scappata salendo verso Balestrino: Chalapud (Colombia) e Petilli (Area Zero Pro Team), ai quali subito dopo si sono aggiunti, prima Songezo Jim (Mtn-Qhubeka) e successivamente  Christophe Laborie (Bretagne – Seche Environment) è rimasta al vento per più di 100km e ha raggiunto un vantaggio massimo di 7’, permettendo al francese, transitato per primo  di fare sua la sui GpM di Cima Paravenna e del Testico di fare sua la classifica riservata ai Gran Premi della Montagna.

Ai meno 48km però il gruppo, anche se ridotto mette fine alla fuga dei fuggitivi che nel frattempo avevano perso Songezo nell’ascesa al Testico. La tregua però dura poco, la seconda ascesa al Paravenna ispira il tedesco Sinkewitz (Meridiana Kamen) che tira la stoccata trascinandosi dietro Serpa (Lampre Merida) e Rabottini (Neri Sottoli – Yelow Fluo). Il tedesco è scatenato e si tira letteralmente dietro il colombiano. Rabottini  nel frattempo era stato riassorbito dal gruppo. La presenza di un Lampre nella fuga crea un po’ di scompiglio, favorito dalle energie oramai ridotte drasticamente, davanti lui non tira, costringendo il tedesco a un surpus di lavoro che pagherà poi nel rettifilo finale, dietro, il classico tira tu, tiro io, fa salire il distacco rendendolo così incolmabile. Per i due fuggitivi non è rimasto quindi, una volta tornati sull’Aurelia continuare la loro azione in attesa di giocarsela una volta giunti a Laigueglia. La volata non ha storia con il colombiano in maglia Lampre-Merida che salta letteralmente l’autore della “fuga buona”, scatenando in lui un gesto di stizza, che non deve però offuscarne la vittoria ottenuta magari in modo scaltro ma regolarmente.

Il gruppo inseguitore presentatosi sul traguardo con un ritardo di 13” e regolato da Andrea Pasqualon (Team Area Zero), classificatosi così 3°, davanti a Sonny Colbrelli (Bardiani Csf), Diego Ulissi (Lampre-Merida), Davide Villella (Cannondale), Matteo Montaguti (Ag2r La Mondiale), Marco Marcato (Cannondale) e gli altri componenti il gruppetto inseguitore.

Per un ciclismo che deve guardare avanti, a fare da contraltare al vincitore, classe ‘79, e al secondo, classe ’80, abbiamo nei primi trenta, tre classe ’92: Vilella (Cannondale), il cannibale dell’edizione 2013 del Prestigio BiciSport, arrivato 6°, Luca Wackerman (Lampre-Merida), 19° e Davide Formolo (Cannondale) 28°.

E anche l’edizione numero 51 di questo storica corsa di inizio stagione và in archivio, un plauso agli organizzatori che nonostante tutto l’hanno portata in porto. E poco importa se l’elenco iscritti portava tre WorldTour, 6 Professional e una miriade di Continental necessarie per portare a un decente numero di partenti. Oggi non ha solo vinto Serpa, ha vinto il Comune di Laigueglia e l’accoppiata organizzativa Amici/Oldani che con le loro GS Emilia e SC Alfredo Biinda hanno portato in riviera il loro Know How, e ora da appassionati speriamo che si incominci a lavorare per l’edizione numero 52 per riportarla ai fasti del passato.

Mario Prato

 

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