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Venerdì era la giornata dedicata al ricordo di marco Pantani e anche dal punto di vista televisivo Rai e Mediaset hanno dedicato spazio all’indimenticato Pirata prematuramente scomparso 10 anni fa.

La scelta della tue testate è stata diametralmente opposta: su Rai Sport2 l’ennesimo ricordo sportivo,  Italia1 ha invece approfondito il mistero della morte e del caso di Madonna di Campiglio.

Pantani: auditel e critica promuovono lo speciale Mediaset, dalla RAI la solita retorica politically correct

Venerdì era la giornata dedicata al ricordo di marco Pantani e anche dal punto di vista televisivo Rai e Mediaset hanno dedicato spazio all’indimenticato Pirata prematuramente scomparso 10 anni fa.

La scelta della tue testate è stata diametralmente opposta: su Rai Sport2 l’ennesimo ricordo sportivo,  Italia1 ha invece approfondito il mistero della morte e del caso di Madonna di Campiglio.

 

Nel pomeriggio RaiSport ha proposto una bellissima maratona attraverso le imprese di Pantani con la replica del programma di circa un anno fa sul ricordo di Pantani al Tour: bellissimo.

Ammettiamo però che dallo speciale in prima serata ci aspettavamo di più, RaiSport ha invece deciso di non osare. Quando mamma Tonina ha sbottato ricordando Madonna di Campiglio accusando i presenti in studio (ndr Martinelli) di non avere fatto nulla per l’accertamento della verità nessuno ha detto nulla.  Qui la scelta della Rai è stata chiara: zittire con eleganza mamma Tonina. Sarebbe bastato che il regista, quando mamma Tonina accusava Martinelli, avesse staccato sul volto del diesse dividendo lo schermo in due dando così il là ad un interessante confronto tra i due, invece nulla. Tonina ha esternato la sua tesi ed è poi toccato a Bulbarelli fare un sermone mirato a smorzare ciò che aveva detto la donna. Alessandra De Stefano ha brontolato perché le è stata stravolta la scaletta, ma dopo qualche minuto è stata concessa la replica a Martinelli (allora avevano capito che ce l’aveva con lui …) purtroppo Tonina non è più in collegamento e il diesse ha solo potuto dire frasi che avrebbe fatto meglio a risparmiarsi:« Se c’erano quattro provette e avevano già controllato tre corridori è ovvio che Marco non abbia potuto scegliere». Peccato che di provette ce ne sarebbero dovute essere di più e non solo quattro in modo da rispettare il regolamento dando a tutti la scelta. La trasmissione è proseguita stancamente con la stucchevole retorica di Pier Bergonzi e Beppe Conti, è toccato a Bulbarelli fare il fuoriclasse dicendo cose da lui non t’aspetti. Questo è tutto dire. Pensare che Alessandra De Stefano sa bene quali sono i punti oscuri della vicenda Pantani, tant’è che il suo compagno Philipe Brunel ha scritto un bellissimo libro in cui ha raccolto tutta una serie di elementi poco chiari e non si è solo trattato di un “vizio di forma” come ha voluto etichettarlo lei.

Un’ora più tardi su Italia Uno è andato in onda uno speciale curato da Davide De Zan e condotto dal direttore Claudio Brachino. Si è parlato poco del Pantani campione, ma di quello sappiamo già tutto o quasi. Il programma ha voluto provare a fare luce sulla morte di Pantani, che secondo la famiglia è stato ucciso, e su Madonna di Campiglio. In studio erano presenti l’avvocato della famiglia Pantani e un giornalista romagnolo che sosteneva una tesi opposta a quella del legale. In collegamento da Cesenatico c’era Tonina. La trasmissione ha avuto un ritmo incalzante, forse troppo. Nella prima parte si sono evidenziate alcuni difetti nelle indagini, come ad esempio la mancata rilevazione delle impronte digitali, nella seconda invece si è tentato di spiegare cosa sia accaduto a Madonna di Campiglio. De Zan non si è limitato a dare voce ai sentiti dire, come hanno fatto i colleghi RAI, De Zan ha fatto una vera e propria inchiesta giornalistica dimostrando concretamente, con l’aiuto di uno stimato ematologo, come fosse semplice alterare il risultato.

I due prodotti non sono confrontabili: la RAI ha fatto la solita retorica, Mediaset è andata alla ricerca di qualcosa in più. Non ci è chiaro se questo differente approccio sia da ricondurre ad una differente linea aziendale, più rassicurante la RAI, molto più d’assalto il biscione, oppure se dipenda dal fatto che i primi trasmettono ancora oggi il ciclismo e devono così convivere con i poteri forti che potrebbero aver voluto Pantani fuori dal Giro 99, mentre i secondi non sono più interessati al ciclismo e così sono più liberi di indagare e cercare un’altra verità rispetto a quella ufficiale.

In termini di share il prodotto di Italia Uno è andato nettamente meglio totalizzando quasi il triplo di quello di Rai Sport 2.  Insomma, questa volta il vero servizio pubblico lo ha fatto l’emittente del biscione.  

 

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