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Finalmente, forse per la prima volta, ieri sera qualcuno ha spiegato in maniera concreta come sarebbe stata possibile un’alterazione dell’esame ematico effettuato a Madonna di Campiglio. Lo speciale griffato Mediaset su Marco Pantani ha mostrato il documento originale di quel controllo, documento in cui si dimostra che Pantani quella mattina, oltre ad avere l’ematocrito alto aveva le piastrine molto basse, quasi la metà di ciò che avevano i suoi colleghi controllati quel giorno e che lui stesso aveva avuto nei 10 controlli precedenti

Scoop di Davide De Zan: Pantani aveva ematocrito alto e piastrine basse. Controllo manipolato attraverso l’aferesi ?

Finalmente, forse per la prima volta, ieri sera qualcuno ha spiegato in maniera concreta come sarebbe stata possibile un’alterazione dell’esame ematico effettuato a Madonna di Campiglio. Lo speciale griffato Mediaset su Marco Pantani ha mostrato il documento originale di quel controllo, documento in cui si dimostra che Pantani quella mattina, oltre ad avere l’ematocrito alto aveva le piastrine molto basse, quasi la metà di ciò che avevano i suoi colleghi controllati quel giorno e che lui stesso aveva avuto nei 10 controlli precedenti

. La spiegazione di questa anomalia potrebbe essere ricercata in possibili alterazioni del campione. Un noto ematologo ha infatti spiegato come, con un processo di Aferesi, si possa facilmente separare la parte solida del sangue da quella liquida. Volgarmente potremmo dire che nella parte bassa della provetta si deposita la parte densa del sangue, colore rosso scuro, mentre nella parte più alta un liquido giallognolo. L’ematologo ha dimostrato come sia possibile andare con una siringa a togliere un po’ di “liquido” per andare ad alterare il risultato dell’ematocrito che, riguardando la parte solida del sangue non viene toccato. Sempre secondo il professore intervistato, se così fosse avvenuto, si potrebbe spiegare lo sbalzo di piastrine che sono invece contenute nella parte liquida. Specifichiamo che all’esame effettuato a Imola poche ore dopo, il valore delle piastrine tornò nella norma.

Su quel campione non sono mai state effettuate le controanalisi, è infatti stato controllato più volte lo stesso campione. Vien da sé che se è stato alterato, anche il risultato dei successivi controlli non poteva che confermare il primo verdetto. Le successive indagini compiute dal PM di Trento non hanno mirato ad accertare eventuali alterazioni volontarie, ma solamente ad accertare che quel sangue fosse di Marco Pantani, ipotesi poi confermata dal DNA.

Aggiungiamo a tutto questo le numerose cose poco chiare avvenute in quel controllo: Antonio Coccioni (Ispettore UCI) non era presente nella stanza durante il controllo, fu Eugenio Sala medico di Como a scegliere la provetta e non Pantani come previsto dal regolamento e tante discordanze tra le testimonianze dei vari protagonisti della vicenda.

Al Processo alla Tappa, 15 giorni prima di essere poi fermato Pantani aveva detto:« Perché il sangue non viene analizzato alla presenza del corridore ? E’ un esame semplice che richiede pochi minuti, mi sembrerebbe corretto farlo in maniera trasparente». Parole profetiche che nascondono una certa diffidenza di Pantani e non solo in quei controlli in grado di alterare il risultato sportivo molto più di quel che poteva fare il doping.

Perché nessuno ha mai mostrato questi dati ? Perché mai nessuno ha considerato l’ipotesi dell’Aferesi ? Perché Martinelli ancora ieri ha dichiarato che non c’era nulla di irregolare nel fatto che Pantani non abbia potuto scegliere la provetta quando i regolamenti dicono l’esatto contrario ?

Domande che resteranno probabilmente senza una risposta, ma che forse fanno capire molto di più di ciò che si dice.

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