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Il bresciano, alla prima stagione della formazione di Luca Scinto, ha sbaragliato la concorrenza, resistendo nel finale al ritorno del gruppo, dopo aver dato spettacolo lungo la salita di Torre Segalari, interpretata sempre all'attacco e alla ricerca del successo. Ventisette anni appena compiuti, Ponzi si è presentato sul rettilineo d'arrivo con qualche metro di vantaggio sul gruppo dei migliori, regolato nella volata a ranghi ristretti dal compagno di squadra Mauro Finetto, secondo di un soffio davanti ad Andrea Pasqualon (D’Amico Area Zero Pro Team), giunto terzo.

E’ di Ponzi il primo acuto: il bresciano fa suo il Gp di Donoratico

Il bresciano, alla prima stagione della formazione di Luca Scinto, ha sbaragliato la concorrenza, resistendo nel finale al ritorno del gruppo, dopo aver dato spettacolo lungo la salita di Torre Segalari, interpretata sempre all’attacco e alla ricerca del successo. Ventisette anni appena compiuti, Ponzi si è presentato sul rettilineo d’arrivo con qualche metro di vantaggio sul gruppo dei migliori, regolato nella volata a ranghi ristretti dal compagno di squadra Mauro Finetto, secondo di un soffio davanti ad Andrea Pasqualon (D’Amico Area Zero Pro Team), giunto terzo.

 

LA GARA – La corsa si accende dopo soli 26 chilometri, quando Eduard Grosu (Vini Fantini Nippo) accelera per il primo traguardo volante di giornata, seguito pochi metri dopo da Francesco Lamon (Nazionale Italiana U23), Ondrej Vendolsky (Team Dukla Praga), Botond Hollo (Utensilnord), Matteo Spreafico (Team Idea), Felix Grosschartner (Team Gourmetfein Simplon Wels), Fabio Chinello (Area Zero Pro Team) e Marco Tecchio (Area Zero Pro Team). Gli otto al comando pedalano di comune accordo, arrivando a guadagnare un vantaggio massimo di 9’10” al primo passaggio nella zona traguardo di Donoratico, posta al chilometro 60. Come spesso accade in queste situazioni, la reazione del gruppo non tarda ad arrivare e con il passare dei minuti il distacco dei fuggitivi si assottiglia, fino ad azzerarsi in prossimità dei 22 chilometri all’arrivo. A dare battaglia in testa al gruppo, in questi frangenti, sono Formolo, Finetto, Rabottini e Sinkewitz. E sono proprio Formolo e Rabottini a cogliere l’occasione dell’ultima salita di Torre Segalari per imprimere una ulteriore accelerazione al drappello dei 52 rimasti al comando della gara, anche se la loro azione non riesce a prendere il largo. La picchiata verso il rettilineo conclusivo di Donoratico regala ulteriori emozioni, con qualche allungo da parte dei soliti Formolo, Finetto, Ponzi, Rabottini e Sinkewitz, fino all’epilogo noto.

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