Dopo le durissime parole di condanna delle molestie sulle donne e di chi le tollera del presidente Renato Di Rocco, anche il presidente del comitato piemontese, Rocco Marchegiano, ha risposto al nostro appello condannando senza mezzi termini le molestie sulle donne in particolare se perpetrate in ambito sportivo:« Concordo con tutto quello che in questo momento si sta facendo sia a livello giuridico, sia come sentimento morale per combattere questa grave piaga che ci riporta tutti indietro, al mondo animale. In Piemonte, Regione che presiedo ciclisticamente, esiste la massima considerazione della figura femminile, intesa sia come donna, sia come atleta.

Donne sono parte integrante del Comitato Regionale nella gestione, con un massiccio e qualificato gruppo di giudici, direttori sportivi, commissari. Sono certo che in Piemonte episodi gravi,  come quello riportato da “ciclismo-online”, non accadano e non possano accadere. Il perché? È semplice, tutto avviene in base a due prerogative: la professionalità e la preparazione. Dove questi fattori vengono meno, c’è spazio per prevaricazione, raccomandazioni e/o … ricatti che,  ribadisco, sarei il primo a  condannare e a stroncare senza nessuna remora, anzi…»

Il pensiero di Rocco Marchegiano è chiaro: laddove l’impreparazione e la scarsa professionalità la fanno da padrona è più probabile che avvengano episodi del genere. Noi non siamo totalmente d’accordo su questo aspetto, poiché episodi del genere possono avvenire anche nelle migliori famiglie, su di una cosa però ne siamo certi: fosse avvenuto in Piemonte, Marchegiano avrebbe preso in mano la situazione da subito, intervenendo duramente ed evitando che il comportamento di un soggetto, sia esso colpevole o innocente, creasse imbarazzo all’intero movimento ciclistico.