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In passato abbiamo già affrontato il tema degli sprechi RAI, riferito in particolare alla numerosissima squadra portata al Giro d’Italia, ma crediamo che la storia che racconteremo oggi non abbia veramente paragoni.

I visitatori più attenti si saranno accorti che il livello delle immagini mostrate dalla RAI nell’ultimo Giro di Lombardia non è certamente ai livelli di quelle a cui siamo stati abituati. La colpa non è né degli operatori né dei motociclisti, la professionalità infatti non la si perde in una settimana, la colpa è da ricondurre ai mezzi utilizzati dall’emittente di Stato per il Lombardia, mezzi noleggiati dallo stesso service che ha curato le riprese in movimento del Mondiale.

Mezzi RAI acquistati a maggio e ancora fermi in deposito: la storia dell’ennesimo spreco all’italiana

In passato abbiamo già affrontato il tema degli sprechi RAI, riferito in particolare alla numerosissima squadra portata al Giro d’Italia, ma crediamo che la storia che racconteremo oggi non abbia veramente paragoni.

I visitatori più attenti si saranno accorti che il livello delle immagini mostrate dalla RAI nell’ultimo Giro di Lombardia non è certamente ai livelli di quelle a cui siamo stati abituati. La colpa non è né degli operatori né dei motociclisti, la professionalità infatti non la si perde in una settimana, la colpa è da ricondurre ai mezzi utilizzati dall’emittente di Stato per il Lombardia, mezzi noleggiati dallo stesso service che ha curato le riprese in movimento del Mondiale.

 Andiamo con ordine: la RAI, dovendo produrre le gare di RCS in HD, lo scorso mese di maggio ha effettuato un investimento di circa due milioni di euro, acquistando attrezzature di prim’ordine in grado di  trasmettere immagini in movimento in alta definizione.

Sia al Giro, sia al Lombardia i mezzi RAI nuovi ed efficienti sono rimasti parcheggiati in magazzino e l’azienda ha noleggiato motociclette datate e, almeno sentendo chi le ha provate, scarsamente sicure e una strumentazione non particolarmente efficiente. Gli sganci di segnale che si sono visti, anche al Lombardia, la dicono lunga.

Al Giro d’Italia, la RAI ha noleggiato le apparecchiature di Alfacam (gruppo belga di produzione TV), poiché l’apparecchiatura da montare sull’elicottero, il ricevente dei segnali delle moto, necessita di una omologazione per la quale è necessario attendere i tempi tecnici, quantificabili in un paio di mesi. Per delle apparecchiatura acquistate a maggio, dunque, l’omologazione sarebbe dovuta arrivare nel mese di luglio. Omologazione che però non è arrivata, probabilmente per un ritardo nella procedura, e così per il Lombardia, il 6 ottobre, la RAI è stata costretta a noleggiare esternamente apparecchiature di cui dispone, ma che sono ferme in un magazzino.

Non spetta a noi giudicare se questo ritardo sia frutto di inefficienza o di malafede, magari con l’interesse di qualcuno a dare in appalto a terzi il servizio, fatto sta che ci sembra illogico che attrezzature nuove, costate milioni di euro, restino ferme e che la RAI paghi il noleggio dei mezzi di gran lunga inferiori a quelli acquistati, costringendo così il personale a non esprimere le loro capacità.

Pare che l’azienda abbia garantito che per il prossimo Giro d’Italia 2014  l’apparecchiatura sarà omologata e quindi utilizzabile. Noi terremo alta l’attenzione sul problema, anche e soprattutto nell’interesse dei soldi pubblici che sempre, ma soprattutto in un periodo come questo, vanno spesi in modo molto più oculato di quanto sembrano aver fatto in questo caso i dirigenti RAI. 

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