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La Milano-Torino vinta da Ulissi è servita anche per scambiare quattro chiacchiere con il regista del ciclismo RAI, Nazareno Balani. In particolare, abbiamo voluto capire da un addetto ai lavori cosa non ha funzionato nella produzione televisiva da molti criticata, produzione che ricordiamo non essere stata curata dalla RAI.

Mondiali in TV, Balani:”Nel ciclismo non ci si improvvisa, specialmente senza uomini e mezzi all’altezza”

La Milano-Torino vinta da Ulissi è servita anche per scambiare quattro chiacchiere con il regista del ciclismo RAI, Nazareno Balani. In particolare, abbiamo voluto capire da un addetto ai lavori cosa non ha funzionato nella produzione televisiva da molti criticata, produzione che ricordiamo non essere stata curata dalla RAI.

 

Signor Balani, come sono andati dal punto di vista televisivo i mondiali di Firenze 2013 ?

Diciamo che diplomaticamente posso dire che non mi pare siano andati bene

Secondo lei quali sono le cause di quello che tutti hanno etichettato come un flop ?

Sono tanti anni che curo la regia di eventi sportivi e posso dire che ci sono due sport in cui non si improvvisa niente: sono l’atletica e il ciclismo. In tutti gli altri, pur senza grosse competenze, si può dare un prodotto di buona qualità, ma non in questi due. L’atletica è difficile perché hai più discipline in contemporanea, mentre il ciclismo è complesso perché fonde tecnica e produzione. Dico questo per esperienza, consapevole che anche noi qualche volta abbiamo fatto errori.

Quindi chi ha curato le riprese del Mondiale non era preparato per farlo ?

Diciamo che riprendere il ciclismo non è come riprendere il calcio. Nel calcio una volta piazzate le telecamere non resta altro che mandare in onda il prodotto, nel ciclismo ci sono molti più problemi. Posso dire senza tema di smentita che quella dei mondiali è stata una scommessa persa.

I continui sganci di segnale secondo lei da cosa dipendevano ?

E’ difficile fare una diretta senza aereo, l’aereo riesce infatti in qualsiasi condizione a trasmettere almeno 2 o 3 segnali, gli elicotteri hanno molte più difficoltà. Poi ipotizzo che ci possano essere stati anche problemi di puntamento, non so se avessero il puntamento automatico o quello manuale, ma a giudicare dai continui sganci mi pare che qualcosa non abbia funzionato come doveva.

Delle riprese in moto cosa può dirci ?

Quando ho saputo che non avremmo prodotto noi l’evento, pensavo si rivolgessero ai francesi, agli spagnoli o ai belgi, escludevo categoricamente che potessero affidarsi ad un service locale, come poi invece è avvenuto. Purtroppo, come dicevo, nel ciclismo non si inventa nulla e anch’io nei primi due anni che facevo il ciclismo ho fatto delle vere e proprie porcherie che oggi con l’esperienza non rifarei più.  

A cosa si riferisce nello specifico ?

Aldilà della qualità delle riprese, non abbiamo mai visto un primo piano dei corridori. Penso a quanto sarebbe stato bello, soprattutto nel finale, guardare in faccia tutti i protagonisti e avere così una cartina tornasole visiva delle condizioni dei favoriti. Questo è un suggerimento che mi ha dato Martinello e che io nel tempo ho saputo fare mio.

E’ tanto differente la produzione di un mondiale in diretta da una gara di Under 23 in differita ?

Diversissima, oltre che per i problemi di cui parlavamo prima riferiti ai segnali anche per lo sforzo richiesto agli operatori. I due prodotti non sono in nessun modo paragonabili.

Qualcuno ci ha anche parlato di scarsa coesione tra i componenti della squadra, lei cosa ne pensa?

Assolutamente, io ho iniziato a fare ciclismo quando il Giro d’Italia era diretto da Castellano e fu lui a consigliarci di creare una squadra RAI per il ciclismo. Così abbiamo  fatto e i risultati sono sempre stati ottimi. Regista, operatori, motociclisti e piloti siamo sempre gli stessi e tra noi c’è un grande affiatamento e basta che il telecronista menzioni Nibali che io dopo un secondo ho Nibali inquadrato dall’elicottero.

Cosa ne pensa del regista dei Mondiali ?

E’ sempre brutto parlare di un collega. Io che avevo i tre segnali, elicottero, moto1 e moto 2, posso dire che spesso ha fatto delle scelte obbligate perché ciò che proveniva dalle moto non era un segnale che si poteva mandare in onda. Posso quindi affermare che ha fatto tutto ciò che era possibile con questo tipo di prodotto.  

Voi come RAI avevate una personalizzata, non era possibile fare una vostra regia dell’evento parallela a quella internazionale ?

Si, certo e in certi casi l’abbiamo fatto. Purtroppo però quando non si controllano le immagini il rischio di fare una personalizzata è molto alto. Io potevo staccare sulla moto, mentre sul segnale internazionale c’era in onda l’elicottero, ma se poi l’operatore della moto quando non era in onda non mandava inquadrature buone io dovevo comunque fare un passo indietro e tornare sul segnale internazionale. La vera e propria personalizzazione l’abbiamo fatta con la grafica che credo sia stata molto utile per capire cos’accadeva in corsa.

Più in generale come vede il ciclismo in televisione ?

Spesso mi accusano di avere poca fantasia, tengo però a sottolineare che negli ultimi anni siamo passati dal trasmettere gli ultimi 60 chilometri a farne vedere 120. In corsa, nonostante la crisi, abbiamo due elicotteri ripresa che all’azienda per le tre settimane di Giro d’Italia costano circa un milione di euro, siamo passati da tre a cinque moto, insomma abbiamo fatto grandi passi avanti. Poi si può sempre fare di più, ma dovendo fare i conti con la crisi economica posso dire che la nostra azienda sta facendo il massimo.

Cosa intende esattamente per “fare di più” ?

Penso ai grandi passi avanti che ha fatto la Formula Uno che però si sviluppa su di un circuito di 4 chilometri con le antenne messe al centro si copre praticamente tutto senza problemi, il ciclismo si sviluppa su centinaia di chilometri spesso in linea e magari in mezzo alle montagne. Se proprio dovessi chiedere qualcosa in più mi piacerebbe avere una ultramotion all’arrivo, ma capisco l’azienda che guarda il bilancio.

Tutto sommato è quindi  contento del lavoro della sua squadra ?

Contentissimo, ho una squadra eccezionale e ritengo che l’unità di misura sia la produzione del Giro d’Italia di quest’anno. In due tappe abbiamo fatto veramente in miracoli perché qualsiasi altro non sarebbe stato in grado di trasmetterle in diretta.

Come mai non vengono messe le telecamere sulle ammiraglie ? E’ una questione di privacy ?

L’anno scorso RCS ce lo ha proposto e devo dire che l’idea è subito piaciuta molto al nostro responsabile Auro Bulbarelli, il problema però è che l’HD richiede molto più spazio rispetto al segnale normale  così con i cinque segnali che ci arrivano attualmente siamo saturi. Per farlo servirebbe un altro elicottero ponte, ma quando abbiamo presentato il costo a RCS loro hanno rinunciato all’idea.

Qualcuno, anche dopo i Mondiali, vi accusa di non aver trasmesso la tappa con arrivo a Bardonecchia, cosa risponde a riguardo ?

Per noi la priorità è la sicurezza, quando sull’aereo si accende la spia che segnala ghiaccio sulle ali non è possibile rimanere in volo. Così è accaduto e non me la sono sentita di fare rischiare la vita a tre persone solo per farci vedere le immagini in diretta. Se mi permette vorrei cogliere l’occasione per chiarire un aspetto.

Prego …

Talvolta vengo accusato di mostrare molti cartelloni pubblicitari, sottolineo che non sono io a piazzare gli striscioni e che non è mai stato inquadrato nessuno sponsor che non sia sponsor dell’evento.  Prima dell’inizio del Giro d’Italia, ad esempio, Rcs ci comunica gli sponsor della manifestazione e solo quelli vengono inquadrati, credo anche in modo equilibrato. So che ogni anno fanno un’analisi sull’esposizione televisiva del vari marchi e che questa è sempre proporzionale all’investimento fatto.

Se ripensiamo alla Coppa Agostoni, gara da voi trasmessa in diretta, abbiamo un po’ di rammarico per non aver potuto gustare a pieno l’evoluzione della corsa nel finale spettacolare, da cosa è dipeso ?

Noi alle gare del trittico lombardo ci siamo occupati solo delle riprese, mentre la grafica era a carico degli organizzatori che si sono rivolti alla Federazione Italiana Cronometristi che aveva già lavorato con noi con buoni risultati al Giro del Trentino. Purtroppo al trittico non ha funzionato il GPS e così non abbiamo avuto i distacchi in tempo reale ed è per questo che non si è potuto apprezzare a pieno lo spettacolare finale di corsa.

Sul web sta circolando la notizia che il Giro di Lomabrdia sarà affidato al Service Infront, a riguardo cosa ci dice ?

Lo smentisco categoricamente. I nostri mezzi HD non sono ancora pronti e così noleggeremo i mezzi che hanno fatto il Mondiale. Loro ci forniranno il guscio, ma tutto il personale a bordo dei mezzi sarà della RAI.

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