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Sebbene il ciclismo non abbia un unico regolamento, le regole del nostro amato sport non sono difficili. Eppure, sembra proprio che qualcuno non riesca a comprendere la differenza che c’è tra “fatti di corsa” e “disciplinari”.

I visitatori più attenti ricorderanno la polemica che ha poi portato alla squalifica di Angelo Francini prima dell’assemblea di Levico che commentò etichettando la disciplinare come “non competente a decidere per fatti di corsa”. L’oggetto del contendere riguardava la squalifica inflitta dalla giuria a Cordiano Dagnoni, colpevole di una scorrettezza nell’Europeo Derby, squalifica poi annullata dalla disciplinare.

Sembra incredibile, ma il Giudice Sportivo della Lombardia non sa la differenza tra fatti di corsa e disciplinari

Sebbene il ciclismo non abbia un unico regolamento, le regole del nostro amato sport non sono difficili. Eppure, sembra proprio che qualcuno non riesca a comprendere la differenza che c’è tra “fatti di corsa” e “disciplinari”.

I visitatori più attenti ricorderanno la polemica che ha poi portato alla squalifica di Angelo Francini prima dell’assemblea di Levico che commentò etichettando la disciplinare come “non competente a decidere per fatti di corsa”. L’oggetto del contendere riguardava la squalifica inflitta dalla giuria a Cordiano Dagnoni, colpevole di una scorrettezza nell’Europeo Derby, squalifica poi annullata dalla disciplinare.

 Disciplinare che due mesi dopo ha ribadito la bontà di quanto affermato da Francini e squalificando Dagnoni. Provvedimento tardivo che ha consentito a dirigente lombardo di candidarsi ed essere eletto quale vicepresidente del Comitato Lombardo.

A distanza di più di un anno, il concetto non è ancora chiaro e il Giudice Sportivo del Comitato Lombardo,  Ernesto Casana, ha scritto sul proprio comunicato:« GARE CON PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI – Gara n. 48756 del 01.09.13 A. S. Lorenzo Mola Si trasmette denuncia per fatti di corsa non rilevati dalla Giuria alla Commissione Disciplinare.»

Casana non ha ancora compreso che per fatti di corsa la competenza è esclusivamente della giuria. Potremmo paragonare i fatti di corsa a quello che nel calcio è rappresentato dal rigore. Se l’arbitro vede il rigore lo fischia, se non lo vede non lo concede, ma nessuno può a posteriori intervenire su questo aspetto. Nel ciclismo è lo stesso. Dal chilometro zero all’arrivo la competenza esclusiva è della giuria.

Diverso se si fosse trattata di una scazzottata dopo l’arrivo, in questo caso la competenza sarebbe della disciplinare, ma non si potrebbe parlare di “fatti di corsa”.

Il Comitato Lombardo non si conferma particolarmente efficiente, infatti, dopo aver sostituito un organo di giustizia, il presidente della Disciplinare Benito Fornaro, non potendolo fare, si ritrova un giudice sportivo che non distingue la differenza tra fatti di corsa e disciplinari.

Insomma, per chi come Bernardelli e la sua ciurma si proponeva quale salvatore del ciclismo lombardo, un’altra bella figuraccia.

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