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In Italia, la magistratura è assolutamente indipendente dagli altri poteri dello stato. Questo, che qualche politico proprio non accetta, è uno dei princìpi su cui si basa la giustizia che deve essere terza a qualunque altro potere dello Stato. Anche nel ciclismo dovrebbe valere tutto questo, non a caso lo Statuto prevede che gli organi di giustizia abbiano un mandato quadriennale indipendente dal mandato politico di chi li ha nominati. In poche parole, gli organi di giustizia una volta nominati non possono essere sostituiti. Lo Statuto prevede, infatti, che eventuali negligenze degli organi di giustizia siano giudicate dalla “Commissione di garanzia della giustizia sportiva”, una commissione formata da docenti universitari di prima fascia, magistrati e avvocati dello Stato con almeno 15 anni di carriera. Insomma, lo Statuto sembrerebbe tutelare proprio la sacrosanta indipendenza degli organi di giustizia.

Statuto calpestato in Lombardia, Bernardelli rimuove un organo di giustizia. Fuori Fornaro, dentro un collaboratore di Perego

In Italia, la magistratura è assolutamente indipendente dagli altri poteri dello stato. Questo, che qualche politico proprio non accetta, è uno dei princìpi su cui si basa la giustizia che deve essere terza a qualunque altro potere dello Stato. Anche nel ciclismo dovrebbe valere tutto questo, non a caso lo Statuto prevede che gli organi di giustizia abbiano un mandato quadriennale indipendente dal mandato politico di chi li ha nominati. In poche parole, gli organi di giustizia una volta nominati non possono essere sostituiti. Lo Statuto prevede, infatti, che eventuali negligenze degli organi di giustizia siano giudicate dalla “Commissione di garanzia della giustizia sportiva”, una commissione formata da docenti universitari di prima fascia, magistrati e avvocati dello Stato con almeno 15 anni di carriera. Insomma, lo Statuto sembrerebbe tutelare proprio la sacrosanta indipendenza degli organi di giustizia.

 In Lombardia, invece, il presidente Bernardelli ha sostituito il presidente della Disciplinare, Benito Fornaro. Pare che alla base della decisione, comunque illegittima, di Bernardelli ci sia il fatto che Fornaro in otto mesi di attività non abbia mai riunito la commissione. Aldilà che avrebbe dovuto occuparsene la sopraccitata commissione di garanzia, c’è un motivo per cui Fornaro non ha mai convocato la disciplinare lombarda. Le norme prevedono che questa commissione debba essere composta da tre persone, ma la Lombardia, come si può evincere consultando il sito del Comitato alla sezione “Struttura Organizzativa” (clicca qui per vederlo), oltre al presidente Fornaro aveva nominato solo un componente, l’avvocato Tomasoni, e quindi questa commissione, per una mancanza del Comitato, non si è mai potuta riunire per la mancanza del numero minimo di componenti.

Il Consiglio Direttivo del Comitato ha provveduto dunque a promuovere Tomasoni a presidente e a nominare  gli avvocati Giampiero Maffi,  Michele Re e Gabriele Colombo oltre al supplente Davide Asti. Perché hanno sostituito Fornaro anziché nominare il terzo componente, anche scelto tra questi quattro, e consentire alla commissione di lavorare ?

Non è un segreto che i rapporti tra Benito Fornaro e Fabio Perego non siano dei migliori. Fin da prima che Perego entrasse in Consiglio tra i due non correva buon sangue. Il fatto che sia stato estromesso Fornaro e che nella disciplinare sia stato nominato proprio l’avvocato che collabora con Perego per l’attività di procuratore, Michele Re, fa malignare qualcuno che ipotizza che dietro a questa mossa possa esserci il buon “fabietto”.

A noi chi ci sia dietro non interessa più di tanto, ci interessa puntare l’indice contro l’ennesima azione non consentita dai regolamenti compiuta proprio da chi dovrebbe avere come unico credo il rispetto degli stessi. Tante volte abbiamo detto che il ciclismo italiano era allo sbando, ma giorno dopo giorno questi dirigenti riescono a stupirci sempre di più, ovviamente in peggio.

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