Notice: Undefined index: tie_sidebar_pos in /web/htdocs/www.ciclismo-online.it/home/wp-content/themes/jarida/includes/post-head.php on line 5

Il pasticcio federale si è compito. Con la pubblicazione delle norme relative alle Continental è ufficiale ciò che fino ad oggi erano solamente chiacchiere dell’ambiente. Prima di commentare questa riforma andiamo a vedere cosa prevede.

Ufficializzato il regolamento delle Continental, l’ennesima “porcata” all’italiana

Il pasticcio federale si è compito. Con la pubblicazione delle norme relative alle Continental è ufficiale ciò che fino ad oggi erano solamente chiacchiere dell’ambiente. Prima di commentare questa riforma andiamo a vedere cosa prevede.

 

–          Le Continental italiane potranno essere delle ASD o SRLD (società di capitali dilettantistiche).

–          La somma dei punti degli 8 migliori atleti di ogni squadra dovrà essere superiore a 100.

–          La maggioranza degli atleti dovrà essere Under 23

–          Al massimo potranno avere due soli neoUnder

–          Potranno partecipare alle gare HC italiane, 1.1, 2.1, 1.2 e 2.2, oltre alle gare Nazionali italiane

–          Gli Under 23 del 1° e 2° anno potranno partecipare anche alle gare regionali

–          Ogni Continental potrà avere una doppia affiliazione per le gare nazionali e regionali

Questa non è altra che l’ennesima “riforma” fatta all’italiana. Si parte da un’idea giusta, in questo caso quella di incentivare le società dilettantistiche a fare una Continental, e poi, per non andare contro ad alcuni interessi di parte, si deraglia.

La necessità di avere le squadre Continental nasce dall’esigenza di avere società dilettantistiche italiane che fanno attività internazionale, confrontandosi con l’eccellenza d’Europa e facendo fare ai propri atleti sempre più esperienza. Concedendo a queste società di correre le gare Nazionali (in Italia sono 80) e con alcuni atleti anche quelle Regionali, si va a disincentivare proprio l’attività internazionale che da tempo, un po’ per i costi un po’ per il livello elevato degli avversari, i Team Manager non nascondono di non digerire troppo.

Insomma, la montagna ha partorito un topolino.

Già, perché con una riforma del genere non si va ad elevare le Continental italiane (ex dilettantistiche) al livello del professionissimo, ma si abbassano le corse professionistiche italiane al livello dilettantistico.

Ci spiace per il buon Ruggero Cazzaniga, fiero padre della riforma, ma questa, per usare un termine politicamente di moda, è una vera “porcata”. Pensare che sarebbe stato sufficiente copiare ciò che avviene all’estero e adattandolo alla realtà italiana.

Ipotizziamo di andare a vietare la partecipazione alle gare Nazionali e Regionali alle società con più di 100 punti (quelle che potrebbero fare le Continental). In quel caso, il passaggio a Continental delle migliori società dilettantistiche sarebbe stato automatico e senza cervellotici regolamenti. Visto l’esiguo numero di gare internazionali in Italia (37) queste sarebbero state costrette, nel senso positivo del termine, a fare una vera attività internazionale all’estero andando a correre in Francia, Belgio, Olanda, Spagna ecc. oltre ovviamente a fare esperienza nelle gare professionistiche italiane. Chiaramente una riforma come quella da noi ipotizzata non avrebbe trovato l’immediato entusiasmo dei Team Manager, che però non avrebbero potuto fare altro che andare nella direzione auspicata. La riforma federale farà probabilmente felici Team Manager, corridori e organizzatori, ma non va in nessun modo a migliorare il ciclismo. Del resto i nostri visitatori lo hanno capito già da tempo: alla Federazione di migliorare il ciclismo importa ben poco, importa molto di più, in ottica elettorale, non andare scontentare nessuno. 

Powered by Dragonballsuper Youtube Download animeshow